lunedì 21 maggio 2012

Bandiere

del Disagiato

Chi ancora si ostina a sottovalutare il momento drammatico che stiamo vivendo, sospeso tra drammi economici e rischi terroristici, dovrebbe riflettere molto seriamente. E’ il momento dell’unita’ di tutte le persone perbene di questo Paese. Ammainiamo le bandiere di parte e, come all’epoca del terrorismo, affrontiamo insieme le sfide del presente. Pier Ferdinando 

Sabato mattina Pier Ferdinando Casini ha detto, a proposito della tragedia davanti alla scuola di Brindisi, che in questo momento di grandi drammi economici (sì, anche drammi economici) e di rischi terroristici molte persone farebbero bene a non sottovalutare la situazione e a riflettere molto seriamente. Non solo. Casini dice anche, come potete benissimo leggere da soli qua sopra, che questo è il momento dell’unità di tutte le persone perbene: ammainiamo le bandiere. Già, ammainiamo le bandiere, eliminiamo le fazioni, uniamoci e collaboriamo. Ecco, io lo so che in questo momento il dolore ha tanto bisogno di silenzio e di riparo e so anche che non esistono ancora (mentre sto scrivendo, domenica sera) moventi e colpevoli ufficiali, ma ci tenevo tanto a dire a voi, a Casini, ai politici di destra e di sinistra che io, la mia bandiera, non la tiro giù dall’asta per nessuno motivo al mondo. Che le persone perbene il signor Casini se le vada a cercare da un’altra parte, orientato da umori e da sentimenti che non sono uguali ai miei umori e ai miei sentimenti. 

domenica 20 maggio 2012

il segnapagine del 20.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Contaminazioni, Ragazzi a terra, tutti neri, i libri in fiamme: Io sono un’insegnante: quella ragazza era come una qualsiasi dei miei alunni. La ferita che sento dentro, l’offesa che avverto, un’ offesa profonda a tutto ciò che finora ha ispirato la mia vita e la mia professione, sono difficilmente descrivibili.
Malvino, [...]: Presto ancora per dirlo, tuttavia se qualcosa non possiamo escludere è che si stia commettendo lo stesso errore che commettemmo con la strage di Bologna: da subito ci sembrò neofascista e ci vollero trent’anni per cominciare a sospettare che forse non lo fosse.
Jonkind, La teoria della doppia bombola: Riguardo ai terribili fatti di Brindisi la polizia brancola nel buio, come si usava dire prudentemente nel giornalismo classico, e questo nonostante il chiarore vivo delle fiaccole di chi ha scelto di manifestare subito, oggi pomeriggio, contro tutte le mafie perché – aiutatemi a scriverlo – comunque ribadire che si è contro la mafia non è mai tempo perso, e ci si porta avanti.
Galatea, Quello che non so: Non so molto sull’attentato a Brindisi, per il buonissimo motivo che sono una blogger che scrive da casa sua: non ero sul posto, non posso aver visto nulla, non sono andata a chiedere informazioni ai testimoni né ho potuto avere contatti con gli inquirenti e le forze dell’ordine.

Il 20 maggio del 1470, a Venezia, nacque Pietro Bembo. Pubblicò nel 1525 le Prose della volgare lingua, una delle poche opere letterarie di cui davvero si può dire che, se non ci fosse stata, tutta la letteratura italiana sarebbe stata diversa.

sabato 19 maggio 2012

sabato mattina

di lo Scorfano

Poi, quasi come se fosse di improvviso, torniamo a casa un sabato all'ora di pranzo, come tutti i sabati all'ora di pranzo, dopo aver lavorato in questo strano tipo di mattina in cui a molti sembra ancora curioso pensare che si lavori, e ci fermiamo bloccati davanti alla televisione, appena accesa. Cerchiamo di capire. 

Le notizie scorrono rapide sotto il volto nervoso di una giornalista che cerca di spiegare qualcosa che riguarda una scuola (come quella in cui abbiamo passato tutta la mattina, anche questo sabato mattina), qualcosa che è accaduto mentre noi (quelli che insegniamo nelle scuola italiane insieme a quelli che nelle scuole italiane studiano), mentre noi eravamo a insegnare, nella nostra scuola, insieme ad altri ragazzi, più o meno sorridenti, più o meno felici che fosse arrivato il giorno che precede la domenica. Il giorno più brutto per morire.

Ci fermiamo e ci mettiamo un po' a capire. Stentiamo a decifrare, a ricostruire il puzzle di immagini e di voci e di scritte in sovraimpressione. Ma in realtà è che forse non vogliamo proprio capire.

il segnapagine del 19.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Navi in bottiglia, Una tassa su Rocco: Detto questo e taciute le infinite altre invisibili tasse sugli animali, e allora? E’ una legge non dello Stato, ma della vita, quella per cui si paga per gli affetti. Durante e alla fine. In senso stretto e lato. Gli affetti hanno conseguenze, costi, perdite. Lasciano vuoti nelle tasche e nella testa.
Eschaton, Keynes è morto: ... e anche noi non ci sentiamo molto bene. La garanzia è scaduta e i nodi sono venuti al pettine: spesa colossale, indebitamento fuori controllo, consumismo, inquinamento, tecnocrazia, politiche imperialiste di espansione. La soluzione? Più spesa, più debiti, più bisogni indotti, più inquinamento, più burocrati ed eventualmente più guerre. Keynes scaccia Keynes.
Viviana Lisanti, Il Better Porn di Alain De Botton: Secondo De Botton, la pornografia oggi rappresenta una minaccia per chi la crea e per chi la consuma perchè chiede allo spettatore di negare la propria etica, il proprio senso estetico e la propria intelligenza obbligando le persone a scegliere tra essere umano e essere sessuale.

Il 19 maggio è stato il giorno in cui, nell'anno 804, a Tours, è morto Alcuino di York.

Che bello

del Disagiato

Vicino a casa a mia c’è una scuola elementare. Sta proprio in fondo alla strada e se esco in balcone, sporgendomi un pochino, posso anche vederla. Verso mezzogiorno e qualche minuto sento la campanella della scuola elementare che dice a tutti i bambini e a tutte le maestre che le lezioni sono finite. A volte non la sento, la campanella, ma a volte sì, e oltre al suono metallico e prolungato sento anche le urla di gioia dei bambini, il rumore delle sedie, dei piedi agitati e delle voci degli adulti. Io sono alla scrivania a scrivere o a leggere e poi, a un certo punto, suona la campanella. E allora mi blocco, alzo un pochino lo testa e ascolto le urla di tutti quei bambini contenti di andarsene a casa. 

Non serve neanche allungare l’orecchio, da quanto è forte la loro allegria. Non so perché ma solamente ieri, poco prima di pranzare, ho sentito i bambini dopo la campanella e mi sono detto una cosa semplice semplice: che bello. Tutto qua. Che bello avere una campanella che ti dice che è finita, che si può andare. Non fraintendete, non sto dicendo che è bello essere piccoli. Anzi. Anzi, a me sinceramente va bene essere adulto. Da piccoli si soffriva di più. Sto soltanto dicendo che è bello avere una campanella che stabilisce un prima e un dopo. E molto probabilmente il dopo è meglio del prima. Si sa che dopo ci saranno un parco, un pallone e altre declinazioni della tregua. Adesso, invece, è tutto un piano sequenza tremendo e faticoso.

venerdì 18 maggio 2012

il segnapagine del 18.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Non ne so abbastanza, Galfa Galfa Galfa...Leon Leon Leon: Ai fighetti di Macao dunque non va bene uno spazio concesso frettolosamente ed in ispregio ad elementari regole di convivenza (quelle, ad esempio, che dicono che non si dovrebbe far passare avanti quelli che urlano e rompono, lasciando indietro quelli che sono lì da prima ma restano tranquilli e chiedono per favore).
come diventare il mio iceberg, Istinto di ripetizione: Uno dovrebbe avere i soldi per tenersi tutto, per non essere mai costretto a vendere niente, a liberarsi di niente. Uno dovrebbe tenere tutto quello che in qualche modo è entrato a far parte della sua vita, dovrebbe avere il primo pallone con cui ha giocato, e il secondo e il terzo e così via... 
Simplicissimus, Nuova protezione civile: c’è il terremoto? Cazzi vostri: Un’ulteriore discriminazione si profila tra chi vive in zone a rischio e chi risiede in territori tranquilli e, soprattutto, tra chi potrà permettersi di pensare al dopo-disgrazia e chi considera disgrazia in sé un presente di stenti, in cui persino la calamità resta vuota di significato.
Adriano Sofri, Ritorno a Srebrenica: "Quando c'è il sole qui, è il posto più bello del mondo", dice una.


