venerdì 16 dicembre 2011

Buoni contro cattivi

del Disagiato

Non sono mai stato capace ad interpretare un quadro, a scovare qualcosa di più dei colori, delle figure o di una geometria evidente. Sì, ma guarda che non è così facile, per interpretare un quadro bisogna aver studiato, mi direte voi. Vero, avete ragione. Ma io ho l’impressione di essere davvero più che un barbaro, con i dipinti, di essere un uomo del settecento che ancora deve scoprire anche solo i concetti di bidimensionalità e prospettiva. Prendo un quadro di Antonio Pollaiolo (o Piero del Pollaiolo?), Il martirio di san Sebastiano. Ecco, io riesco a indicarvi con il dito solo un San Sebastiano piuttosto scocciato per la situazione e poi tutte quelle frecce che non sono certamente un bel vedere. Punto. Non riesco a far emergere niente di più. E dire che Gombrich, in questa Storia dell’arte che ho sulla scrivania, mi parla di rigidità, di staticità e di altre cose che non vedo a causa di una cecità intellettuale innata. 

E con le parole? Come me la cavo con le parole? Un pochino meglio, anche se qui, e si fa per dire, ho le mie specializzazioni. Il mio professore di letteratura, alle superiori, mi diceva: “Tu sai tutto ma solo quello”. Che era un modo molto carino per dirmi che sapevo poco, che mi rifugiavo sempre nelle stesse due o tre letture. E ancora è così. Mi piace la poesia e tutto ciò che sconfina nella poesia, ad esempio. E ovviamente potremmo stare qui a discutere su cosa è o non è poetico, visto che la questione rientra nell’opinabile, nel “per me”.


Come con i quadri, io non riesco a vederci nulla nella letteratura fantasy e quando lessi Il signore degli Anelli rimasi molto perplesso. A me sembrò un lungo libro su alcuni individui che dovevano sconfiggere altri individui. Un romanzo sul bene che sconfigge il male, sul bianco contro il nero. Niente di più. “Ma la potenza descrittiva non l’hai notata?”, mi chiese un amico. E tutto il discorso sulla natura e il viaggio e l’amicizia e la speranza? No, io quelle cose non le avevo notate, me le ero perse per strada. Per me era ed è un libro arido, un’equazione algebrica. Ma naturalmente perché sono io incapace a vedere più in là del mio naso. Come con il quadro con san Sebastiano e le frecce. Ecco, da qui il mio rapporto con la letteratura fantasy. E visto che sto scrivendo un post da “libera uscita” aggiungo che anche i fumetti dei super eroi, Superman o l’Uomo ragno, a me non piacciono per questa cosa del buono che deve sconfiggere i cattivi. Gli americani che devono sconfiggere i russi, i capitalisti che devono sconfiggere i comunisti. Vedete che sono io l’arido? Vedete che è colpa di una mia insana miopia se non riesco a notare nulla di più una lotta tra fazioni?

E guardate che anche i romanzi di Stephen King per me hanno questo andazzo di lotta e battaglie e trionfi. E infatti a un certo punto, quando mi sono accorto che avevo bisogno di scrittori che mi parlassero di sfumature, ho smesso di leggere Stephen King. La letteratura deve farmi uscire dalla visione faziosa della realtà, che è una visione che mi si costruisce sulla pelle quasi per istinto e con molta facilità. Quando ho letto che Gianluca Casseri, l’uomo bianco che a Firenze ha sparato a uomini neri, aveva scritto un libro fantasy e che era un appassionato di Tolkien, ho pensato che in fondo non avevo così torto a giudicare la letteratura fantay una letteratura un po’…un po’ fascista (e non fate quella faccia), costruita su una ricetta semplice e poco articolata e cioè il bene che deve sconfiggere il male. Superman che porta la pace. Ma ho torto, naturalmente. Perché la letteratura fantasy ha sicuramente qualcosa di più di quello che penso io, concetti e simboli che non riesco a cogliere, sentimenti che non riesco a far miei.

Insomma, che Casseri avesse scritto un libro fantasy e che leggesse libri fantasy non spiega un bel tubo e mi rimprovero di aver pensato il contrario. Sono io che devo imparare a guardare un po’ più in là. Il fatto che possedesse armi e che frequentasse un poligono, beh, questo magari significa qualcosa. E magari anche il fatto frequentasse Casa Pound può voler dire qualcosa. 

13 commenti:

  1. Figuriamoci se leggessi i primi fumetti di Mazinga Z, altro che fascismo.

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  2. ma Tolkien è sempre stata in'icona della destra cameratesca.

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  3. Siamo sicuri che quella di Tolkien sia la solita storia del bene contro il male? A voler ignorare le letture ambientaliste e le metafore storiche, peraltro smentite sempre dallo stesso Tolkien, alla fine l'eroe "perde", non riesce a completare la sua missione (e' il caso, il fato o chi per esso a sistemare la faccenda). Inoltre non c'e' il ritorno a casa e il "vissero felici e contenti": la Contea ha perso la sua innocenza, sangue viene sparso davanti alla casa di Frodo (il posto che tutti noi pensiamo piu' sicuro e accogliente in tutta la Terra di Mezzo) e la magia e l'incanto sono destinate a dissolversi rapidamente (se poi ci pensiamo in tutto questo c'e' anche un'intera razza che emigra e scompare completamente).

