
Io poi ho questa fissa del consumismo che mi fa sudare da quanto sono ragazzino. Quello che sembra a me è che l’esposizione mediatica della morte di Gheddafi sia un buon modo per farci consumare, per attiraci nella rete buttata in mare all'alba. La finalità dei media italiani non è quella di mostrare la morte e la caduta di uomo per farci meditare, considerare, pesare ma per avvicinarci a ciò che di più becero c’è dentro la tv e nei telegiornali. Ho la sensazione di esagerare ma tendo a non fidarmi, a chiudermi in me stesso, a insistere a pensare che siamo pescetti intrappolati e nervosi. Gheddafi che muore è ancora una volta la trappola.
Sarebbe giusto, invece, dire che la forma va con il contenuto, che l’esposizione di un massacro grondante di sangue sarebbe giusto se fosse legato (montato), insieme ad altre cose giuste, a tante cose giuste, a tantissime cose giuste. Allora sì che potremmo imparare qualcosa o semplicemente accorgerci con intelligenza cosa si nasconde nelle strette fessure del mondo. È una formula abusata, lo so, ma ripeto che questa idea della forma che va con il contenuto non è poi così stupida. Forse ne avremmo un gran bisogno, di una buona forma e di un buon contenuto. Sono cose che servono a dare regolarità, ordine. È una questione di igiene mentale, insomma.
Quando ha sete il mio gatto ha bisogno di acqua ma anche di un recipiente qualsiasi. Pure il gatto, che è un animale, per dissetarsi desidera con il contenuto anche la forma:
Invece se io al gatto gli consegno solo il contenuto (come vorrebbe Bordone con noi, "quelle foto sono belle: hanno la bellezza dell'albero caduto, la bellezza della morte, la bellezza pulsante dei milioni di foto di morti che sono state scattate nella storia") senza forma, il gatto guarda perplesso me, l'acqua, tenta di lappare e poi scappa, come ha fatto subito dopo:
Non siamo gatti, ci mancherebbe. Però anche noi, per bere, se siamo persone civili, abbiamo bisogno di un contenitore oltre che dell'acqua. Già bere dalla bottiglia non è bello, elegante, educato. "Non si beve a canna!", mi diceva mia nonna. E allora ho imparato a usare il bicchiere.
E' importante il "contenuto" insieme anche al contenitore, l'acqua ed il bicchiere che la contiene.
RispondiEliminaSono ben poste anche le tue riflessioni, sul fatto che ormai inseguendo uno share legato all'introito della pubblicità ecco che i mass-media propongono le notizie con particolari artifizi tecnici.
Il telespettatore (come il gatto delle tue foto) è disarmato? Niente affatto! Come il gatto può prendere ed andare via, cambiando il canale oppure spegnendo del tutto il tubo catodico.
E magari accendendo Internet.
Marco
La morte di un qualunque essere vivente (soprattutto ma non solo un umano) dovrebbe essere sempre accompagnata da un minimo di rispetto: se l'essere in sé non meritava rispetto, è sempre la Morte quella che lo merita. È giusto, per chi ha sofferto della dittatura, gioire per la sua fine, ma occorre in ogni momento essere consci della trascendenza della fine di una vita.
RispondiEliminaIo coltivo, a tempo perso, un po' di terra, e strappo con voluttà, radici e tutto, le male erbe, ma non riesco in quel momento a non pensare che si tratta comunque della fine di una vita (molte, in realtà) e che la colpevole sono io.