martedì 3 gennaio 2012

La catena attaccata al palo

del Disagiato

La prima cosa che ho fatto, credetemi, è stata quella di pensare a voi. A voi che giornalmente venite qui a leggere i messaggi che io e lo Scorfano mettiamo nella bottiglia. È da un po’ di tempo che gli affari, in libreria, non vanno benissimo ed è da un po’ di tempo che nell’aria aleggia la paura di perdere il posto di lavoro: la gente non entra nel centro commerciale, non viene in libreria, il cassetto non si riempie di denaro e così il negozio chiude. E noi altri commessi rimaniamo senza lavoro. Questi sono i pensieri che girano, come mosche in un bicchiere capovolto, nella nostra testa. E sono pensieri che fanno parecchio rumore. Di notte molto rumore. Insomma, ieri mattina il titolare della libreria è venuto a trovare me e la mia responsabile. “Lunedì vengo in libreria, che ti devo parlare”, ha detto al telefono qualche giorno fa a lei. E infatti è venuto. È entrato in negozio con una faccia che non vi dico e quasi senza salutare (ha salutato con un ciao triste e spezzato) si è messo con la mia responsabile in un angolo del negozio. Io li guardavo da distante e mentre lui parlava con espressione schifata, lei, la mia responsabile, riusciva a gettarmi degli sguardi addolorati che riuscivo a prendere al volo

“Qui si chiude”, ho detto. E allora la prima cosa che ho fatto, credetemi, è stata quella di pensare a voi e al blog. Perché senza negozio io non so cosa scrivere. Perché senza libri e senza clienti e senza scocciature io non riesco a scolpire la pietra e a creare una forma, bella o brutta che sia. Ripeto: ho pensato a voi. E poi, dopo, ho pensato alle cose che nella saccoccia dovrebbero pesare di più e cioè all’affitto da pagare e alla macchina, anche quella da finire di pagare. E poi ho pensato al trasloco e poi al ritorno a casa dei miei.

Ecco, a questo punto, però, devo essere sincero. Sempre guardando la mia responsabile a pezzi ho anche pensato al fatto che non ho moglie e che non ho figli da abbracciare e da crescere. E ho anche pensato al mare. All’azzurro del mare e a quanto mi piacerebbe fare lo zaino e andarmene a vivere vicino all’azzurro del mare. “Posso farlo, finalmente”, mi sono detto. “Prendo e vado in Portogallo dove sono stato tanto bene l’anno scorso”. “Sì, certo, e di cosa vivi?”, “Faccio il cameriere”. Magari ne ho già parlato altre volte, ma io ho questa ossessione per la penisola iberica. Un’ossessione che ritorna puntuale ogni settimana: andare in Spagna o in Portogallo.

E ieri, allora, mentre ero in mezzo alla battaglia, mentre guardavo i palazzi crollare, mi sono sentito felice. Felice di lasciare le cose e partire, felice di allacciarmi le scarpe e di uscire di casa verso il mare. Ciò che ci fa diversi è la lunghezza della catena che ci tiene attaccati al palo, come capita ai cani. Qualcuno di voi ce l’ha più lunga, qualcuno più corta. Ecco, ieri mattina ho visto la mia catena allungarsi e il raggio della mia passeggiata quotidiana mutare.

Poi il titolare, a testa bassa, è venuto da me, mi ha dato la mano, mi ha salutato e se n’è andato. La mia responsabile mi si è avvicinata, ha messo i suoi occhi dentro i miei, ha fatto una smorfia e mi ha detto: “Dobbiamo darci da fare, dobbiamo seguire di più i clienti. Vendere. Dobbiamo vendere di più”. E allora non ho più pensato alla catena. Ma al palo, invece. E a quanto, dio mio, è resistente.


28 commenti:

  1. Io vorrei andare in Africa, chissà come me l'immagino. Ma ci sono i figli, e ringrazio che il palo regga un altro po'.

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  2. be', io la mia particina l'ho fatta (però, cazzo, un libro a 9,50 euri, che quasi quasi ci puoi comperare una ricarica per il telefonino...)

