giovedì 8 settembre 2011

lady platone

di lo Scorfano
Non conoscere Lady Gaga è grave quanto non sapere nulla di Platone.
Grazie per l'avvertimento, signor Frankie. Peraltro si tratta di uno slogan molto efficace e riuscito, lo ammetto e mi complimento. Talmente efficace che, ne sono sicuro, già lunedì qualcuno dei miei migliori (sottolineo: migliori) alunni arriverà in classe citandolo.

Però, per quanto efficace, resta una cazzata, signor Frankie. Insomma, diciamo che è un'efficace cazzata (meglio che inefficace, sia chiaro): perché, in realtà, uno dei nuclei fondamentali del sapere (e quindi della cultura) è appunto il saper gerarchizzare le proprie conoscenze; e saperle mettere nella giusta prospettiva, consapevolmente. Non è una questione di accumulo delle conoscenze e delle informazioni, signor Frankie; ma di capacità di organizzarle e gerarchizzarle. E Platone resta più importante, per la cultura occidentale, di Lady Gaga: clamorosamente e incommensurabilmente più importante.

Se non c'è consapevolezza gerarchica, signor Frankie, non c'è cultura; ci può essere uno slogan efficace e riuscito e brillante, questo sì. Che però è un'altra cosa, signor Frankie; anzi, che è proprio il contrario esatto della cultura. (Lo so, lei pensava che il contrario della cultura fosse l'ignoranza, signor Frankie: si sbagliava anche qui, peccato.)

29 commenti:

  1. Frankie ha la stessa portata rivoluzionaria di Rita la zanzara

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  2. Ma la filosofia della Gaga sarebbe? Sentirsi "la sfigata del liceo" (cit.) e cercare di rimediare producendo musica (...) per giovani la cui massima aspirazione è partecipare al Grande Fratello (senza aver letto Orwell, già che ci siamo) con video costosissimi e kitsch?

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  3. Confesso di non sapere nemmeno chi sia Rita la zanzara. Il che è equivale, immagino, a non sapere chi è Platone.

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  4. E alla fine Aristotele non se lo fila mai nessuno.
    se mi fossi sentito veramente libero non avrei scritto "fila".
    variabile

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  5. Mi permetto di analizzare una frase di cui sono autore:
    "Non conoscere Lady Gaga è grave quanto non sapere NULLA di Platone"
    per me non significa Lady Gaga = Platone, ma più semplicemente che non avere una infarinatura di cultura pop è grave quanto avere AFFATTO la conoscenza di elementi fondamentali della Cultura, essendo soggetti come "Lady Gaga" capaci di influenzare il nostro tempo in maniera più rapida ed efficace di "Platone".
    Arduo è il compito di chi deve insegnare qualcosa a qualcuno di cui non conosce nulla: i gusti, le frequentazioni, il linguaggio.
    Quando la mia professoressa di inglese accostò i Cure a Byron non ci siamo scandalizzati, ma abbiamo visto nel grande autore inglese una modernità che non ci aspettavamo: e lo abbiamo amato.
    Se poi mi vuole fare passare per un cretino perchè una frase estrapolata da una intervista rischia di costringerla ad ascoltare una canzone di una mediocre artista molto popolar,e faccia pure.
    Grazie infine per darmi del "signore" con una costanza ed una ripetitività tipica di chi vuole prendere per il culo e ci riesce male.
    Quando ho scritto "Quelli che benpensano" pensavo anche a lei..
    Buon anno scolastico, signor maestro.

    Frankie hi-nrg mc

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  6. A me continua a sembrare una cazzata, comunque...

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  7. Uno slogan che necessita di essere spiegato con così tanta verbosità non è, evidentemente, nemmeno troppo efficace. Mi scuso per essermi sbagliato, signor Frankie.

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  8. è solo una frase estrapolata da una intervista: è a lei che suona come uno slogan.
    Anche grazie a lei potrà diventarlo.
    Grazie a lei.

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  9. Guardi, facciamo così: io non proseguo oltre nella polemica perché già è chiaro quello che penso e il post è lì a dichiararlo, senza infingimenti (e la polemica diventa sterile, dopo poche battute). Le do atto, ovviamente, che lo slogan è tale in quanto utilizzato nel sottotitolo della Repubblica e che lei, nell'intervista, spiega il concetto seguendo un ragionamento più articolato.
    Detto questo, io posso solo ribadire che non condivido quasi nulla di quanto lei sostiene nella sua intervista e che il suo ragionamento mi pare fallacissimo. E una cosa in più, sempre senza vana polemica: trovo molto scocciante e fuori luogo che ci si appelli ai propri ricordi di studente per spiegare altrui come si debba fare scuola. Forse mi potrà concedere che non si tratta di una maniera gradevole di occuparsi dell'argomento.
    Altro da dire non ho.

