giovedì 10 marzo 2011

Virgola

di Sempre un po' a disagio

L’altra sera mi sono imbattuto in un programma televisivo di La7, “Il contratto”, dove alcuni concorrenti fiancheggiati da un coach manager (Roberto Re), da un filosofo del lavoro e da un’altra figura che sinceramente non ho capito cos’è, devono dimostrare di meritarsi un lavoro con contratto a tempo indeterminato. La conduttrice invece è Sabrina Nobile, quella che alle Iene spaccava le balle e faceva la morale a politici più o meno noti. All’inizio pensavo fosse satira, quello che avevo davanti agli occhi, poi ho capito che no, che quello era una sorta di ufficio di collocamento farcito di emozioni e pubblicità e dato in pasto a noi telespettatori che attendiamo di andare a letto. Pazzesco, ho esclamato nella mia testolina e ho pensato che la televisione, con quel programma, ha fatto traboccare il vaso e che il lavoro ora è ridotto ad essere pornografia. Poi, e chissà perchè, ho anche pensato alla prima parte dell'articolo uno della nostra costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. 

Mentre i concorrenti sullo schermo davano prova di meritarsi un lavoro con contratto indeterminato, come fosse il lusso e non il diritto, il lasciapassare che non tutti possono avere, e mentre osservavo la brutta faccia di Sabrina Nobile, mi sono ripetuto l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E poi l’ho ripetuto ancora, perché qualcosa non mi tornava. Allora sono andato a rileggerlo, questo articolo e rileggendo ho capito che cosa non filava liscio nella mia memoria: l’Italia è un Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. L’Italia è una Repubblica democratica virgola fondata sul lavoro. E allora ho capito che quella virgola ormai, nella mia testa di mediocre cittadino, non c’è più. Non scandisce un bel niente. E ho capito che forse, dico forse, quella virgola è potente, è carburante, è una bomba, perché isola e sottolinea, perché quella virgola fa circolare il sangue, allarga le vene e le arterie di quel principio primo della nostra Costituzione e che senza quella virgola succede che un diritto, la disoccupazio e le emozioni che gli girano attorno diventano spettacolo, motivo di guadagno, abbattendo punteggiature e grammatiche. Piegando forme e limiti.

3 commenti:

  1. "il lavoro ora è ridotto ad essere pornografia"

    Ho già comiziato sul tema, ma mi piace ripetermi: la pornografia, quella degli organi sessuali in movimento e ben in vista, sta diventando, ogni giorno di più, un punto di riferimento morale ed etico autorevole.

    Questo accade non perché la pornografia si sia elevata in qualche modo, ma perché il resto del mondo ha svenduto anche l'ultimo barlume di dignità (l'ultima "virgola"?) che gli restava.

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  2. era il reality che mancava: dopo la coabitazione, la sopravvivenza, ora il lavoro, che è un po' entrambi. Grazie per averlo visto per noi, io non ho avuto il coraggio.

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)