Tradito dalle intercettazioni telefoniche, il 18 maggio del 1993 viene arrestato Nitto Santapaola, uno dei più sanguinari boss mafiosi di Cosanostra. Santapaola, per dirne una, è tra i principali responsabili della strage di via D'Amelio, strage che portò alla morte di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta.

giovedì 17 maggio 2012

il segnapagine del 17.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato


Filippo Facci, Il grillino che è in loro: Che poi, altra parentesi, una primogenitura con Grillo, Marco Travaglio, ce l’ha davvero: fu ben lesto, nel 2008, a utilizzare il blog grillesco per vendere i propri prodottini a un preciso target di beoti; il video, il libretto, il cofanetto, una ragione sociale di grande impegno politico (si chiamano soldi) dove spiccavano, per dire, il dvd di Grillo giustamente chiamato «Delirio» (10 euro e 90) e subito sotto il dvd di Travaglio titolato «Mafiocrazia» (10 euro e 20).
alberto cane blog, Mi è successa una cosa straordianaria: L'ho detto in giro «Mi è successa una cosa straordinaria, incredibile, non potreste mai indovinare». Infatti non hanno indovinato...
Silvia Bencivelli, Lezione di giornalismo scientifico for dummies / 2...: Se faccio il giornalista scientifico e finisco per trovarmi a lavorare su una cosa di sport senza saperne le regole, potrei pensare che uno che gioca a calcio con le mani sia un geniale innovatore. Invece molto più probabilmente è un baro. Idem per un giornalista che non conosce le regole della scienza e si trova a lavorare su una cosa di scienza.
Giornale di Brescia, Rissa tra pendolari sul treno da Milano a Brescia: Una linea storicamente sovraffollata che, pochi giorni fa, è stata teatro di una rissa tra due pendolari di nazionalità italiana che cercavano di accaparrarsi un posto a sedere. 

Il 17 maggio 1510 morì a Firenze il pittore Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, altrimenti chiamato Sandro Botticelli. Perché "Botticelli"? Ce lo spiega Giorgio Vasari: "Costui fu figliuolo di Mariano Filipepi, cittadino fiorentino dal quale diligentemente allevato e fatto instruire in tutte quelle cose che usanza è di insegnarsi a' fanciulli in quella età, prima che e' si ponghino a le botteghe, ancora che agevolmente apprendesse tutto quello che e' voleva, era nientedimanco inquieto sempre; né si contentava di scuola alcuna, di leggere, di scrivere o di abbaco; di maniera che il padre infastidito di questo cervello sì stravagante, per disperato lo pose a lo orefice con un suo compare chiamato Botticello, assai competente maestro allora in quell'arte".

Baci

del Disagiato

Sara è l’ultima arrivata in negozio e ve ne ho già ampiamente parlato in passato, se vi ricordate. Bene, Sara in queste ultime due o tre settimane di vita in negozio ha cominciato a capire come vanno certe cose, come bisogna comportarsi o agire in certe situazioni, come e dove bisogna sistemare libri e oggetti e più che altro ha capito da chi difendersi e da chi non difendersi. E quando parlo di difesa non mi riferisco solamente ai clienti ma anche ai colleghi: Sara va d’accordo con alcuni dei suoi colleghi (con me, ad esempio, va d’accordo) e Sara non va per niente d’accordo con alcuni dei suoi colleghi. Il risultato è che con qualcuno di noi è rilassata e con qualcun altro invece se ne sta rigida e silenziosa, blindata dal suo mestiere. Con me, come già detto, è rilassata e infatti con me parla, scherza, a volte si confida, chiede quando non sa, cerca conferma quando sa, mi domanda come sto e mi domanda quello che farò di sera, più tardi, finito il turno, una volta abbassata la saracinesca. 

Sara mi ha anche presentato il suo ragazzo, che tutti i giorni, ma proprio tutti, viene in negozio a trovarla. Magari sbaglio, ma la mia impressione è che i loro incontri dipendano dalla mia presenza o meno. Cioè, quando lei è in negozio con me e basta, e non con le mie colleghe, ecco che lui entra in negozio con la sua maglietta psichedelica e le scarpe sfondate. Si chiama Luca e devo dire che è una persona molto simpatica. L’altro giorno, aspettando che Sara smettesse di parlare con una cliente, Luca mi si è avvicinato e mi ha detto: “Tutto bene?”. “Sì, sì, tutto bene”, ho detto io, e lui allora ha fatto una grande risata e poi come un uomo di mondo ha guardato Sara in fondo al negozio come per dire: Valle a capire, le donne. Però c’è una cosa che ogni giorno mi mette davvero in imbarazzo e questa cosa è che Sara e Luca si baciano.

mercoledì 16 maggio 2012

il segnapagine del 16.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

a little less conversation, Non abbiamo il diritto...: Se - non per colpa tua, certo - non sei in grado di capire che nessuna donna, mai, vuole abortire ma che qualcuna purtroppo deve farlo, allora non parlare. E non chiedere, nemmeno: se qualcuno deve scegliere di rinunciare a una parte di sé non ti deve spiegazioni.
Francesco Costa, Come riscrivere l'antico format della piazza: La ritualità ossessiva del meccanismo ha svuotato completamente il significato delle proteste. Ma esiste oggi un modo di manifestare che sia adeguato ai tempi, che sia efficace, che non sia esattamente lo stesso di cinquant'anni fa?
Antonio Migliore, Un giorno nell'Italia del Salone del libro: Nell’Italia in cui non si legge, o comunque dove la lettura non è tra le attività e gli hobby preferiti, il Salone del Libro di Torino sembra essere la vetrina di un’altra Italia e di un’altra italianità, quella che privilegia l’otium oraziano al dolce far niente fine a se stesso.
Massimo Mantellini, Google mi rende stupido: Detto in parole povere: la voce “macao” su Google (come ormai moltissime altre) fa abbastanza pietà e lo fa per due ragioni che vale la pena sottolineare. La prima è che Google è ormai completamente intossicato dal tempo reale. La sua fenomenale rapidissima capacità di aggiornare gli indici con notizie fresche (che vengono come tali ritenute molto interessanti) lo ha rapidamente instupidito...


“180 ebrei, banditi e subumani sono stati distrutti. Il quartiere ebreo di Varsavia non esiste più. L'azione principale è stata terminata alle ore 20:15 con la distruzione della sinagoga di Varsavia... Il numero totale degli ebrei eliminati è di 56.065, includendo sia gli ebrei catturati che quelli del quale lo sterminio può essere provato”. Così il 16 maggio 1943 l’ufficiale nazionalsocialista Jürgen Stroop dichiara, in un rapporto che verrà spedito al ministro dell’interno del Reich Heinrich Himmler, ufficialmente sedata la rivolta degli ebrei nel ghetto di Varsavia.

l'esitazione

di lo Scorfano


«Tu sai perché io porto quest'abito.» E Renzo, sempre così sicuro di sé e baldanzoso, pronto allo scatto di rabbia e anche a mettere la mano al coltello, se è il caso (senza mai tirarlo fuori, diamogliene atto), Renzo che medita vendette e riscatti, Renzo davanti a questa domanda che non è neppure una domanda... Renzo esita. Anche se, lo capiamo subito, Renzo lo sa fin troppo bene perché il padre Cristoforo porta quell'abito di frate cappuccino, quale sia la sua storia lontana. E anche noi lo sappiamo, perché la storia di quel frate quando non era frate ci è stata raccontata da Alessandro Manzoni stesso, all'inizio del romanzo, quando nemmeno immaginavamo che ci sarebbero stati la peste e il lazzaretto e il voto di castità e questo incontro inatteso nel bel mezzo della morte. Ma Renzo comunque esita, non risponde, ci impiega un secondo di più nel necessario. 