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  10. Caro Frankie Hi-Nrg (che apprezzo moltissimo come artista, peraltro): l'impressione è che con questo tuo commento sul blog tu abbia peggiorato la situazione. Pensi davvero che Lady Gaga oggi possa dire o fare qualcosa che ha più impatto sulla nostra cultura e sulla nostra vita di quanta ne abbia avuta Platone? Pensi che un titolo su Corriere.it con l'ultima stravaganza di Lady Gaga o quattro note sentite sull'autoradio "abbiano più impatto sulla nostra cultura" di quanto ne possa ancora avere l'antico, antinchissimo Platone? Ma ti perdono: sbagli perché hai avuto dei cattivi maestri. Byron si saprà chi era anche tra cent'anni. I Cure già oggi sono qualcosa a metà tra l'inesistenza e l'operazione ripescaggio nostalgico alla Labranca. Detto questo, continuerò ad apprezzarti come artista e mi rendo conto che oggi per strappare un titolo su un giornale bisogna dire cose forti anche quando non ci si crede davvero, non ci si può credere essendo persone intelligenti come tu sei. MARKO

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  11. E mi permetto di aggiungere: non conoscere nulla di Lady Gaga, oggi, così come non conoscere nulla di Fabrizio Corona, di Belen o dell'ultimo spot Telecom con Christian De Sica, significa essere una persona interessante, originale e anticonformista. Non conoscere nulla di Lady Gaga (magari perché si ha di meglio da fare e da conoscere) significa essere qualcuno che la stessa Lady Gaga ambirebbe a conoscere, invece che una pecora del gregge mediatico. MARKO

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  12. Ragazzi, un po' di gusto per il paradosso!

    Frankie sta semplicemente dicendo che pensare di chiudersi in una torre eburnea di libri e scollegarsi dal mondo non è mai una buona idea.

    Fosse stato un uomo del rinascimento avrebbe detto che la vita attiva è meglio di quella contemplativa. Ma siccome invece è un rapper cita lady gaga.

    Poi, nessuno sano di mente può pensare che "E' attraverso la scienza che l'uomo si indìa" è sullo stesso piano di "po-po-po-po-poker face".

    E non è quello che ci chiede di fare Frankie.

    Marko: non aver mai sentito parlare di Corona, Belen o De Sica significa essere molto fortunati, non è un titolo di merito e non rende la gente interessante, perché non è una scelta, bensì un accidente.

    Uqbal

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  13. Va be', io non vorrei continuare la discussione.

    E naturalmente, lo faccio.

    Anche a me non dispiacerebbe che la scuola avvicinasse l'arte "classica" con quella moderna. E ne ho scritto pure qui.

    Ma appunto, parlavo di arte. Lady Gaga, abbiate pazienza, può essere arte del marketing. Può essere espressione della (ahimè) cultura giovanile a base di leccacuccioli e suonerie per telefonini di ultimissima generazione (che poi i soldi non bastano per comprare i libri di scuola, vero Scorfano?). Può essere un esempio di un fenomeno che vive delle mode giovanili e a sua volta le alimenta, in un circolo che non riesco a definire "virtuoso".

    Ma arte, vi prego, non ce la faccio. E non mi dite che è questione di gusti, perché si tratta di gusti di merda, se piace una monotonia studiata a tavolini per poter essere usata in discoteca e in palestra contemporaneamente, per vendere gadget e suonerie ecc.

    Posso considerare arte Jimi Hendrix o Wes Montgomery, Bukowski o David Foster Wallace.

    Ma Lady Gaga no. Allora mi dichiaro un benpensante. (Che mi piace pure, come canzone.)

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  14. non reputo Lady Gaga "arte" o "eterna", ma utile - se non indispensabile - con certa gioventù cellulari-leccacuccioli-bimbominkia per costruire un ponte su cui far transitare anche Platone (cui magari Lady Gaga sarebbe anche piaciuta).
    Lo penso e lo ribadisco qui, dove non ci sono titoli da strappare, se non quelli di studio (questa è ironica, professori..)
    Inoltre non credo che non conoscere qualcosa renda qualcuno migliore.
    Detto ciò vi ringrazio per gli interessanti pareri ed auguro a tutti una buona notte.
    Pure ad Alejandro.

