
Il numero consisteva nel mettere a terra un uovo e per diversi minuti girarci attorno, facendo versi, muovendo le mani come il Mago Oronzo, allontanandosi, avvicinandosi, bloccandosi in posa di meditazione e riprendendo poi ad agitare le mani, a fissare l’uovo e a circuirlo. Quei minuti, ovviamente, avevano il suono ingiusto e immeritato di monetine che finivano in una scatola. Non so quanto la cosa durasse, perché a un certo punto io, insieme ad altre facce stupite, me ne andavo a fare altro. Solo che ogni sera, ostinato, buttavo l’occhio qualche minuto per vedere se a quell’uovo succedeva qualcosa. Ma sempre inutilmente.
Facilissimo fare similitudini, lo so bene, però ieri la faccia del nostro Presidente era un po’ come quella del prestigiatore marocchino che vi ho detto. E ci sono quelli che stanno a guardare se all’uovo succede qualcosa e ci sono quelli che, dopo aver aspettato abbastanza, abbandonano la fiera. Per non passare come uomini un po' fessi.
bella questa immagine dell'uovo.
RispondiEliminaIl fatto è che fino a che qualcuno non soffia forte per farlo cascare, l'uovo, (magari piazzandone subito un altro) questo sta su, unico uovo del palcoscenico e noi democraticamente dobbiamo aspettare. L'uovo non esplode, non casca, il pulcino anche se spiumato o deforme per via delle radiazioni, non nasce.
Anche io trovo la situazione "governativa" di questo periodo, al di la del chiù pilu pi tutti, surreale ed un po'insopportabile.
variabile
Ecco, vediamo di dare io,te e tanti altri una bella soffiata a questo maledetto uovo. E a chi si azzarda a metterne un altro gli tagliamo le mani.
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