domenica 14 agosto 2011

Cose che non accadono in libreria

del Disagiato

Heat- La sfida.

Robert De Niro è in una libreria per acquistare un libro sui metalli che potrebbe tornargli utile per la rapina che sta organizzando. Alle sue spalle, mentre lui legge in piedi, passa una bella ragazza, con le mani in tasca e lo sguardo interessato. Qui comincia una storia d’amore. Comincia in una libreria e per questo, e solo per questo, per me è una delle storie d’amore più belle della storia del cinema. Tutto ciò che di bello inizia in una libreria, però, non può che essere frutto di fervida fantasia.


Robert De Niro, nella scena dopo, entra in una sorta di mensa o comunque in un ristorante con tavolata e, accompagnato dalla ristoratrice, si va a sedere proprio vicino alla ragazza della libreria. Si siede, toglie dalla busta un libro, decide dopo richiesta di un cameriere di prendere un caffè e poi si rivolge alla ragazza: “Mi passa il latte, per favore?”.

La ragazza lo riconosce e infatti nel passargli il latte gli chiede cosa mai stia leggendo “Come?” risponde lui. “Cosa leggi?”, ripete lei e a questo punto Robert De Niro, che è un criminale che nella vita ne ha fatte tante e che per forza di cose deve stare in guardia, risponde sulla difensiva: “Un libro sui metalli”. Tutto qua, un libro suo metalli. La risposta lapidaria, però, non fa desistere la ragazza, che allunga lo sguardo verso il libro: “Sollecitazioni di fratture nel titanio”, legge nonostante la faccia scocciata di lui. Scocciato per questa intrusione che potrebbe comportare un guasto nei suoi piani criminali, una soffiata, una stortura o un buco nella corazza. “Che lavoro fai?” chiede lei e allora lui si fa seriamente scorbutico e le chiede il perché di quell’interessamento.

Lei rimane ferita dalla reazione di lui, spalanca gli occhi e gli dice che fa la commessa nella libreria e che lo vede spesso e, dice con gli occhi puntati sulla tovaglia del tavolo, “Se non vuole parlarmi non fa niente. Scusi se l’ho disturbata”. Allora lui, in quel preciso momento, si innamora. Si innamora di una donna che dice di vederlo spesso (lui che non deve essere mai visto) e si innamora di una donna che ingenuamente chiede a un criminale cosa stia in quel momento leggendo e che lavoro fa nella vita. Si innamora di una commessa, in parole povere. Perché le commesse e i commessi parlano un po’ troppo, sono indiscreti, cercano di rompere la maglia che li intrappola. I commessi di una libreria vedono un libro e non possono fare a meno di chiedere e interessarsi. Per questo Robert De Niro si innamora: per l’ingenuità della commessa in un mondo, il suo, che non tollera ingenuità e passi falsi.

Lui a questo punto, innamorato, le chiede scusa e le dice che lavora nel campo dei metalli e gli allunga la mano e lei gliela stringe e, insomma, si raccontano un po’ le loro vite. Lui mente, lei no. Lui è costretto ad essere un innamorato bugiardo. È la sua professione che lo richiede, naturalmente. Lei fa la commessa ma le piacerebbe fare la grafica e aprire una cosa tutta sua. “Quando avrò ingranato potrò lasciare il negozio”, dice con un bicchiere in mano.

Quando avrò ingranato potrò lasciare il negozio. Questa è la frase dei commessi. Questa è la tipica cosa che i commessi, o quasi tutti i commessi, si dicono ogni giorno. Ingranare per cambiare vita, finalmente. Che lavorare in una libreria non è il massimo. Ci sono altre mansioni da svolgere, altri progetti da tenere in testa. E questa prospettiva di cambiare vita fa innamorare ancora di più Robert De Niro, che le si avvicina ancora di più, che la guarda con affetto, finalmente, mentre lei parla e beve.

Lei è bellissima, lui è elegantissimo. Davanti, nella scena successiva, hanno un panorama, quello di Los Angeles: luci viste dall'alto, una distesa che sembra di essere in un sogno. Parlano e si fanno vicini. Lui fa il criminale e lei la commessa e in quel momento, tutte le volte, io non so mai chi vorrei essere. Commesso lo sono già, penso, ma mai e poi mai accadrà quello sta accadendo davanti a me. Comunque non importa, perché proprio mentre mi pongo questa domanda lei gli chiede: “Tu viaggi parecchio?”. “Sì”, risponde lui. “E non ti fa sentire solo?”. “Sono un solitario ma non mi fa sentire solo. E tu?” E quando lui dà questa risposta io comincio a sentire qualcosa negli occhi, qualcosa che arriva da molto lontano E tu? chiede lui. “Sono molta sola”, risponde lei con un filo di voce e guardandolo negli occhi.

E allora lui posa il bicchiere, la guarda, le accarezza i capelli ricci e la bacia. E nei miei occhi arrivano le lacrime (metaforiche, sia chiaro), di quelle che non cascano ma che rimangono lì, sul ciglio del precipizio. E in quel momento decido di voler essere lui. Un criminale che bacia e non un commesso di libreria.

6 commenti:

  1. Secondo me le lacrime sono vere ;)

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  2. Io sono un duro, non mi lascio andare facilmente ;)

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  3. Adesso bisogna che mi procuri questo film, per guardarlo e chiedermi chi dei due vorrei essere (anche la commessa baciata da De Niro non è malaccio..).
    Ultimamente mi commuovo anche guardando la pubblicita' del mulino bianco quindi, se c'è da piangere, io piango.

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  4. ... rientra nella disciplina...

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)