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  3. Vai in Spagna. Vai via, scappa. Salvati almeno tu.

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  4. Io vorrei tanto andare in Palestina. Ma l'unico posto dove insegnano italiano è l'università di Betlemme e non mi ci vogliono.

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  5. In realtà finita di pagare la macchina, il resto puoi farlo tranquillamente... Mentre finisci di pagarla sta macchina, cominci a impacchettare, magari a cercare di capire da quale lato della penisola iberica vorresti vivere e appena hai finito di impacchettare, prendi e parti.
    Proprio perché non c'è ancora una signora disagiata e tanti piccoli disagiatini... :)

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  6. Che duro colpo! La colpa della crisi è vostra, eh? Ma vai, vai, scappa, e quando lo potrai più fare? Non hai nessun palo e nemmeno catene. Avrai certamente molte altre cose da dirci, incontrerai tante altre persone e noi ti seguiremo ugualmente sul blog.

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  7. in bocca al lupo in ogni caso.

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  8. Rimanere incatenato per pagare una macchina. Complimenti!

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  9. I miei complimenti invece sono reali, non sarcastici come Anonimo...Ammiro la capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno del Disagiato, di trovare il lato positivo...nonostante tutto, di avere voglia di reinventarsi comunque, davvero COMPLIMENTI e in bocca al lupo!

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  10. Grazie per aver pensato a noi...
    Non so se augurarti che superiate la crisi del momento o se no, forse, in modo meno manicheo, spero che la libreria prosperi (e non soltanto per voi) e che tu possa comunque trovare una ragione tanto bella e vera da farti spezzare la catena o... da non fartela considerare più tale.
    ohana

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  11. è grosso modo la mia situazione: si resta attaccati a quel minimo di certezza invece di partire per il futuro (incerto). Ti serviva solo una scusa per mollare tutto e partire e invece quella scusa non l'hai avuta. Bisogna che te la dai da solo. Alla fine, ho la sensazione che per (il carattere di) alcuni, qualsiasi scelta fai, è quella sbagliata.

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  12. Pure se la tua partenza dovesse privarmi di questo blog, ti dico: "Vai."
    Vai, senza paura, che quel che lasci, lo ritrovi qui al tuo ritorno.

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  13. Che belle cose che hai scritto!! Secondo me è molto vero quello che diceva Einstein sul fatto che qualsiasi periodo di crisi può portare del bene, perché spinge la gente a muoversi. È vero, ma ci vuole coraggio, e soprattutto una buona coincidenza di tempi ad hoc. I tuoi quasi c'erano. E nonostante la libreria in cui lavori non vada benissimo e la cosa urgente sia quella di vendere, vendere e vendere, già solo il fatto che ti abbia spinto a pensare di cambiar palo, è una cosa bella, a parer mio. Perché vuol dire che le cose potranno pure andar male, ma se c'è dentro di noi la voglia di andare avanti, anche se in maniera radicalmente diversa, allora è sempre e comunque un gran bel passo. Auguri, di cuore :)

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  14. Mah che dirti?

    Vuoi la versione di Monti? "Basta con l'assistenzialismo. Ora andiamo a salvare l'ennesimo CdA della banca dei Rotschild e Goldman Sachs come vuole la Fuehrerin Angela Merkel (a libro paga Rotschild). Sieg Europa! Sieg Heil!"

    Vuoi la versione leghista?
    "Così inpari a vendere libri. La carta mica dà da mangiare! Va a laurà!"

    Vuoi la versione Pidiellina:
    "Così inpari a vendere libri comunisti e stalinisti. La carta mica dà da mangiare. Vaì a farti una ciulata in tangenziale con gli ultimi spiccioli rimasti."