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  15. ma fattela una risata!
    (cit. "i soliti idioti" MTV)
    variabile

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  16. Lasciando da parte il benpensare, il fatto che grazie ad uno strumento come internet in questo blog ci si può confrontare, per fortuna, con l'autore di una frase estrapolata da una intervista ma che ha toccato il nostro autore di questo post, credo che al di là dell'azzardo, che è evidente, vista la mediocrità della lady non solo rispetto a Platone, si potrebbe cercare di trasformare questo scambio di idee in una bella conversazione sul valore della cultura pop oggi, nel 2011 della crisi. Che ne dite?

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  17. E' una discussione senz'altro interessante ma che io non mi sento in grado di fare, onestamente. Se la facesse qualcun altro, potrei contribuire ma solo marginalmente. Proverò a pensarci e a scrivere qualcosa nei prossimi giorni, ma non tanto sulla cultura pop quanto sull'opportunità (e il modo) dell'usarla a scuola. In fondo è l'unica questione di cui mi intendo un po', la scuola.

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  18. Il fatto è che in realtà, a scuola, sono anni che usiamo i testi delle canzoni pop, compresi quelli fi Frankie, per fare lezione agli alunni ed avvicinarli ai classici. Spiace un po' che di tutto questo sforzo non arrivi nulla "fuori", sicchè Frankie pensa di aver fatto una scoperta didattica esaltante ed originalissima, che invece è prassi comune.

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  19. però Scorfano una prof che sa far amare Byron attraverso i Cure è una che ha capito come avvicinare i ragazzi ai grandi della letteratura. Io avevo un professore che mi spiegava la filosofia attraverso Snoopy, guarda che è servito allora.

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  20. @fata
    Benissimo, nessun problema. Io non sono d'accordo, tutto qui.

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  21. Allora.

    Schulz è uno dei grandi del '900, uno dei suoi fiori migliori.

    Snoopy e i Peanuts hanno uno spessore tale per cui l'accostamento anche alle più vertiginose altezze della classicità riesce piuttosto facile.

    La faciloneria nel "rendere appetibile ai ragazzi cose altrimenti aliene" è un rischio assai concreto. Ci cade spesso De Crescenzo quando parla di antico. Ci cadono i professori quando vogliono far credere che oggi Dante sarebbe un cantante o quando sperano che 300 e Troy possano essere una porta verso l'epos e la storia (mentre sono solo un continuo slapface).

    Il punto è semplicemente che Lady Gaga esiste, che la cultura pop esiste e non la si può ignorare. E' la forma del nostro mondo.

    Oltre a questo, la cultura pop fornisce una ricca messe di generi, codificati in sistemi paragonabili a quelli letterari antichi, ovvero con codificazioni nette che definiscono occasioni, contenuti, forme e le loro combinazioni. Fornisce modelli, spunti, oggetti, storie, tropi, topoi, linguaggi comuni e possibili deviazioni, determina un immaginario comune (come piacerebbe a Roland Barthes, uno che peraltro non sopporto) ed è comune a tutti.

    Alcuni da questo brodo tirano fuori capolavori: I Simpson (monumento tra i più alti alla cultura contemporanea), Scrubs, piccoli gioielli come In Treatment o serie di lungo corso come Law and Order, tanto per rimanere alla tv.

    Sono queste tutte opere compiutamente pop per occasione, intenzione, genesi e finalità ma con un valore artistico elevatissimo (io stringerei la mano a chi scrive i dialoghi di Law and Ordero Scrubs).

    E per me questa è cultura nel senso più compiuto. Esattamente come un Aristofane, o un Simenon (che a suo tempo faceva arricciare il naso ai bellettristi), o un Euripide, o un Melville.

    Uqbal

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  22. Uqbal, accidenti a te, possibile che tu non abbia un blog? :^)

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  23. ... a parte che mai avrei pensato di partecipare ad una discussione in cui c'è anche Frankie, del quale da adolescente ero grandissimo fanz :-)

    Secondo me dovrebbero invece smettere di insegnare Platone a scuola e passare a Lady Gaga direttamente.

    In fondo Platone diceva della scrittura quello che noi si dice di Lady Gaga, quindi se tanto mi da tanto dovremmo obbligare i bambini a studiare Lady Gaga...