    Scusa ma da tolkeniano mi e' partita in automatico la difesa d'ufficio e davvero non riesco a leggerci nulla di fascista in quel libro...

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  4. no, tolkien non è fascista, è solo pallososissimo !

    Anonimo SQ

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  5. Ognuno di noi ha un insieme di opere indigeste. Però questo non autorizza associazioni tipo tolkien-pazzi fascisti.
    ilcomizietto.ilcensore

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  6. No virgola scusate due punti a me sembra virgola ma sembra e basta virgola che il Disagiato non abbia scritto che Tolkien è fascista punto
    Così virgola giusto per dire qualcosa punto

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  7. "non avevo così torto a giudicare la letteratura fantay una letteratura un po’…un po’ fascista",

    in effetti non lo dice di Tolkien ma di tutto il genere, e dei supereroi, e di Stephen King. Insomma, di tutto quello che riporta lo schema "buoni che devono sconfiggere i cattivi".

    Che a me non sembra un'idea fascista, probabilmente è un'idea illiberale ma non mi ero fatto l'idea che il padrone - i padroni - di casa lo fossero particolarmente.

    Poi, è innegabile che la destra extraparlamentare nostrana, dagli anni '70, ha amato moltissimo Tolkien al punto da chiamare i propri ritrovi estivi "campi hobbit"; ed è anche innegabile che Tolkien "uomo" sia stato conservatore ed antimodernista. Fascista certamente no, ma è chiaro che ciascuno si costruisce il proprio Pantheon come crede (Che Guevara ed Evola, leggevo di Casa Pound)

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  8. Spunkete
    Infatti sono stato prevenuto fino a quando qualcuno non mi ha spiegato che in quel romanzo c'è tanto su cui riflettere. Cose che, come ho scritto, io non ho notato o non mi hanno toccato.

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  9. ciao, nei miei ricordi il signore degli anelli è un libro ricchissimo di sfumature e di gradazioni di grigio : tra i due poli dell'eroe e dell'anti-eroe ci sono schiere di personaggi minori tra cui buoni tentati/avvelenati dal male, buoni che perseguono il bene con mezzi "cattivi", buoni o comunque "non cattivi" che perseguono egoisticamente il proprio bene o scelgono di non sporcarsi le mani, cattivi pentiti, ecc..
    Ma è proprio nelle ultime pagine, come giustamente fa notare spunkete, che emerge la banalità del male, quello di tutti i giorni e delle piccole cose, al di là delle grandi guerre di principio.
    Se non lo hai notato puoi sempre rileggerlo ;)
    (l'inverno è lungo!)

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  10. nonostante tutto frank16 dicembre 2011 19:02

    ma tesori, tra tutti i libri belli che c'è da leggere al mondo, proprio il signore degli anelli? ci tengo a dire che l'ho letto ed è stato uno dei mesi più lunghi e difficili della mia seppur breve esistenza (avevo sempre sognato di dirvelo)... l'unica parte che un po' mi aveva dato qualcosa, quella di tom bombadil, l'hanno pure tolta dal film... ero giovane comunque... io la penso come il disagiato, chi legge fantasy è illiberale, che non so cosa voglia dire... ma secondo me, chi legge fantasy, gioca ai giochi di ruolo o sparatutto, guarda film fantasy, ascolta metal o progressive rock... anche contemporaneamente... è palesemente o latentemente fascista, sicuro come l'olio...

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  11. "ascolta metal o progressive rock... anche contemporaneamente... è palesemente o latentemente fascista, sicuro come l'olio...
    "

    E mo non esageriamo...

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  12. Ok, però un attimo: i fumetti e la produzione pop in generale sono sempre prodotti tagliati con l'accetta, se così non fosse non sarebbero pop, sarebbero cultura alta.

    Tolkien era un erudito germanista e ha scritto il Il Signore degli Anelli per creare una mitologia ex-novo partendo dai suoi studi sulla mitologia e sul folclore. E chiaramente quando inventi un mito non crei deliberatamente un'opera piena di personaggi ambigui e dilaniati dal dubbio e dall'incoerenza.

    Altrimenti cominciamo a dare del fascista pure ad Omero.

    Mi pare che ormai la reductio ad Hitlerum si applichi a qualsiasi cosa. Quello che non piace a quelli di sinistra è "fascista" (come specularmente è "comunista" tutto quello che non piace a quelli di destra).

    Come se poi a sinistra non ci fosse nessuno che divide il mondo in buoni e cattivi, o come se a sinistra non ci fossero "illiberali". Cavolo, gran parte del pensiero di sinistra è "illiberale".

    Sempre che usiamo le parole "fascista" e "liberale" nella loro accezione originale.

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  13. Tommy Angelo
    I fumetti francesi e italiani (quelli più popolari e cioè della Bonelli) hanno un altro sfondo e un'altra struttura. Non sono tagliati con l'accetta. Questo vale anche per il cinema. Ammetto che sono stato sin troppo lapidario e che la questione meriterebbe un post e un dibattito e poi ancora un post e poi ancora un noiosissimo dibattito.

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)