Ed è qua che io ho programmato di infilarmi, mentre i ragazzi leggono, ognuno con la parte che si è assegnato all'inizio dell'anno. Ho pensato che è su questa esitazione di Renzo che avrei costruito la mia spiegazione di questo passaggio così difficile del romanzo, la necessità del perdono, l'inutilità dell'odio, il male che non s'ha da fare mai, nemmeno quando lo si subisce in modo così assurdo e prepotente, il male che perseguita per sempre chi lo compie. Ed è dunque adesso che dovrei intervenire. Ma non ce la faccio: e i miei giovani lettori di seconda liceo vanno avanti, proseguono, mentre io ho perso il tempo della battuta, è troppo tardi, non so come mai: mi sono lasciato sfuggire il momento che avevo deciso io che era quello giusto.

martedì 15 maggio 2012

il segnapagine del 15.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Piovono rane, Anche una bici elettrica: Ma davvero crediamo che la famosa “crisi dei partiti” sia frutto soltanto delle loro burocrazie, delle loro ruberie, del loro attaccamento alla poltrona? Certo, tutto questo c’è stato -anzi c’è ancora – e qui come altrove non si è mancato di farlo notare un giorno sì e un giorno anche, a costo di sentirsi dare dei demagoghi, dei distruttori, dei movimentisti.
Alesiro, Assegno di invalidità, mobilitiamoci: Mettere una soglia di 15 mila euro significa colpire tutti i disabili che lavorano e non evadono le tasse. Una proposta che può avere l'effetto contrario a quello voluto: diminuire il reddito di chi vive al limite può portare la persona a non farcela più e a dover accettare l'idea di venir ricoverato (a quel punto a spese dello Stato, visto che non avrà più un reddito).
Aciribiceci, Cosmo: Il punto non è tanto se è una bella trasmissione, perché alla fine lo è, una bella trasmissione. Il punto è capire perché le belle trasmissioni siano solo quelle laudative, celebrative, ridondanti e massimaliste, che sono un tipo di bella trasmissione, ma non l’unico.
Nonunacosaseria, Una ben strana classe: Sono stato in visita alla 2° F del liceo “M. Citorio” della mia città. E’ una classe di ragazzini interessanti. C’è Beppe, per esempio. E’ arrivato da poco, prima studiava in un altro istituto, ma è subito diventato un punto di riferimento per i compagni, grazie alle sue concioni contro i professori e il preside (uh, il preside!).
Singloids, Striscia #1000

I grandi

del Disagiato                                                                        

E posso diventare anch'io come i grandi che non si interessano più che di  cifre.
(da "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry)


Il libro Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry è un libro per bambini, come ben sapete. Parla di un aviatore che precipita nel deserto e che nel deserto incontra un bambino che poi si scoprirà essere abitante e principe di un pianeta lontano. Il bambino chiede all’aviatore di disegnarli una pecora. Una pecora? E perché dovrei disegnarti una pecora? Così poi la pecora mangia l’erbaccia che rischia di ricoprire il mio pianeta, gli risponde. E così l’aviatore disegna una pecora. Il bambino, sul suo pianeta, ha un grande amico, che è un fiore. A un certo punto, il piccolo principe dice del suo amico: “Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare!”

Ecco, questo breve monologo sta a pagina 45 della mia edizione; edizione con illustrazioni molto infantili dell’autore. Qualche giorno fa una signora mi ha chiesto se potevo darle una mano. “Devo fare un regalo a una persona”, mi ha detto la signora. E una volta saputo che il regalo era per una “donna, buona lettrice”, ho tirato giù dagli scaffali qualche titolo più o meno interessante. “Mmmm, non so”, mi ha detto la cliente disorientata. E poi ha aggiunto sorridente: “Ma Il piccolo principe l’avete?”. “Sì, c'è, però Il piccolo principe è un libro per bambini”. 

lunedì 14 maggio 2012

il segnapagine del 14.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Notiziole di .mau., Aborto tricolore: Io non ho nulla contro la marcia anti-aborto che si è tenuta ieri a Roma. Non mi sognerei mai di partecipare a una simile marcia, soprattutto visti gli altri partecipanti, ma marciare è lecito. Non ho nemmeno nulla contro il patrocinio concesso dal comune di Roma - tanto il patrocinio costa zero e non lo si nega a nessuno.
Diciottobrumaio, Piove sempre sul bagnato: Perdurando l’attuale situazione economica e politica, è sicuro che la Grecia uscirà dall’euro. Quanto potrà succedere dopo, non lo so. Potrebbe essere questa la classica scintilla nella prateria, o forse no. Di sicuro sarà l’inizio che condurrà alla fine dell’euro. 
Varie non eventuali, Non più di due: E, da insegnante, mi chiedo quanto serva davvero, ai ragazzi e a loro senso di responsabilità, questa corsa continua a dare mille valutazioni, a recuperare verifiche su verifiche e interrogazioni su interrogazioni, visto che la maggior parte di loro pensa che vabbé, tanto c'è una seconda occasione. E poi una terza, una quarta, una decima.

Il 14 maggio del 1952, cioè sessanta anni fa tondi tondi, nasceva a Dunbarton David Byrne, il fondatore dei Talking Heads. Si invecchia alla svelta.

gli effetti dell'alcol

di lo Scorfano


Mi è di nuovo capitato, quasi per caso e a mia insaputa. Mi è di nuovo capitato di partecipare a un «incontro». Anzi questa volta nemmeno la parola «incontro» bastava più: perché questo era un episodio di peer education, «educazione tra pari», un brevissimo spettacolo in cui alcuni studenti diciassettenni del liceo raccontavano qualcosa a tutti gli studenti quindicenni del liceo, «tra pari» appunto. Una di quelle forme di trasmissione del sapere che piacciono molto al ministro Profumo, e su cui insiste ogni volta che abbiamo la dolce ventura che egli venga intervistato. Io invece ho assistito qualche giorno fa a questo episodio di «peer education» e l'ho trovato imbarazzante.

È forse anche inutile che vi spieghi esattamente di cosa trattava: in realtà era semplicemente un invito a non consumare alcol; era l'idea (giustissima) che l'alcolismo non sia una piaga sociale da sottovalutare; era un memento su quanto l'alcol possa far male quando si è giovani. E c'erano questi ragazzi sul palco che urlavano parole, che ripetevano slogan, evidentemente imparati a memoria,  ma con grande convinzione e partecipazione. E c'erano delle persone (qualificate) della nostra Asl che li imbeccavano quando si dimenticavano qualcosa; c'erano parole ripetute dal palco della scuola come se fossero dei mantra, come un rosario, come la litania degli orapronobis di qualche decennio fa. Ed è stato lì che forse ho capito e che mi sono sentito un po' in imbarazzo, per l'Asl e per me.

domenica 13 maggio 2012

il segnapagine del 13.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Attentialcane, La Juve e la legge dell'occhio per occhio...: Questa storia dei 30 scudetti “effettivi” che la dirigenza bianconera ha deciso di gridare al mondo intero, impipandosene della sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva, sta suscitando un serrato dibattito. E non solo nei bar
Ciclofrenia, Di Frosinone, appunto: Ne avrebbe settantatré oggi. Ma si è fermato a sessantacinque. Quando avevo sedici anni mi vergognavo di mio padre, perché a sedici anni ti vergogni sempre di tuo padre. Mi vergognavo soprattutto quando veniva a prendermi le volte che ero uscito con persone nuove. Lui arrivava e prima di andare via si fermava un attimo con noi. Io non volevo che lo facesse.  
Livefast, Abbattere lo Stato Imperialista delle Multinazionali (o conquistare 24 territori): La Federazione Anarchica Informale. Che bel nome. Anarchici ma informali: niente cravatta, niente darsi del lei, niente buon giorno e buona sera: informali, casual, cool. 
Manteblog, Anteprima Punto Informatico: Il giornalista e storico siciliano Carlo Ruta è stato infine assolto in Cassazione. Il suo blog, chiuso nel 2006 da un discusso intervento della magistratura, ha dovuto passare tutti i gradi di giudizio prima di essere considerato per quello che è: una normale pagina web nella quale il signor Ruta esercitava il proprio diritto alla libera espressione del pensiero...

Il 13 maggio 1983, a Bouaké, in Costa d'Avorio, è nato Gnegneri Yaya Touré che oggi, nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, ha vinto il titolo della Premier League con il Manchester City, dopo una partita incredibile e, per  tifosi del City, assolutamente indimenticabile.

Essere un cattivo tifoso

del Disagiato

Anche il prossimo anno, salvo Santo che compare sulla traversa, il Brescia non giocherà in seria A. Peccato, davvero. Quest'anno sembrava una squadra morta in partenza ma poi, con alcune modifiche tattiche (e soprattutto con un nuovo allenatore), i giocatori hanno cominciato a buttare la palla in rete, a non prendere gol e quindi a scalare la classifica. Fino a qualche giorno fa non dico che avevamo la possibilità di andare nella massima serie ma avevamo la buonissima possibilità di giocare i play-off. Poi la squadra ha fatto ancora qualche passo falso e addio speranza, che si allontana sempre di più. Non sono né triste né amareggiato, tanta è l’abitudine di vedere la mia squadra perdere e rimanere lì, nella stessa posizione di sempre. Certo, ogni tanto si va in serie A ma poi quasi matematicamente si ritorna in B. E se si rimane in A non si vice niente o perché alla squadra manca qualcosa (vero, sempre) o perché gli arbitri si mettono contro di noi perché abbiamo una tifoseria particolarmente vivace (magari fosse vero) e perché abbiamo uno stadio vecchio e pericoloso (vero). 

