domenica 28 agosto 2011

Buongiorno, chiamo dalla libreria

del Disagiato

“Buongiorno, chiamo dalla libreria per dirle che è arrivato il libro che ha ordinato la settimana scorsa”.
“Libro? Quale libro? Chi ha ordinato un libro? Dio mio, io non mi ricordo!”.
“Il libro si intitola Come combattere gli attacchi di panico”.
“Adesso ricordo… ma sono senza macchina e non so come venire a prenderlo. Mio dio come faccio a venire a prenderlo? Non c’è nessuno che può accompagnarmi e allora come posso venire…”.
“Signora, non si preoccupi. Il libro noi glielo teniamo da parte, poi quando lei riuscirà a….”.
“E no, voi poi me lo vendete, so come vanno queste cose qua. Io faccio un po’ di ritardo e voi mi vendete il libro. Dio mio, come faccio adesso? Che gran casino, guardi...Un periodo che non le dico. Allora facciamo che io domani la chiamo per dirle se riesco già ad avere la macchina che ora è dal meccanico, oppure vedo di fare altrimenti, tipo prendere un autobus. Lei sa mica che autobus arriva lì da voi? E il biglietto dove lo prendo? Madonna che casino per un libro, che a saperlo…”.
“Signora, le assicuro che…”.
“O santo cielo, mi suonano alla porta! E chi sarà adesso a suonare? Cosa vogliono da me? La chiamo più tardi, santo cielo. Che gran casino!”.  


                                                                ***

“Salve, telefono dalla libreria per dirle che è arrivato il libro che ha ordinato la settimana scorsa”.
“Perché?”.
“La chiamo per il libro che ha ordinato la settimana scorsa”.
“Dove?”.
“La libreria del centro commerciale”.
“Scusi, chi parla?”.
“Sono della libreria e la chiamo per il libro La biblioteca dei morti. Ricorda?”.
“Gianluca”.
“La libreria! Qui è la libreria! È arrivato il suo libro!”.
“…”.
“Pronto?! Mi sente?!”.
“Chi parla?”
“Il su-o li-bro è ar-ri-va-to! Ha capito?!”
“Con chi?”
“Vabbè, salve”.

                                                                 ***

“Bona sera, la chiamo per dirle che è arrivato il libro che ha ordinato”.
“Ah, grazie tesoro. Quando posso venire a prenderlo?”
“Quando le è più comodo, signora”.
“Allora domani mattina vengo, amore”.
“Quando preferisce, signora”.
“Allora a domani. Ciao bello”.
“Buonasera, a domani”.

                                                                 ***

“Buongiorno, le telefono per dirle che la biografia di Che Guevara che ha ordinato è arrivata”.
“Allora?”
“Niente, la chiamavo solo per dirle che il libro è arrivato”.
“Sì, l’ho capito questo”
“Ecco, è tutto”.
“Vabbè, vengo quando posso”.

                                                                ***


“Salve, chiamo dalla libreria per informarla che la biografia di Fabri Fibra è arrivata”.
“Uhh, strabello. Facciamo che appena butta bene faccio un salto a pigliarlo. Ok?”
“Va bene, quando vuoi, non c’è fretta?”
“Bella lì, ci vediamo”.
“Ci vediamo”.

                                                               ***

“Salve, la chiamo per informarla che è arrivato il libro che ha ordinato”.
“La ringrazio per l’informazione, è stato molto gentile”.
“Dovere”.
“Domani mattina, verso le dieci, sono da voi. Saluto”.
“A domani, buona giornata”.

                                                                 

10 commenti:

  1. la prima signora, la più straordinaria! :-)

    g

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  2. Ma esiste davvero una biografia di Fabri Fibra?

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  3. Ne esce una al mese, se è per questo.

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  4. Alla prima ordinerei l'intero DSM-IV: mica è sufficiente guarire dal solo attacco di panico!

    Quanti stili...

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  5. La prima è veramente fantastica, se è vera dimostra che la realtà supera la fantasia. :-D

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  6. Dimmi che te le sei inventate. Quella degli attacchi di panico è meravigliosa.

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  7. Sia chiaro che non me la sto prendendo con voi, ma chiederei cortesemente al gentile pubblico di non dubitare su quanto dico o racconto. Scusate se sottolineo la cosa, ma non siete i primi (e non sarete gli ultimi) a chedersi se quanto racconto sia vero o falso (o ad insinuare che quanto dico è falso). Ecco, mi sono sfogato.

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  8. Beh, carina l'idea di inserire qui anche l'ultima telefonata, quella che ci dovrebbe riportare con i pensieri sulla terra, dopo voli pindarici arditi ed in picchiata (un pò alla gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach ed un pò alla Franco Battiato di voli imprevedibili).

    A non avere un punto di riferimento "usuale" si rischierebbe prima della fine di perdere il capo del filo di lana della buona creanza e vicinanza umana.

    http://www.youtube.com/watch?v=3PKRsWXdpTs&feature=related

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)