    Vuoi la versione Piddina (Piddimenoelle)?
    "Così siamo spiacenti di assistere al tuo problema, che è causa di scelte di mercato purtroppo dolorose ma necessarie. Ora regala il tuo posto di lavoro a una multinazionale israelorussostatunitense e dona metà di quel che ti rimane per favore per aiutare i padroni e Monti a salvare l'Italia"

    Vuoi la versione pontificia: "Karo Fratellen pofertà è krande maeztra di fita, Ja? Ora no fare kaso me che ciro koperto di oro kome baldrakka di mafiosen, ma kuarda kristo zofferente zu kreuz... kroce und offri tutto tuo afere a mia Opera Pia ezentasse. Heil Hit... Zia lodaten Jesu Kristo"

    Vuoi la versione italiota media?
    "Qualcuno ti salverà, abbi fede e prega appadrepio"

    Vuoi la versione italiota media 2?
    "A frà ma che cce stai a penzà? Accendi er moviolone su Sky, daje! E vieni a fatte 'na bira"

    Vuoi la versione talebana?
    "Quando Allah vorrà il tuo negozio pieno di testi sacrileghi arderà nelle fiamme redentrici. Non temere quindi, stai solo rinviando l'inevitabile."

    Vuoi la mia versione?
    Ringrazia la "democrazia" italiana per tutto questo. E ora scappa, ama e fà ciò che vuoi!

    in bocca al lupo!

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  15. A chi non piacerebbe reinventarsi? Solo a chi non ha spirito e fantasia!
    Posso permettermi? Non ti manca una ragione per prendere e andartene, se ritieni che la tua vita sia legata ad una catena, ti manca il coraggio di praticare questa scelta. Coraggio che nelle tue condizioni, te lo dico onestamente, non so se avrei io stesso.
    Comunque tu scelga, ti auguro solo di non avere rimpianti.

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  16. però prima uno zaino te lo compri, perchè a me, quello che ti ho prestato serve!

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  17. m.fisk
    Guarda, io la prossima volta a te faccio fare una bella spesa proletaria in libreria. Piglia quello che vuoi.

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  18. NoceMoscata
    Belle parole le tue. Infatti al di là di questo post, ho sempre pensato che avere una bella cartolina in mente è consolatorio ma salutare. Come Carlito Brigante in Carlito's Way. Hai presente?

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  19. quindi ho avuto il piacere di spillare 9,50 euri a M.fisk?!

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  20. @danilo - ma perché, mo' mi conosci anche tu? Se sapevo ti mostravo gli occhiali che avevo nel taschino (comunque l'avatar è somigliantissimo, chapeau!)

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  21. Desidero inoltre che sia messo agli atti che il fisk si è dimolto lamentato del prezzo dei libri; che egli ha precisato che il libro non era per sé bensì per il figlio; che la scuola fa spendere troppo per queste cose quando ce ne sarebbero di più importanti; e che alla profferta di mettere l'oggetto in un sacchetto egli ha risposto: «mannò, in fondo è solo un libro, niente di che»

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  22. ora aspettiamo codeste affermazioni riportate in un post della domenica.

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  23. Caro mau, in questo caso il post dovrebbe scriverlo il Danilo che era lì presente alla cassa. Io arrivai poco dopo, cacchio.

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  24. @m.fisk si sono un lettore, ma molto silente. Per l'avatar grazie, riferirò all'autrice!

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  25. nonostante tutto frank4 gennaio 2012 17:07

    ero quasi sul punto di mettermi a piangere (ho però intuito come sarebbe finita)... tu che ci lasci, che dici: "me ne vado in portogallo a fare il cameriere" (idea grandiosa per altro)... e quindi, non so che dirti, sono contento per quell'altro, quello che ha deciso di partire... qualche tappeto, un computer, un auto, un bilocale... ok sono tuoi, ma ne vale la pena? e vai al caldo, mi raccomando, sono appena tornato dall'olanda ed è tutto bello sì, ma c'è qualcosa che non va... non so cosa, ma non va... in bocca al lupo! spero che ti licenzino finche sei in tempo! ciaos...

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  26. Ogni tanto lo spero pure io. Ma significa fare il furbo una volta di più delle carte che ho in mano, come dice Vinicio Capossela.

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)