Domanda: ora in che stato è la mia fede calcistica? È in buonissimo stato, per il semplice fatto che non me ne frega niente di quello che accade in campo. Rimarremo ancora in serie B? Ecchisenefrega. La mia passione calcistica ormai è un pugile messo all’angolo. Allo stadio ci andrò quando il Brescia comincerà ad essere una squadra più che decente e, come si suol dire, competitiva. 

sabato 12 maggio 2012

il segnapagine del 12.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

L'albero di maggio, Le brutte parole: Ci sono delle parole che non si possono dire, o almeno non in tutti i contesti ... La questione è: perché? Cosa c'è che non va in queste parole? Oppure, cosa c'è in loro che invece le rende così utili? 
Fondo nero, I ciclisti quando aspettano: Non sono andata a vedere la partenza della tappa del Giro d'Italia da Modena perché sono un'appassionata di ciclismo. Ci sono andata perché sono un'appassionata di persone. E quest'evento sapevo avrebbe convogliato nello stesso luogo una folla di volti, espressioni, gestualità. Persino parole, anche se fotograficamente non sono trasmissibili.
Due colonne taglio basso, Che senso ha?: Contro la mia stessa volontà, mi rendo conto giorno dopo giorno che coltivare speranze è ridicolo; che la speranza è proprio ciò che ci tiene fermi, perché ci illude che in un modo o nell’altro sia possibile interferire con la realtà.

Il 12 maggio del 1977 è morta, a 19 anni, Giorgiana Masi. Se non sapete chi sia stata, la voce di Wikipedia potrà esservi lettura utile.

una questione lessicale

di lo Scorfano


Giulio, non se ve lo ricordate, è quel tale bellissimo tomo che non è un mio alunno ma che è diventato quasi un mio amico, dopo che ho avuto una supplenza nella sua classe, molto tempo fa: Giulio è colui che prima mi consigliò una carriera alternativa a quella da me intrapresa e che poi, qualche mese dopo, mi confortò con le sue teorie a proposito della sanità mentale mia e dei miei colleghi.

Oggi Giulio, proprio lui, mi ha fermato nei corridoi, mentre stavo uscendo da scuola, e con gesto imperioso e contemporaneamente affettuoso mi ha fatto capire che non potevo proprio non fermarmi a parlare con lui. Io mi sono avvicinato e lui mi ha detto: «Una cosa brutta, prof», con l'aria dell'uomo che conosce il mondo e che sa che ci sono giorni in cui è di cose brutte si deve parlare. «Che cosa?» gli ho detto io. E lui: «Io e la mia ragazza... È finita, prof: ci siamo lasciati». 

venerdì 11 maggio 2012

il segnapagine dell'11.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Tempo reale, La pena di morte in Italia: Ma perché le centinaia di detenuti, cioè di individui affidati alla nostra custodia, ripeto, custodia, che si uccidono e magari neppure entrano nelle statistiche per cavilli formali (non è morto in cella, ma in ospedale a causa del trauma riportato nel tentativo di uccidersi, per esempio) non provocano brividi di sdegno o di attenzione e non increspano spesso nemmeno l’ oceano della Rete? 
Un radiologo, Falso e tendenzioso: Insomma, come medico ospedaliero a me quello che dispiace non è lo sfogo del singolo: è piuttosto la chiamata alle armi di chi non è informato sui fatti, l’infilata di considerazioni dozzinali da uomo della strada incazzato che nemmeno ha idea di cosa accada in un ospedale e in luoghi analoghi.
Verba manent, Quel che sovviene: Devo smettere di guardare le foto. Devo smetterla per evitare che i ricordi si riducano alla bidimensionalità. Sì, perché le memorie registrate dalla mente attraverso tutti i sensi sono multidimensionali, seppur sfuggenti come sogni fatti di brume. Invece i pixel delle immagini, sovrapponendovisi, appiattiscono le porzioni di ricordo cristallizzando un'espressione, annullando gli odori...
Ufficio reclami, Quando i media tradizionali latitano: È dal 21 aprile, più o meno, che 170 lavoratori Format, operatori del call center di Trenitalia, hanno comunicato al mondo di essere in procinto di restare a casa a partire dal 12 giugno, probabilmente con cassa integrazione straordinaria.
Glenville, Di chi parlano i comici?: Secondo me non puoi far ridere senza esprimere una visione del mondo e delle cose. Non per forza una visione ideologizzata. Ma una visione, un’idea, giusta o sbagliata non importa, che rappresenti in qualche modo lo spirito del tempo.

L'11 maggio è il giorno della nascita di Richard Feynman, premio Nobel per la Fisica nel 1965. Era nato a New York nel 1918.

Che tempi!



del Disagiato

Qualche sera fa un amico mi ha telefonato e mi ha chiesto se mi andava di andare fuori a cena, che aveva delle cose da raccontarmi. “Scegli tu dove andare, per favore”, mi ha detto l’amico. E così io ho scelto di andare dove vado di solito e cioè in un ristorante a due passi da casa mia, dove si mangia bene, si spende poco e che è gestito da un signore molto simpatico, che ormai conosco da tanto tempo. Insomma, io e l’amico l’altra sera siamo andati a mangiare in questo posto, sistemati accanto a un tavolo occupato da una coppia di omosessuali. Come faccio a sapere che erano omosessuali? A un certo punto uno dei due è si è alzato dalla sua sedia e ha baciato il suo compagno.

E questo bacio l’ho notato io, l’ha notato il mio amico, l’hanno notato altri clienti che stavano vicino a noi e poi l’ha notato il signore simpatico e cordiale che gestisce il ristorante. Vedendo il bacio, il signore ha fatto una faccia un po’ scandalizzata, ha lasciato il piatto che aveva in mano su un tavolo e poi, incamminandosi verso le cucine, ha detto non proprio a bassa voce questa cosa: “Vabbè tutto, però così no….”. Magari la mia sarà un’affermazione un po’ banalotta, ma le parole, le espressioni, le frasi, sono anche contenitori, recipienti per concetti, pensieri, e sentimenti. Cosa ci mettete dentro la frase “va bene tutto, però così no…?” detta da un signore che ha quasi settant'anni? Io ci metto un chiaro segno di tolleranza. Va bene che ci siano gli omosessuali, ma che gli omosessuali si bacino in pubblico, beh, no, questo non mi sta bene. “Va bene tutto” è tolleranza e “però così no…” è qualcosa di diverso dall'intolleranza, secondo me. Oppure è intolleranza ma non intolleranza cattiva e immutabile. E poi, se è per questo, neppure la tolleranza è una cosa bella, che la tolleranza richiede pazienza senza alcuna comprensione dei fatti e la pazienza così fatta, cioè capricciosa, non è trasferibile, comunicabile. E poi, più che altro, si spegne come un fiammifero al vento. 

giovedì 10 maggio 2012

il segnapagine del 10.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Francesco Costa, L'ha fatto di nuovo: una delle migliori qualità di Barack Obama è sapersi tirar fuori di slancio dai momenti di difficoltà. Dove gli altri politici minimizzano, si avvitano, cercano scappatoie e formule di circostanza, Obama sale sul podio, passa all’attacco e ribalta la situazione.
UnPopperUno, Contro l'uso politico dei classici: La sola via per ottenere accesso ai grandi libri è andarli a cercare nei loro antri subacquei: bussate, e vi sarà aperto. Chi s’illude di spenderli sul mercato della rivolta, si trova tra le mani monete false (e il tesoro continua a brillare, inalterato). Al manifestante che li innalza come vessilli sulle barricate i classici rispondono, con voce soave ma ferma: “Preferirei di no”.
Il blog di Lameduck, United Colors of Merkel: Angela ha un intero guardaroba di tailleur tutti uguali. Lo sospettavate ma ora ne avete la certezza.Cambia solo il colore ma il taglio è lo stesso, la tasca, il bottone e il revers sono sempre uguali e nel medesimo posto. E' evidentemente e volutamente una divisa, la divisa da cancelliera.
Demata, Sanità: basta sprechi sulla pelle dei malati: Quando si parla di sprechi in Italia, la Sanità è sempre al primo posto, addirittura davanti alla Casta, se vogliamo prestar fede ai drammatici dati che sono riportati in commissariamenti, cessioni del credito, (s)vendite di strutture, vertenze sindacali. Sprechi, ancor maggiori, se, invece di conteggiare ciò che “viene buttato”, si va a considerare quello che “dovrebbe essere ma non è”.

