martedì 1 febbraio 2011

il segnapagine del 1.II.2011

Ottagono irregolare, Dalle stalle alle stelle: «Così tutto quello che era considerato cultura massificata, fascista e piccolo-borghese, adesso diventa capolavoro assoluto, vetta eccelsa, punto di non ritorno. Anche se è una canzonetta pop, anche se è un filmetto da quattro soldi».
La vita è sogno, Io sono io: «L'uomo intelligente non fa notizia, perché il maschio è per natura e consuetudine intelligente, e non ha proprio nulla da dimostrare. La donna, la donna scienziato, la donna filosofa, la donna pensante è invece portata ad esempio, a bandiera del genere…»
LGO, Di mattina: «L'uomo è nero, nero di pelle e a volte anche di umore, sembra. Credo che sia somalo, ma come faccio a saperlo?»
Lacrime di Borghetti, Il gigante di Reconquista: «Ben presto il giovane Batistuta diventa un'anomalia nel calcio sudamericano, specie a livello giovanile: il suo modo di giocare non conosce vanità né sovrastrutture, e la sua unica funzione, il suo unico interesse è la porta».
L’illusorio disincanto, Sono donna e dico basta cretinate: «Davvero, il presidente del consiglio fa festini. Io come donna, che c'entro? Fa festini con donne che si fanno pagare. Io come donna, che c'entro?»
Marco Simoni, Perché il Pd dovrebbe abolire le primarie: «È del tutto evidente che in questo momento le primarie sono una cosa che quasi qualsiasi dirigente del PD vorrebbe abolire, con ragioni evidenti di buonsenso politico, neanche tanto sofisticato. Allora perché quasi nessuno lo chiede? Perché pur essendo una cosa ovvia da fare, non si può fare». (Lo hanno già segnalato tutti, è vero; ma noi siamo gente che ci piace arrivare ultimi.)

2 commenti:

  1. Grazie, è già la seconda volta che mi linki :-)

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  2. Quando una cosa mi piace, spero che piaccia anche ad altri. ;)

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)