domenica 2 gennaio 2011

Il rifugio di Ozon


A me i film dove il protagonista cambia o si riscatta in seguito ad un incontro piacciono per il fatto che queste cose capitano solo nei film. Il rifugio segue il filone che ho appena accennato e se devo essere sincero non è da applausi. Però la regia è leggera nel raccontare tossicodipendenza, gravidanza, amicizia, disperazione e omosessualità mentre è molto espressiva quando il mare o i giardini colorano lo schermo della tv. Mi piace la recitazione non teatrale, la macchina spesso vicino ai corpi senza fare primi piani, la scelta della luce naturale e mi piace tantissimo, ma davvero tanto, la scena madre sulla battigia. Il film racconta di una donna che... no, la trama la potete trovare da un'altra parte. Io mi limito a consigliarvelo.

2 commenti:

  1. Bene bene, un altro film da evitare, scusa da guardare.E' stato un lapsus.Giuro.

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  2. Sempre un po' a disagio3 gennaio 2011 22:51

    Sempre la solita perfida :)

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)