la cosa orribile

di lo Scorfano

Qualche giorno fa, alla televisione, hanno trasmesso questo spot qui, a proposito di gatti nervosi e del segreto della felicità dei gatti. Io l'ho guardato con gli occhi sempre più spalancati, ho dato un lieve colpo di gomito alla mia fidanzata perché anche lei allibisse, e ho infine pensato che fosse una cosa orribile:



Poi, grazie a una rapidissima ricerca sul web mi sono reso conto che quella che a me pareva essere un'inquietante novità di quest'anno è invece una «tecnologia» che esiste da tanto tempo, che si è già attirata molte critiche da parte di molte persone (alcune che ritengono si tratti di un eccitante sessuale, addirittura), ma anche molti riscontri positivi, da parte di persone i cui gatti stanno meglio e sono più felici (a detta del padrone, ovviamente, perché i gatti non sono intervistabili).

mercoledì 9 maggio 2012

il segnapagine del 9.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Rafeli, Sarà interessante solo per me: la follia contemporanea sta offrendo scuse preconfezionate a tutti, perfino al faccia di ebete autista di trattore “dopo qualche esame” all’università. Scuse da riscaldare al microonde e usare senza ritegno. Tutto viene rivisto e filtrato attraverso le lenti del vittimismo.
Filippo Facci, Il grillino che è in me: Il grillino che è in me ha visto dei partiti incapaci di opporsi alla nascita del governo Monti, ha visto dei partiti incapaci di sostenere il governo Monti e ha visto dei partiti incapaci di abbattere il governo Monti. Il grillino che è in me ha visto che la miglior cosa che i partiti hanno fatto, in novembre, è stata andarsene...
Elementi di capitalismo amoroso, Lucia Annunziata e il cabaret...: il maschio sinceramente democratico, per quanto si sforzi, proprio non ce la fa a non dare della cozza fuori contesto. Poi loro vi diranno che è colpa nostra, che anche noi diamo delle cozze a quelle vestite male sui red carpet, a quelle che mettono gli autoscatti su Facebook, a quelle che concorrono a miss in Gambissima, e la tragedia è che è un’obiezione in buona fede
De Rebus, Semplificazioni: La mafia e' una montagna di merda, e' una frasetta che spesso passa sui social networks, tra gruppi antimafia e anticamorra e anche da imprenditori colpiti duramente dalla criminalita'. Il sindaco De Magistris ha appena postato foto con annessa frasetta, in una giornata di tristi ricordi.

Il 9 maggio 1978 fu ritrovato, a Cinisi, il cadavere di Peppino Impastato. Aveva 30 anni. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votarono il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

Il signore del negozio

del Disagiato


Vi chiedo, per favore, di avere un po’ di comprensione, di fare un po’ di calcoli e di provare a capire questa cosa: ho trentadue anni e non ho figli. Nessuna ansia, sia chiaro, ma il tempo stringe, mi viene da dire. Se in questo blog scrivo di bambini è perché i bambini incominciano ad essere i figli dei miei coetanei, dei miei ex compagni di classe, dei miei ex compagni di squadra, dei miei amici di quartiere, degli amici degli amici, delle mie ex ragazze, delle ex ragazze dei miei amici, dei miei nemici e dei miei conoscenti. Insomma, tutta gente che ha la mia età, più o meno, e che ora spinge con faccia stanca ma soddisfatta un passeggino o che tiene chiusa nella propria mano una morbida manina. Questo per giustificare la mia indisciplinata (e ultimamente insistente) curiosità verso i bambini, i genitori e l’educazione; una curiosità che spesso si trasforma in commento tecnico da bar, in giudizio facile, superficiale e assolutamente discutibile: quel gol l’avrebbe fatto anche mio nonno, si dice davanti a un gol sbagliato.

Scrivo di bambini perché tutti quei piccoli Marco, Sara, Alessio, Kevin, Maddalena, Sofia, Federico e Mirko entrano in libreria; e scrivo perché i responsabili di questi bambini hanno più o meno la mia età e più o meno il mio quoziente intellettivo. Ma scrivo soprattutto per capire. Ad esempio: come fate, voi mamme e papà, a sopportare tutto il giorno un bambino che urla? O forse urla solamente in libreria? Come riuscite a gestire il movimento anarchico dei pennarelli in mano ai vostri figli? Le pareti di casa vostra come stanno? Ecco, io cerco di moltiplicare il tempo che questi bambini stanno con me per cento, mille, un milione di volte. E ne esce, probabilmente, la vostra vita da genitore. Ci si abitua, forse. Non ci si fa più caso, magari. Oppure ci si fa caso e non ci abitua ma i figli danno così tanta felicità che non posso nemmeno immaginare. Già, non posso nemmeno immaginare.

martedì 8 maggio 2012

il segnapagine dell'8.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Mazzetta, La CGIA di Mestre e la propaganda sulla pelle dei suicidi: Non solo è assurdo legare un evento complesso come il suicidio a un unico motivo scatenante, ma i media e i politici sono andati più in là, falsando la realtà in maniera sconsiderata e dolosa, anche perché un dato invece certo è che il parlarne attivi fenomeni d’emulazione.
ilNichilista, Sappiamo il finale: Molto banalmente, il Movimento sta dilagando nel vuoto di questa politica. In molti sono preoccupati. Io credo che ci sia non soltanto insofferenza, in chi lo vota (non è il mio caso), ma anche una volontà reale di cambiamento che non si può bollare con parole altrettanto vuote come «antipolitica». C’è una richiesta – sacrosanta – di trasparenza.
Squonk, Si sta come le Pagine Gialle davanti ai portoni: Qualcuno prova un senso misto di vergogna per lo spreco e pietà per chi ha fatto il lavoro e allora si china, prende il volume in mano, apre il portone, entra in ascensore e poi in casa e lo appoggia da qualche parte – un portariviste capiente, la scrivania dello studio, un angolo libero della libreria – senza nemmeno strappare il cellophane di protezione.
Livefast, Hamsters don’t fucking run the universe: Molte persone pensano che il futuro sia già successo. Adesso è come prima del fascismo, adesso è come al tramonto dell’Impero Romano, adesso è come nel finale di Star Wars, eccetera. Credo dipenda dal fatto che è così che un bambino impara le cose: per analogia.

Il giorno 8 maggio 1970, a Gijon, è nato Luis Enrique Martínez García, noto semplicemente come Luis Enrique, che ha allenato la squadra di calcio della Roma nella stagione 2011/12. Nonostante alcune belle partite e una certa naturale simpatia, le prestazioni della sua squadra vengono attualmente giudicate deludenti ed è probabile che egli non venga riconfermato per la prossima stagione.

il nonno di Pierino

di lo Scorfano


Mi ferma Claudia, qualche tempo fa, e ha lo sguardo serio. Claudia è una mia alunna ma non aspetta che io arrivi nella sua classe per parlarmi: sa quale tragitto faccio (hanno imparato alla svelta i miei nuovi percorsi, da quando non fumo più), sa a quale angolo può attendermi, sicura che mi vedrà e potrà fermarmi. Quindi mi ferma e mi dice: «Le devo parlare, prof». Io le sorrido e mi guardo intorno, perché siamo in mezzo a un corridoio e il suo sguardo mi dice che la cosa potrebbe essere molto personale e delicata e forse quello non è il momento né il posto giusto. Ma leggo anche l'urgenza nel suo modo di fare e allora mi fermo lì, dove lei ha deciso. Mi dice:

«Le dico subito che per oggi non ho studiato niente, prof. Però lei faccia come vuole, se vuole interrogarmi e darmi 4, non c'è problema, lo faccia pure, non è per questo che le sto parlando. Volevo dirle che a casa mia le cose vanno male. I miei genitori, soprattutto mia madre... insomma, io vedo che soffre e che sta male. E non so mi pare che sia successo che... [e questo non ve lo racconto, se non vi offendete] E insomma, io non sto più tranquilla e non riesco più a studiare. È per quello che sono impreparata, prof. Volevo dirle questo.»

