mercoledì 21 dicembre 2011

a ciascuno il suo

di lo Scorfano


Avevo deciso di regalare a un mio amico i tre volumi delle Opere complete di Leonardo Sciascia. Mi pareva un regalo azzeccato, perché il mio amico si lamenta spesso con me del fatto che è difficile trovare buoni romanzi da leggere, senza dover per forza indovinare chi sia il colpevole (nella trama, ovviamente: ché per il resto il colpevole è sempre l'autore, e non c'è bisogno nemmeno di cercarlo, visto che impunemente mette il suo nome e cognome sulla copertina).

Avevo deciso, ma era stata una decisione affrettata, ora lo so. Perché i tre bei volumi delle Opere complete di Leonardo Sciascia, che io posseggo e che in questo momento sto guardando, nella libreria di fianco al pc, non esistono più, sono non disponibili, sono fuori commercio, fuori della realtà, fuori. Certo, sarà il prezzo, mi sono detto io. 140 euro non si spendono molto facilmente in un periodo di crisi, nemmeno per un regalo. Però è anche vero che 140 euro si spendono eccome, invece. Per un paio di scarpe, per un maglione, per una cena al ristorante, per un furbofono (no, per un furbofono ce ne vogliono parecchi di più, se lo volete davvero furbo)... E quindi il problema non sono i 140 euro, il problema è il libro, il problema sono le Opere complete, il problema, non si scappa, è Leonardo Sciascia.



Che è uno dei più grandi narratori del secondo Novecento, naturalmente. Che è una lettura che dovrebbe appartenere a qualsiasi italiano di cultura medio-bassa, dico io. Che è uno scrittore che ha firmato i suoi libri con il nome e il cognome (anche quelli in cui c'era effettivamente un colpevole, nella trama) e probabilmente non si è mai dovuto vergognare di averlo fatto, nemmeno nell'aldilà. Che è anche uno di quegli intellettuali che ci ha meglio aiutato a capire il nostro paese e a coglierne le contraddizioni, anche quando lui stesso, magari, si sbagliava.

E però il bel cofanetto delle sue opere complete non è più reperibile in commercio. E credo che anche questo piccolo e insignificante dato possa voler dire qualcosa sullo stato delle nostre letture, e delle nostre presunte passioni culturali, e del nostro universo editoriale, che stampa una cifra spropositata di nuove opere ogni anno (spropositata davvero; soprattutto perché sono tutte brutte), ma non ristampa quelle che hanno costruito la nostra storia letteraria recente.

E quindi regalerò al mio amico qualcos'altro. Magari un furbofono sponsorizzato da un qualsiasi Giulio Cesare, o magari un profumo, uno di quelli che invadono le pubblicità in questi giorni, magari uno di quelli per cui non basta uno slogan in italiano ma è assolutamente necessaria qualche bella parola in una qualsiasi lingua straniera. E io mi terrò la mia bella edizione delle italianissime Opere complete di Leonardo Sciascia e me la guarderò ogni tanto, felice di essermela comprata e averla letta prima che qualcun altro decidesse che era inutile e superfluo farlo. A ciascuno il suo, infatti; e io mi tengo il mio, grazie.

28 commenti:

  1. quella del furbofono me la devi spiegare però

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  2. "furbofono" è marchio registrato da lui. Credo sia da intendersi come traduzione letterale di "smartphone".

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  3. Mi fai sentire a disagio… Ho letto pochissimo di Sciascia. Mi sa che devo recuperare anche se, mi par di capire, dovrò farlo acquistando volumi diversi da quelli che vedo quassù…
    Buona giornata

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  4. Naturalmente dover ancora leggere Sciascia non è una colpa né un disagio ;). Mentre lo è, se sei un editore, non pubblicarlo più, a mio parere.

