lunedì 12 settembre 2011

Al centro del mondo

del Disagiato

Quello che accaduto dieci anni fa negli Stati Uniti è accaduto, per me, anche un po’ per colpa nostra. Non che siamo stati noi occidentali a dire ad alcuni talebani di schiantarsi contro le Torri Gemelle, non voglio assolutamente sostenere questa cosa fantasiosa, ma solo che la nostra fettina di terra, il nostro paesello, l’abbiamo regolato in maniera così strana, con così tanta maleducazione e prepotenza, che poi è accaduto quello che è accaduto. Micheal Houellebecq alla fine di un suo bellissimo romanzo, Piattaforma, scrive: “Rimarrrò fino all’ultimo un figlio dell’Europa, dell’ansia e della vergogna; non ho alcun messaggio di speranza da comunicare. Per l’Occidente non nutro odio, tutt’al più un immenso disprezzo. So soltanto che, dal primo all’ultimo, noi occidentali puzziamo di egoismo, di masochismo e di morte. Abbiamo creato un sistema in cui è diventato semplicemente impossibile vivere; e, come se non bastasse, continuiamo a esportarlo”. Sono parole forti, che rischiano di togliere ossigeno a quello che sto scrivendo, ma non avrei saputo dirlo meglio. Insomma, la mia impressione è che tutto questo da farsi per vendere e comprare a mille all’ora ci restituisca solo ansia e tristezza e, come se non bastasse, questa dimensione la vogliamo esportare e imporre. L'attentato di dieci anni fa è una risposta brutale a questa imposizione.

Io non riesco a condividere nulla delle parole di Mario Calabresi, anzi, mi viene la nausa a respirare il tono pacato e razionale con cui scrive (vero è che questo è il suo mestiere) e non riesco a pensare, come pensa lui, che il pianeta sia devastato da “tensioni religiose”. Le tensioni religiose non esistono, esistono tensioni tra esseri umani, tra chi ha e chi non ha, tra chi vuole imporre e chi si difende da queste imposizioni. La religione, scusate l’interpretazione della faccenda, è solo una scusa, uno strumento, una facciata. Quello che voglio dire è che non abbiamo fatto alcuno giro di boa, come scrive Magris, che non c’è stata nessuna svolta, ma solamente, in maniera troppo tragica, abbiamo capito quanto siamo stati egoisti e muti per tanti anni. Abbiamo visto gli effetti della nostra condotta, l'ansia e la schizofrenia germogliate lontane da noi, da una parte opposta. Ansia e schizofrenia che tocchiamo o sfioriamo ogni giorno a casa nostra. 


In un film di Michael Haneke, Benny’s Video, un ragazzo uccide una ragazza filmandone il delitto. I genitori, quando vengono a conoscenza dell’omicidio (il ragazzo mostra loro la videocassetta), prima rimangono perplessi, molto perplessi, poi reagiscono in modo strano e cioè mentre aiutano il figlio a dimenticarsi della faccenda, come fosse solo un brutto episodio, occultano il cadavere della ragazza. Punto. Il film finisce così. Ecco, in questi giorni (in questi dieci anni, in verità) mi sembra che molti giornalisti e politici si siano comportati come i genitori di Benny: hanno in maniera certosina occultato il cadavere. Si sono preoccupati solamente di celebrare l’anniversario, di ribadire il numero dei morti, di sottolineare quanto le nostre economie siano cambiate e quanto la memoria sia importante (Calabresi non è stato capace di fare altro).

Cose che vanno fatte, non si discute, ma che però…però ieri mi pare che non abbiamo detto nulla di noi, se siamo stati miopi oppure no, se potavamo evitare tutto questo oppure no, se siamo in minima parte colpevoli oppure no. Invece ci siamo raccontati dove eravamo o ci siamo chiesti come dei fissati, come ha fatto l’Unità, se "l’aereo sul Pentagono è cascato davvero" (con queste puttanate le case editrici fatturano quanto fatturano con i libri sul 2012 o con i libri di Giacobbo: molto).

Insomma, oggi, per me, non siamo né più forti né più deboli. Siamo, o dovremmo essere, solo più consapevoli e autocritici. Sono stati i talebani a fare quello che hanno fatto però, forse, in tutto questo pure io ho delle responsabilità. Non occultiamo il cadavere, per favore. Ecco, volevo chiedervi questo.

4 commenti:

  1. Tra le tante notizie del dopo 11/9, ricordo l'annuncio di un aumento nell'acquisto di testi su cultura islamica, questioni mediorientali, conflitto Israele-Palestina ecc. (tu, Disagiato, puoi essere sicuramente più preciso).

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  2. Allora era studente (finto studente).

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  3. se crollavano due torri in Burundi non gliene fregava un cazzo a nessuno e dieci anni dopo di sicuro non eravamo qua a far finta di essere tristi. ma per favore.

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  4. Il bello dei blog -come questo- è che offrono punti di vista differenti che dànno da pensare, e parecchio.
    Questo post è come una pugnalata: "ieri mi pare che non abbiamo detto .....se potevamo evitare tutto questo oppure no, se siamo in minima parte colpevoli oppure no"
    Hai ragione diocristo, maledettamente ragione. Non me lo riuscivo a spiegare, il disagio di questi giorni, l'ho capito adesso.
    Grazie

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