lunedì 7 maggio 2012

il segnapagine del 7.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Kein Pfusch, Sudici suicidi: Se qualcuno ti chiede di pagare tasse che non hai pagato, innanzitutto il problema e' che non hai pagato le tasse. Qualcuno dice che siccome il governo ruba allora se si pagano tasse il governo ruba di piu'. Interessante: come dire che siccome ce l'hai piccolo, se ti trombo la moglie ti faccio un favore.
In coma è meglio, A morte gli speculatori: La gente è fatta così, se la lasci libera si assassina. Per questo qualsiasi forma di governo è sempre meglio dell’anarchia, anche una dittatura, perché con la dittatura sei in balìa di uno stronzo, mentre con l’anarchia sei in balìa di sette miliardi di stronzi. 
Chissà cosa, La furbata della terza stella: Però, nella rivendicazione dei due scudetti che la Figc (l'organo di governo del calcio) ha revocato a causa della vicenda di calciopoli (sentenza che riduce da 30 a 28 i campionati vinti riconosciuti alla Juventus e che quindi nega il diritto alla terza stella sulla maglia) è forte la tentazione di vedere gran parte dei difetti nazionali...
Lost in Politics, Il Cambiamento: Hollande dice qualcosa di sinistra, qui da noi si fatica perfino a balbettare la parola patrimoniale. Il Pd ha votato appena una settimana fa per l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. E fa fatica a darsi un progetto di sinistra, tanto più che appoggia un governo la cui filosofia è esattamente all’opposto.
Andrea Mollica, Il Nord espelle la Lega: Le amministrative 2012 si annunciano più clamorose del 2011 per quanto riguarda il Nord. Il territorio dominato da Berlusconi e Bossi per oltre 20 anni sembra aver definitivamente rotto i legami con i suoi riferimenti politici tradizionali.

Il 7 maggio 1664, con una festa che sarebbe durata un'intera settimana, il Re Sole, Luigi XIV di Borbone, inaugurava la reggia di Versailles, testimonianza della potenza francese in Europa.

Non c'è età

del Disagiato


Marzia, la mia collega, si sposa. Cioè, ha deciso di sposarsi tra un anno. Qualche giorno fa è entrata in negozio per cominciare il suo turno di lavoro, mi è venuta vicino e poi, emozionata negli occhi e nel sorriso, mi ha detto: “Devo darti una buona notizia”. “Buona per chi?”. “Buona per te, ma soprattutto per me”. “Dai, dimmi qual è questa buona notizia”. E allora Marzia mi ha detto che tra un anno si sposerà. Allora, dopo, è successo quello che è successo e cioè che lei si aspettava un abbraccio e una congratulazione mentre io, invece, sono rimasto perplesso. Molto perplesso. “E perché questa dovrebbe essere una buona notizia per me?” le ho chiesto. E lei allora mi ha spiegato cosa sono io per lei, e cioè non solo un collega ma anche un vero amico e che pensava che questa notizia  mi avrebbe reso felice. Ecco, lei pensava questo. Ma invece no, io a Marzia le ho detto che per me è troppo presto per sposarsi, che deve vivere ancora un po’, che avere ventitré anni significa essere ancora degli inesperti nelle cose della vita e poi altre cose fastidiose, dette con termini fastidiosi, con un tono fastidioso e con un’espressione fastidiosa: Marzia, non spostarti, aspetta, è presto, devi ancora crescere, hai solo ventitré anni e via dicendo.

E Marzia mi ha mandato a quel paese, giustamente. Anzi, mi ha detto questa cosa: “Tu sei fuori dal mondo”. “Cioè, cosa intendi per fuori dal mondo?”, le ho chiesto ferito. Ma lei non mi ha riposto. Dopo questo incontro, prima del suo turno di lavoro, io e lei abbiamo fatto pace come fanno pace gli amici e cioè non dicendosi la verità e non toccando più il problema. Che a toccare ancora il problema si litiga e non si è più amici. Solo una volta, nel bel mezzo del lavoro quotidiano, mi sono bloccato, l’ho fissata, ho sorriso e le ho detto: “Marzia, non farlo”. E lei ha riso mandandomi a quel paese. Poi basta, non abbiamo più toccato il discorso. 

domenica 6 maggio 2012

il segnapagine del 6.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

minima & moralia, Grecia: Pasqua senza resurrezione: A Sophocleous, la piccola arteria del quartiere centrale a più alta percentuale d’immigrazione, la mensa comunale ha deciso di distinguere doppi turni: immigrati e greci. “Non riuscivano a sopportarsi. È difficile accettare questa condizione” dicono gli addetti.
Linkiesta, Niente aereo per i napoletani: “Imparate a parlare italiano”: «Imparate a parlare italiano, se Napoli non ci fosse tutto andrebbe meglio». La frase suona come uno schiaffo in faccia a quattro passeggeri campani che ieri pomeriggio, all’aeroporto Marco Polo di Venezia, si sono visti rifiutare l’imbarco. 
Glenville, Perché le battute di Obama funzionano: Se vi guardate il discorso di Barack Obama ai corrispondenti alla Casa Bianca del 28 aprile scorso (in realtà è un party a cui partecipa tutta l'élite democratica, Hollywood compresa) vi potete rendere conto di alcune cose molto interessanti.
Il club de La Lettura: Jeff Bezzos: "Il futuro è dei lettori (e degli autori)...: Il mio punto di vista è molto semplice: gli ebook devono essere più economici dei libri di carta. C’è così tanta efficienza in più nel sistema di produzione digitale, che devono necessariamente essere più convenienti.

Dopo 2 anni, 2 mesi e 5 cinque giorni di lavori, il 6 maggio del 1889 a Parigi viene aperta ufficialmente la Torre Eiffel, progettata dall'ingegnere e imprenditore francese Gustave Eiffel. Contando anche l'antenna, la torre è alta 324 metri. Quando fa caldo e il metallo si dilata, è alta invece qualche centimetro in più.

il «salasso»

di lo Scorfano 


Ora vorrei che mi faceste capire (senza ironia, vorrei proprio capire) una faccenda che stento a comprendere. Leggo che l'Imu sulla prima casa è un «salasso per le famiglie», per esempio; che è un «peso micidiale» (Bersani); che è una tassa «insopportabile» (Brunetta); che è «iniqua» (Di Pietro); che è «iniqua e insostenibile» (Alemanno); o che è addirittura «inaccettabile», tanto da legittimare qualsiasi iniziativa per cancellarla (Alfano); che abolirla sarebbe senz'altro «una mossa intelligente» (Vendola); fino alle dichiarazioni sconcertanti di ex ministri leghisti (che passano per statisti di tutto rispetto, tra l'altro), che hanno dichiarato che «non pagare l'Imu non è evasione fiscale» (Maroni); o che non pagarla è «legittima difesa per la tutela di un bene sacro» (Zaia); o che essa è una tassa «criminale» (Calderoli).

Dunque, io sono una famiglia: cioè lo sono con la mia compagna, benché lo Stato non ci riconosca come tale; dunque lo sono per conto mio, e senza detrazioni per familiari a carico, pertanto. E io sono un lavoratore dipendente (e pago quindi tutte le tasse, senza poter nemmeno scegliere); posseggo una casa, in un piccolo paese lacustre del bresciano, di tre locali e circa 70 mq (più un ampio box di pertinenza, come si suol dire), che è quella in cui vivo; l'ho comprata con il mio stipendio e con un po' di fortuna, come può talvolta accadere nella vita. Per anni ho pagato affitti che arrivavano anche a 600 euro mensili, ora non più; per anni ho anche risparmiato. Ora pagherò l'Imu, e dovrei, evidentemente, sentirmi defraudato. E però io faccio i conti (li faccio più volte, perché stento a crederci; ma la rendita catastale è quella, non si può sbagliare) e vedo che pagherò, per quest'anno (salvo aumenti comunali) 45 euro. In un anno. E dovrei considerarlo un «salasso». E dovrei essere arrabbiato.

sabato 5 maggio 2012

il segnapagine del 5.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Leonardo, Imprenditori che sbagliano: Adesso però scusate. Mettiamola in questo modo. Prendiamo... un No-Tav. Uno di quelli duri e puri. Magari rinviato a giudizio per resistenza a pubblico ufficiale e cazzivari. Mettiamo che una mattina sbrocchi ed entri negli uffici del comune di Susa con due pistole, un fucile a pompa carico, cento munizioni e un coltello. Mettiamo che prenda 15 ostaggi...
Diecimila.me, Dieci cose da fare in caso di apocalisse zombie: Be’, prima o poi doveva capitare. Il contagio si è diffuso, radio e TV non trasmettono, molti tra i vostri cari sono dispersi o sono stati mangiati (esclusi quelli che cercano di mangiare voi), delle istituzioni nessuna traccia. Per pura botta di culo vi trovate ancora vivi; ecco cosa fare.
Mentz, Belle persone: È arrivata una signora qui dove lavoro che doveva ristrutturare casa e mi ha chiesto di farle un progetto. Sulla cinquantina, non le darei di più. È venuta accompagnata da due sue amiche. Ho notato che aveva la fede anche se continuava a dire che vive da sola.