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  5. lo fate apposta eh?! mi verrebbe da dire : "Beh, qui adesso c’è da approfittarne, perché di libri così che costano così, beh, c’è da prendere il carrello e riempirlo. E poi dicono che i libri costano tanto e che per questo la gente non legge. Balle su balle. Che vengano a prendersi un po’ di libri a soli tre euro per se stessi e per i figli. Pazzesco” (e poi confesso: di sciascia ho letto solo l'affaire moro)

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  6. secondo me è una colpa pure pubblicare Sciascia a 140 euro però

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  7. Sciascia è pubblicato a pochi euro, se ti vuoi comprare un singolo romanzo. L'Opera completa vale i 140 euro, se la pubblicassero. La colpa è il non pubblicarla, secondo me.

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  8. Siamo schizofrenici.

    Io ho colleghi (docenti universitari) disposti a spendere ogni week-end 300/400 € in shopping con la moglie (scarpe, maglioncini etc firmati), che poi protestano per l'elevato costo (anche 120 € !!!) del testo universitario su cui la figlia prepara un esame fondamentale.
    Che dire ?

    Anonimo SQ

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  9. Che dire? Quello che già hai detto tu: che siamo schizofrenici (e anche un po' ignoranti)

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  10. Mi stai provocando, caro Scorfano! Sciascia, ti lamenti di Sciascia! Chi mai leggerebbe Sciascia?

    Io ti parlo di Asimov, ristampato dalla notte dei tempi da Mondadori. Asimov *vende*, perché in tutte le librerie nel settore fantascienza c'è *solo* Asimov e Dick e quando non c'è Dick c'è solo Asimov. Ebbene, il prossimo anno sono 20 (venti) anni che Asimov è morto. Ad oggi non c'è nessun cofanetto-opera-omnia (in effetti dovrebbe essere molto grosso...), ma nemmeno il ciclo della fondazione sono riusciti ad unire in un unico volume (7 tomi). Non parlo certo di una revisione della traduzione...

    Di Arthur Clark ho scritto qui:
    http://ilcomizietto.wordpress.com/2010/11/12/arthur-c-clarke/

    http://ilcomizietto.wordpress.com/tag/arthur-c-clarke/

    Gli italiani sono delle bestie nella lettura, ma gli editori sono il nostro fedele specchio.
    ilcomizietto

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  11. Be', se lo pubblicassero meglio, magari qualcuno leggerebbe anche Sciascia... ;) Però, è vero: Asimov è un mistero ancora più grande. Anche perché tra un po', vedrai, uscirà il confanetto dei Meridiani della Littizzetto e dei suoi "saggi" sul Walter, vedrai...

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  12. Va beh, ma è complicata assai la faccenda (*). Sono più bestie gli editori o i lettori? E' vero che gli editori pensano solo al vil denaro, ma secondo me tutto Sciascia a 140 venderebbe non più di 100-200 copie in tutta Italia, e quindi sarebbe un'operazione in perdita. Mentre il Walter della Littizzetto fa fare begli affari, l'economia gira, ecc. Insomma, se ci siamo scelti il capitalismo come forma di società e ci sta bene, non è che poi possiamo lamentarci più di tanto. O no?

    (*) mi scusi caro prof., la costruzione della frase è modellata su quella del dialetto siciliano :)

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  13. @Giuseppe
    (le costruzioni siciliane qui sono gradite assai)
    Vero. Benché ci si augurerebbe sempre un mercato che, almeno in certi contesti, potesse coniugare la quantità alla qualità. Anche perché il lettore, mancando completamente la scelta, il salto di qualità non lo potrà fare mai.

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  14. Intanto mi hai fatto venire voglia di rileggerlo. Esco subito per comprarmi un suo romanzo da leggere durante le vacanze. Thanks

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  15. Il consiglio, in questo caso, è contenuto nel titolo del post...

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  16. @giuseppe lipari
    Asimov vende e vende sempre. Su di lui non si investe un euro. Quindi il mercato non c'entra. Almeno non sempre.