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  24. Non sono il signor Frankie, che stimo per altro da molto lontano, tanto che dell'articolo citato ho solo visto il titolo... e per inciso ne approfitto per osservare che, essendo d'accordissimo sul modello di scuola proposto poco più sotto - tanto che da anni propugno l'adozione di un sistema sociale basato su un metodo di cui la open school (se ricordo il nome) è elemento fondamentale del campo dell'istruzione - il problema apparentemente potrebbe anche non porsi. Ma non è tanto questo il discorso, perché alla fine si porrebbe: se i valori di genitori e studenti vedessero al primo posto l'efficacia del percorso formativo, alla lunga non ci sarebbe storia: se è più importante conoscere Platone, lo dimostrerebbero rese finali e carriere alla lunga. Personalmente, fra l'altro, lo penso anch'io, che Lady GaGa son lieto di non averla mai ascoltata se non forse in qualche bar a mia insaputa, forse perché a sedici anni mi ero letto quasi tutto Platone (peraltro nel frattempo facendomi bocciare a Giugno ma venendo graziato con solo un otto in condotta - con la sola scusante che era una scuola di estremisti cattolici molto dottrinaria.

    Però c'è un senso centrale che mi pare più che corretto, nella citazione di Frankie Hi Nrg (se si scrive così) e che suppongo avesse senza voler essere davidsoniano, perché mi è sempre parsa persona profondamente intelligente: bisogna saper mettere tutto nella giusta prospettiva, è verissimo. Ma se è innegabile, almeno spero, che la dimensione e rilevanza di Platone sia semplicemente incommensurabile con quella di Lady Gaga - e oserei dire perfino dei Beatles - lo è precisamente nell'ottica della cultura occidentale nel senso forse migliore del termine, certo il più fecondo finora.
    Ma è altrettanto vero che nella prospettiva del non anormale studente è del tutto diverso e che la sua prospettiva, oltre che essere un punto di vista tendenzialmente, se non per definizione, immaturo, lo è anche perché è più o meno l'unico di cui dispone. Per quanto da questi punti di vista forse si maturi perfino sempre prima, la piena scoperta anche solo della relatività intersoggettiva dei punti di vista e della diversa rilevanza delle relazioni proprie di diverse prospettive è una scoperta che tanti forse non arrivano a fare nemmeno dopo la maturità.

    Insomma, uno studente non lo sa né lo immagina che Platone possa - e di fatto sia, determinandolo anche senza che se ne accorga - più importante di Lady Gaga per lui. Dal suo punto di vista facilmente è vero il contrario.
    Per quel poco di esperienza che ho fatto nel ruolo di formatore, è fondamentale non solo esprimersi con i discenti in termini che possano capire, ma riuscire a comprendere il loro punto di vista, a farlo proprio quel tanto da sapergli indicare da lì come si può presentare quello che gli si indica e, nel caso, capire che passi suggerirgli per poter valutare se compierli e poter vedere come da altri punti di vista può interessargli.
    Platone è più importante di Lady Gaga in assoluto; ma lo è solo storicamente, non teoreticamente, del prospetticismo filosofico.

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  26. Ops, non avevo letto i commenti, prima di postare. Posso solo dire che sono felicissimo di notare che Frankie Hi-nrg mc ha sostenuto esattamente quello che supponevo intendesse con quella frase.
    Se poi la filosofia da Nietzsche in poi non ha diritto ad essere accostata ai classici, allora taccio, ma in tutto il '900 quanto da lui sostenuto è luogo comune (con l'esotica antitesi dialettica, senza esserne negazione, della fenomenologia husserliana). Ho sentito Derrida - che non amo particolarmente - di persona dire e ribadire che "ospitalità è parlare la lingua dell'ospite (inteso come invitato)" e mi lancerei quasi nel ripercorrere le tracce della tesi in ogni campo, dall'esitenzialismo all'epistemologia.

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  27. Che peccato essere arrivata a party ormai finito!L'ho trovato un bel momento tra blogger, davvero interessante. Certo, ognuno piccato a suo modo.Lo Scorfano ci è andato giù un pò pesante, mi riferisco ai toni usati... insomma,credo che nessuno ci sarebbe stato al posto di Frankie...
    d'altro canto, di fronte a tale affermazione,il professore deve essersi sentito ribollire parecchio...
    A me quella di Frankie sembra piuttosto una provocazione per aprire una discussione più articolata. Nessuno può pensare di mettere sullo stesso piano Lady Gaga (di cui confesso di non sapere pressochè nulla)e Platone. E' la posizione in cui è posta l'affermazione nell'articolo a renderla "sensazionalistica", ma non mi sembra fosse nell'intenzione dell'intervistato. Un affascinante scontro tra due mondi...

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)