Il 5 maggio del 1995 la Corte di Cassazione ha eliminato la parola "Dio" dal giuramento dei testimoni nelle aule di tribunale.

Come viene utilizzato un diritto

del Disagiato

Tempo fa ho scritto che in libreria non accettiamo la Dote Scuola o, come la chiamano invece i genitori, il Buono Dote Scuola. Ebbene, le cose stanno ancora così. La Dote Scuola è, per chi non lo sapesse, un aiuto concreto per l’educazione dei giovani lombardi. E’ una preziosa risorsa che li affianca sin dai primi passi nel percorso scolastico, garantendo loro il diritto allo studio e tutta la libertà di coltivare ed esprimere il proprio talento. Queste ultime righe le ho ricopiate da questa paginetta e quindi, se volete saperne di più, cliccate. Ma probabilmente già sapete. Insomma, stiamo parlando di un buono (e correggetemi, per favore, se la parola "buono" non vi sembra giusta) da spendere in negozi convenzionati e che viene assegnato a seconda del merito e del reddito (sostegno economico anche per i disabili) e che dovrebbe, come abbiamo letto sopra, sostenere un diritto e cioè quello allo studio, all’apprendimento. O almeno questa è l’idea che mi sono fatto leggendo la definizione. 

Ma il mio titolare, peccato, ha deciso di non aderire. Situazione, questa, che mi tocca denunciare ai genitori  quando ormai sono alla cassa con il libro, dopo aver vagato per la libreria per tre quarti d’ora e dopo essersi azzuffati per decidere cosa prendere o cosa non prendere.

venerdì 4 maggio 2012

il segnapagine del 4.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Leonardo, La macchina delle cazzate: Adesso che è passato qualche giorno, vorrei chiedere a chi ha una coscienza: ma voi sul serio ci avete creduto, a Beppe Grillo che fa i complimenti alla mafia? A Grillo che durante una campagna elettorale in Sicilia dice un paio di buone parole sulla mafia? Solo a chi ha una coscienza, gli altri sono esentati. Ci avete creduto?
Ottagono irregolare, Sull'origine delle differenze tra Italia e Germania: Per fare un esempio, chi vuole fare l'insegnante deve - dopo la laurea specialistica - sottoporsi a due anni di tirocinio che, nelle parole di un mio amico, assomiglia all'addestramento dei soldati prussiani: prima ti smontano, ti depurano di tutto quello che credi di sapere, poi ti rimontano secondo gli standard richiesti.
R-esistenza-infinita, Odio la lega: Odio i leghisti, perché odio i razzismi … Odio, sì, perché bisogna avere anche il coraggio dei sentimenti, e per questo non a caso, pur sapendo quanto in quest’epoca di falso buonismo il termine odio sia orripilante per certe orecchie, io lo uso. Odio perché non dimentico.
Diritti globali, Italia: Aumenta l’export di armi, diminuisce la trasparenza: Finalmente è stato reso pubblico il Rapporto 2012 sul commercio delle armi che ogni anno il governo italiano è chiamato per legge a redigere.

Il 4 maggio del 1789 vennero sfarzosamente inaugurati gli Stati Generali, gli ultimi del cosiddetto Ancien Régime, che erano stati convocati qualche mese prima da Luigi XVI; si era in mezzo a una crisi economica, politica e sociale senza precedenti;  nessuno poteva prevedere cosa sarebbe accaduto in Francia a seguito di tale convocazione.

cose che no, in nessun modo

di lo Scorfano


Voi riuscite sul serio a pensare che non mi sia mai successo? Davvero, voi potete credere che io non ne abbia mai avuto la voglia o la tentazione o addirittura il mezzo progetto? Be', vi sbagliate. Io ho spesso la voglia di prendere a pugni e di spaccare la faccia a qualcuno dei miei alunni, da sempre. 

Non a tutti, ci mancherebbe, e non tutti i giorni, ovviamente (a volte ci sono pure mattine che funzionano, figuratevi). Ma è normale che accada però: «normale», cioè nella norma, non eccezionale. Mi succede insomma, diciamo almeno un paio di volte al mese, che qualche ragazzo mi risponda in modo strafottente, o che sia maleducato con me, o prepotente con qualche altro suo compagno. E mi succede anche di essere stressato: magari perché sono stanco, magari perché sto cercando di smettere di fumare, magari perché ho litigato con la mia compagna o con il preside appena prima di entrare in classe. E, se sono stanco e qualche ragazzetto maleducato mi risponde in modo strafottente solo perché magari io gli ho chiesto di sedersi al suo posto, per favore; ecco, in quel caso (nel caso in cui lui si giri e mi dica, a mezza bocca, «ma non mi rompere le palle», come mi è successo) a me viene voglia di spaccargli la faccia. Di attaccarlo al muro con una mano che lo prenda al collo e lo faccia diventare paonazzo per l'apnea. Di sbatterlo a terra e prenderlo a calci. E poi, in aggiunta, di deriderlo davanti a tutti gli altri, mentre lui cerca invano di rialzarsi.

giovedì 3 maggio 2012

il segnapagine del 3.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Phastidio, Relazioni con i media, istruzioni per l'uso: Pochi giorni addietro il vostro titolare ha ricevuto l’ennesima chiamata da parte di un redattore (una gentilissima ed incolpevole redattrice, nella fattispecie) di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro. Invito piuttosto fuori bersaglio, essendo finalizzato alla ricerca di una figura di collegamento tra lo studio e la twittersfera.
ilNichilista, Esprimi un'opinione: La scelta di coinvolgere i cittadini tramite Internet dovrebbe essere la regola, non l’eccezione, in un mondo in cui 2 miliardi di persone usano quotidianamente il web e in cui la metà ha ormai acquisito gli automatismi dell’interazione tramite social media.
Notiziole di .mau., Il Divo Giulio, Wikipedia e il Corriere: Dunque? Per sei minuti la voce di Wikipedia su Andreotti aveva un errore in più. Se qualcuno avesse consultato quella voce in quell'intervallo di tempo, cosa sarebbe successo? Che sarebbe andato a verificare da qualche altra parte se Andreotti fosse effettivamente morto, e alla fine avrebbe pensato "Wikipedia è sbagliata".

Il 3 maggio 1469 a Firenze nasceva Niccolò Machiavelli. A lui si deve, tra molto d'altro, anche l'origine di un aggettivo della lingua italiana.

Una vita più colorata

del Disagiato

Bambini, per favore, fermatevi un attimo. Tu, là in fondo, lascia stare quel libro da colorare, che se lo colori poi non posso più venderlo e così mi tocca buttarlo e sentire la voce del padrone. Cos’è un padrone, mi chiedete? Beh, un padrone è uno che ti comanda, che ti dice cosa devi fare, che cosa devi dire e che però per tutto questo ti ricompensa con denaro. E poi dai, il mio era solo un modo di dire, oggi non si dice più padrone ma datore di lavoro o titolare o… Cos’è un titolare? Ve l’ho appena detto, caspita. Mi state ad ascoltare o no? Allora, volevo dirvi che quando voi venite qui, in libreria … no, no, no, no, questa non è una biblioteca, questa è una li-bre-ri-a. Che differenza c’è, mi chiedete? Allora, una biblioteca v’impresta i libri mentre una libreria vi vende i libri. Questa è una libreria: i vostri genitori mi danno i soldi e io vi do i libri. Cosa? No, non sono ricco, i soldi se li prende il mio titolare che poi sarebbe quello che vi ho detto prima e cioè il padrone. Ma perché se vi dico titolare non capite e se vi dico padrone invece capite? Scusate, per favore, potete abbassare la voce che non sento cosa mi sta dicendo…com’è che ti chiami?...Paolo… 