    Se ci sono opere che vendono meno si potrebbe investire in edizioni ultra economiche (v. newton) o nell'editoria elettronica, questa sconosciuta.
    Se proprio l'opera non rende nulla, si potrebbe liberarla dall'onere dei diritti d'autore e metterla in libera circolazione in formato elettronico. L'editore non ci perderebbe nulla e farebbe pure bella figura. Ancora una volta il mercato c'entra poco.

    E poi: si fa pubblicità martellante delle cose più orribili, si potrebbe dedicare qualche spot anche a Sciascia, no?
    ilcomizietto

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  17. come, ad esempio, non è più stampato né il cofanetto con l'opera omnia di Porta né quello dei sonetti completi del Belli. io, grazie al cielo, li ho entrambi, ma solo perché da anni mi diletto a frugare nelle bancarelle dei "bouquinistes" milanesi e torinesi!

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  18. Sulla sua tomba a Racalmuto c'è una citazione di Auguste de Villiers de L'Isle-Adam: ce ne ricorderemo di questo pianeta.
    Non ho mai saputo interpretare questo epitaffio.
    Posseggo anche io quel cofanetto e sono d'accordo in tutto e per tutto con te.
    Dario

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  19. @lanoisette
    Il cofanetto di Porta lo posseggo anch'io, per fortuna...
    @Dario
    Forse la citazione è sbagliata, forse non ce ne ricorderemo di questo pianeta...

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  20. la citazione è corretta, non foss'altro che l'ho letta di persona. E' proprio per la mancanza di quel "non", come tu hai ipotizzato fosse, che ho sempre avuto difficoltà a capire cosa significhi

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  21. Scusami, stavo scherzando e non l'ho fatto capire abbastanza...
    Forse ha solo voluto che la citazione restasse così, criptica e di non facile interpretazione, chissà.

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  22. "Todo modo para buscar la voluntad pecuniaria..."

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  23. ogni tanto qualcuno si ravvede, per fortuna. un paio di anni fa hanno ristampato Vita e destino, capolavoro ASSOLUTO, mancante dal mercato dai tempi dei tempi. ma in linea di massima è come dice Scorfano, tanti nuovi libri brutti (ma non proprio tutti tutti, dai) e alcune macroscopiche assenze. io ad esempio, da anni vado cercando ristampe dei libri di Margaret Laurence e niente, niente, niente. amarezza.

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  24. despite everything frank21 dicembre 2011 19:18

    for a smartphone (no, for a smartphone you will need a lot more, if you want it really smart)...

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  25. Vita e destino l'ho aspettato per anni e comprato appena ristampato da Adelphi... Ma i libri brutti restano, se non proprio tutti tutti, davvero tantissimi.

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  26. Può essere che alla adelphi conviene che le opere di sciascia te le compri una per una, euro su euro, invece che in blocco a soli 140 euro?


    Cmq Mafalda aveva una amica smorfiosa, Susanita, con la quale ebbe un dialogo significativo:
    S.: "Ti arrestano se esci senza cultura?"
    M.: "No, certo che no!"
    S.: "E ti arrestano se esci senza vestiti?"
    M: (a parte) "E' dura dover picchiare chi ha ragione!".

    Uqbal

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  27. io invece, siccome che sò anziana, ce l'ho edizione jaca book...:o)) però ho potuto regalarlo con adelphi, finalmente!

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  28. Per me che sono sempre spiantata, e che quando compro un libro, lo devo corteggiare fino all'inverosimile, prima di potermelo permettere, è una benedizione che esistano le biblioteche. E fortunatamente quella della mia città è abbastanza fornita. Il secondo ringraziamento implicito, va ai miei, che sono over 80 e che non hanno mai smesso di comprare libri. Di conseguenza ho sempre potuto supplire anche alla mancata riedizione di alcuni classici che altrimenti non avrei potuto leggere. A proposito di questi ultimi tempi, ho scoperto ad esempio, che "Quo vadis?" non lo stampano più. Sgomento incredibile!

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)