domenica 7 agosto 2011

Va bene se

del Disagiato

“Va bene se sul pacchetto regalo le metto un fiocco rosso?”.
“No, no, no, guarda che il libro devo regalarlo a un’amica, niente di compromettente, sono felicemente sposato e ho pure due figli. Quindi, per favore, non metterlo rosso ma se ce l’hai un colore un po’ neutro, non troppo accesso. È solo un’amica, niente di più”.

                                                                      ***
“Scusi, avete il diario di Anna Falchi?”
“Di Anna Frank, forse?”.
“Bravo, quello”.

                                                                     ***

“Salve, mi servirebbe una cartolina del Marocco”.
“Non ho capito”.
“Mi servirebbe una cartolina del Marocco”
“Una cartina, vorrebbe dire”
“No, no, intendo proprio una cartolina del Marocco, quella con la fotografia da spedire”.
“Ah, ah, ah, no mi dispiace, non vendiamo cartoline, ah, ah, ah.”.
“Non riesco a trovarla da nessuna parte, cazzo. Vabbè, grazie comunque” 


                                                                    
“Buongiorno, posso chiedere a lei?”.
“Mi dica”.
“A me servirebbe il libro che c’è scritto qui sopra e che…non riesco a leggere, è scritto troppo piccolo. È per mio figlio, per la scuola”.
On the road, adesso glielo prendo, un attimo solo... Eccolo qui, tenga”.
“Ah, è questo. No, perché mio figlio mi ha detto che è un rotolo”.
“Scusi?”.
“Sì, mio figlio mi ha detto che questo libro che gli serve per la scuola è sopra un rotolo e non un libro con le pagine”.
“Scusi signora, ma On the road è un libro. Mi creda”
“Impossibile, me l’ha detto mio figlio”
“…”
“Voi non lo tenete proprio il rotolo?”.
“Ah, adesso ho capito cosa intende suo figlio. L’autore scrisse il libro su un rotolo ma poi le assicuro che venne dato alle stampe. Forse suo figlio le ha chiesto la versione originale, quello scritta sul rotolo e senza correzioni, che è stata ristampata da poco. Forse lei ha capito male”.
“No, glielo assicuro. Mio figlio mi ha chiesto il rotolo”.
“No signora, le assicuro che non vendiamo e non vendono il rotolo di On the road.”
“Mio figlio mi ha detto così, non mi sono sbagliata”.
“Non so che dirle signora, mi dispiace”.
“Vabbè, richiedo a mio figlio e in caso torno”.

                                                                ***

“Ciao, a me serve un libro ma non ricordo né il titolo né l’autore”.
“…”
“...”
“…”
“Lo so, ho chiesto troppo. Vedo di tornare con qualche informazione in più, ciao”.

                                                               

20 commenti:

  1. ... sono i vantaggi dell' interloquire tra cospecifici: quando non è difficile o deprimente, può essere, qualche volta, perfino divertente...

    Ciao, Disagiato. :-)

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  2. Infatti trascrivo quelli più diverteneti o, dicaimo, singolari. In negozio ne accadono anche di tristi ed è difficili riportarli qui sopra.

    Ciao Sirio ;)

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  3. sull'ultima posso darti una versione più interessante, capitata ai miei ex colleghi delle Messaggerie Musicali:

    "Buongiorno, sto cercando un titolo. Non ricordo il titolo e l'autore. Però so la casa editrice: la Longanesi."

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  4. Cosa capiatata pure a me. Però quelli che mi impressionanao di più sono, appunto, quelli che dicono di non conoscere né titolo né autore e che poi se ne stanno zitti guardandomi. Pazzesco.

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  5. Davvero mi hai fatto sorridere di gusto :D

    “Bravo, quello” :-)

    Però, la buona volontà di quelli che non ricordano né titolo né autore: dice, io provo a chiedere comunque ....

    grazie, D!
    g

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  6. In libreria se ne sentono di incredibili, davvero.
    Prima, molto prima che la Littizzetto lo usasse come titolo della sua ultima fatica letteraria, io mi sentii chiedere dal padre di un ragazzo "I dolori del giovane Walter"; e poi anche "Triplo salto" (che dopo strani contorcimenti mentali - per fortuna che sono una contorta -) capii trattarsi di "Doppio sogno".
    A volte ci ridevo, a volte prevaleva lo sconforto.
    Ciao Disagiato!

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  7. Che poi raccontare queste cose è uno strano modo di prendere in giro anche me stesso. Sono contento di avervi fatto sorridere.

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  8. Non ti hanno ancora chiesto Sequestro un uomo?? :P

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  9. .pensa se fosse stata la suocera!
    ..e il deserto di tartaro ce l'avete?
    ...quello non te l'ha raccontata giusta: voleva le cartine lunghe per il marocchino!
    ....no, decisamente, la signora non si è sbagliata!
    .....coraggiosissima/o!

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  10. laperfidanera7 agosto 2011 20:20

    Io farei la tua felicità. Prima di andare in libreria mi procuro e scrivo: autore-titolo-casa editrice e... udite udite! ISBN!

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  11. @lanoisette
    Non ci crederai, ma qualche anno fa mi hanno chiesto pure questo.

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  12. @laperfidanera
    Il cliente con ISBN meriterebbe un posticino in questa rubrica ;)

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  13. Avete il libro che ha scritto quel transessuale? Quello con una scarpa rossa in copertina?

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  14. Alla fine, però, l'abbiamo trovato. Lavoro di gomito, si dice ;)

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  15. ti hanno mai chiesto tre metri di libri per riempire gli scaffali della libreria?
    (guarda che ti aspetto a rovigno...)

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  16. Ancora, ti prego! Ho le lacrime agli occhi!
    ilcomizietto

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  17. @lucia
    Cero che me l'hanno chiesto. Ne ho parlato, più o meno, anche qui:

    http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/07/la-cultura-riempie.html

    Io l'invito me lo tengo sempre buono e non appena sono libero dagli impacci quotidiani vengo a trovarti e magari con il brutto pescetto che ora è in vacanza ;) Grazie

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  18. @ilcomizietto
    Non appena raccimolo abasstanza aneddotti, pubblico.

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  19. un altro bel blog di un libraio:
    http://apprendistalibraio.blogspot.com
    ormai è un genere letterario...

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  20. Grazie, anche se già lo conoscevo (però questo blog è un po' diverso).

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)