Bene, Paolo non capisce come faccio a non essere ricco se vendo tutti questi libri. Semplice e adesso ve lo spiego: i libri non sono miei ma sono del titola…del padrone. Lui li porta qui in libreria e io li vendo. Mamma mia che faccia che avete. Guardate che le cose funzionano in questo modo un po’ dappertutto, quindi evitate di fare boccacce. Quando finisce il mese, il padrone mi dà dei soldi per aver venduto i suoi libri. Quanto? Beh, non tanto e…no, i soldi sono sempre gli stessi e non dipende da quanti libri vendo e poi…. CHI HA DETTO “MERDA”?! ALZI LA MANO CHI HA DETTO LA PAROLA “MERDA”. Ah, sei tu Paolo. Prima di tutto levati il dito dal naso e poi promettimi che non dirai mai più quella parola. Ok? E poi, già che ci siamo, mi spieghi perché l’hai detta. Cosa? Volevi dire “vita di merda”? E chi te l’ha insegnata questa espressone? Tuo papà, dici? Quindi la mia sarebbe una vita di merda, pardon, di cacca?

mercoledì 2 maggio 2012

il segnapagine del 2.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Il Disinformatico, La scienza dello spazio è arte dipinta su una tela immensa: Sander van den Berg ha assemblato un enorme numero di fotografie scattate dalle sonde spaziali Voyager e Cassini per ottenere un video semplicemente meraviglioso. Godetevelo, preferibilmente a tutto schermo, e contemplate il fatto che quello che state vedendo è reale ed era inaccessibile a chiunque fino a pochi anni fa.  
Metilparaben, Una divisa come un'altra: Poi, un bel giorno, te ne vai al concertone del primo maggio per raccogliere le firme sulle famiglie di fatto e ti aspetti che tutti 'sti giovani con l'aria impegnata, il vestiario impegnato, l'acconciatura impegnata e spesso perfino l'andatura impegnata reagiscano in qualche modo diverso dall'indifferenza...
Il mio amico Dio, Spoiler: Il 21 dicembre 2012 arriverà Dio, in camicia e pantaloni di lino bianchi, a piedi nudi. Si guarderà un attimo intorno, mentre i giornalisti sbucati da ogni dove si accalcheranno per fargli tutte le domande accumulate nel corso della storia...
Giovanni Fontana, Lo spettacolare Pescara di Zeman: Il Pescara è allenato da Zdeněk Zeman, un allenatore ceco che ha segnato il calcio italiano degli ultimi vent’anni a causa delle sue peculiari idee tattiche e della sua etica sportiva. Le sue squadre propongono un gioco molto offensivo e gradevole per il pubblico.
Massimo Bordignon, Un decalogo sulla spesa: L’anomalia italiana è rappresentata da un eccesso di spesa per pensioni (232 miliardi) e interessi (70 miliardi), che assieme costituiscono il 43 per cento dell’intera spesa corrente. Tolti questi, in rapporto al Pil, in realtà spendiamo meno di quasi tutti i paesi dell’Ocse per i servizi pubblici fondamentali: sanità, istruzione, giustizia, ordine pubblico, difesa.

Il 2 maggio 1997, quindici anni fa, divenne Primo ministro del Regno Unito il laburista Tony Blair. A 43 anni, era il più giovane primo ministro britannico degli ultimi 185 anni e saliva al potere dopo 18 anni consecutivi di governo conservatore.

nel giorno della nostra festa

di lo Scorfano


Ieri era il primo maggio, festa dei lavoratori, e noi due siamo rimasti tutto il giorno in casa. Tu hai sistemato un po' di faccende del tuo lavoro e hai anche un po' studiato, io ho corretto qualche verifica di letteratura dei ragazzi di quarta, ma nel complesso non abbiamo fatto molto: ci siamo alzati che erano già le 9, abbiamo fatto colazione insieme, con calma, abbiamo parlato di argomenti lievi e scherzato su piccole cose quotidiane e sugli amici che avevamo incontrato la sera prima. Era la festa dei lavoratori e noi due, anche se un po' a modo nostro (perché tu sei la più precaria delle precarie e io faccio l'insegnante e un migliaio di altre cose vane), siamo lavoratori e abbiamo festeggiato così, stando insieme un po' più del solito, come credo sia giusto che possano festeggiare i lavoratori.

Poi però tu avevi una cosa da fare, una cosa che non vedevi l'ora di fare da un po' di tempo, solo che aveva sempre piovuto e non avevi potuto mai farla. E allora io ho visto quello sguardo che fai quando hai un entusiasmo per una cosa e non lo dici chissà perché, e ho pensato che proprio non vedevi l'ora di farla, quella cosa lì, e ti ho aiutata a preparare l'occorrente per quello che volevi fare, anche se, a dirti la verità, non ne avevo molta voglia. Poi tu mi hai ringraziato e velocemente ti sei messa al lavoro, che non era un lavoro perché c'era il tuo piacere di farlo e perché era la festa dei lavoratori, che è la nostra festa, lo voglio ribadire, tutta nostra. E siamo fieri che lo sia, la nostra festa.

martedì 1 maggio 2012

il segnapagine dell'1.V.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Filippo Facci, Chi suicida chi: Nella florida Germania si suicidano il doppio che in Italia, mentre nella disastrata Grecia poco più della metà: parliamo di tasso percentuale, ovviamente. In Giappone si ammazzano quasi quattro volte più che da noi, in Russia sei volte, mentre in Azerbaijan – terra di autoritarismi e corruzioni – non si ammazza quasi nessuno.
Diecimila.me, Sepolti vivi: Io, a lavoro, son di quelli che stanno peggio del padre, che è stato meglio del nonno. La mia laurea si può usare per incartare il pesce. C’è una concorrenza che se porto la mia ragazza a mangiare un panino, salta fuori una laureata Bocconi dicendo che me la dà per metà panino.
Freddy Nietzsche, Dalla parte delle cretine: Quello che è sempre molto florido, invece, è il mondo di chi pesta le donne con cui sta. Quello sì, in certi, pochissimi casi, diventa omicidio. Il rapporto tra botte e denunce è molto basso, ma quello tra botte e morti lo è ancora di più.
Giorgio Israel, La miseria di Erasmus: Prendiamo il caso del programma Erasmus, che era nato con un intento di creare un effettiva conoscenza reciproca delle culture nazionali. Non è esagerato dire che i suoi aspetti positivi sono stati progressivamente erosi e vanificati dall’imporsi della dittatura dei parametri e del politicamente corretto
Tempo reale, Siamo i nostri figli: Milioni di italiani, nati e cresciuti nel dopoguerra, hanno avuto un’immensa fortuna, senza precedenti nella storia dei popoli della nostra Penisola e forse senza neppure rendersene conto: quella di vivere un tempo nel quale una felice coincidenza di fattori, economici, politici, internazionali, finanziari, sociali...

Il primo del mese di maggio del 1994 era una festa dei Lavoratori anche quella volta e io ero a casa e guardavo la tv. E fu così che vidi morire in diretta televisiva uno degli sportivi che ho amato di più, che si chiamava Ayrton Senna; di lui scrissi una cosa qui.

Come voler bene agli ebrei e non solo

del Disagiato

È del 2009 un film di Michael Haneke che s’intitola Il nastro bianco. Il film è ambientato negli anni che precedono la prima guerra mondiale, in un paese della Germania del nord e i protagonisti sono bambini e adulti ma soprattutto bambini. Nella piccola comunità vengono commesse cattiverie, per vendetta o per semplice gioco e infatti il film inizia con una corda tesa che fa cadere da cavallo il medico del paese. Le donne, per alcuni uomini, sono bestie, esseri umani da comandare, e il peccato e il senso di colpa sono sempre lì, presenti sulla pellicola, come marchi indelebili sull’impressionante bianco e nero scelto dal regista. Provo a dirlo a mio modo: è un film sull'assenza della gentilezza o, per non togliere nulla al narratore del film, la gentilezza e la bontà sono dimensioni rare. Il villaggio è un laboratorio, è un luogo in cui crescono i futuri adulti della futura Germani nazista, anche se il regista sottolinea che questa interpretazione rischia qualche fraintendimento: non è solo un film sul fascismo, "un’interpretazione fin troppo semplice visto che il racconto è ambientato in Germania, ma di un modello e del problema universale dell’ideale deviato". 

Uno dei bambini viene “accusato” dal padre di masturbarsi e per questo viene legato al letto, di notte. I bambini, per timore e per espiare le loro colpe, accettano muti le percosse con la verga. Le donne sono solo presenze fisiche, i più poveri si vendicano non reclamando i propri diritti ma dando fuoco a un fienile o distruggendo il raccolto. Insomma, un film sulla cattiveria, sulla mancanza di fiducia e soprattutto, come già ho detto, sull’assenza di gentilezza.