lunedì 16 gennaio 2012

I baci domenicali e il lavoro

del Disagiato

Qualche giorno fa la responsabile della libreria ci ha chiamati tutti a raccolta e con faccia mesta ci ha detto: “C’è una brutta notizia che vi devo dare…” e tutti quanti (io un po’ meno) ci siamo irrigiditi, ci siamo guardati come per dire “è stato bello arrivare fin qua”, “cerchiamo di non perderci di vista”, “e adesso che cavolo di lavoro vado a fare” e parole simili, dettate dalla quotidiana e cronica paura di vedere quella saracinesca di libreria chiusa per sempre. Invece, poi, la responsabile ha continuato così: “Insomma, il centro commerciale sarà aperto tutte le domeniche. Sempre, per tutto l’anno”. E le due mie colleghe, insieme alla responsabile, con la faccia hanno detto un parolaccia. Non so quale, a dir la verità, ma l’hanno detta. Il centro commerciale sarà sempre aperto di domenica (ripeto, tutte le domeniche e non solo due domeniche al mese) e questo significa, significherà, che tutti quanti anche di domenica dovremo prendere la macchina, fare chilometri di tangenziale, parcheggiare, sbuffare, entrare in negozio e lavorare. Dovremo ripetere gli stessi gesti della settimana. “Ma un giorno stiamo a casa, vero?”, ha domandato una mia collega. “Sì, vediamo di organizzarci. E poi qualche domenica, a turno, possiamo saltarla”.

A quella notizia io ho pensato a due cose. Ho pensato a Mario Monti (l'apertura domenicale ha a che fare con una delle sue riforme, vero?) e poi ho pensato a quando di domenica, verso le tredici, esco di casa per andare in libreria e sento il rumore delle posate e delle sedie provenire dalle cucine dei vicini, cucine che per una volta a settimana vedono la famiglia riunita. Che poi è la scenetta che più o meno vorrebbero imitare e ripetere le mie colleghe. Vorrebbero per una volta a settimana avere lo stesso orario del marito o del convivente, vorrebbero con lui (e qualcuna anche con il figlio) pranzare e cenare insieme, vorrebbero svegliarsi e magari, dio mio quanto mi costa immaginarlo, fare all’amore, vorrebbero uscire a fare due passi con il cane, vorrebbero vestirsi e andare a fare i clienti e non i commessi in un altro centro commerciale e vorrebbero, di domenica, stare appisolati e abbracciati sul divano e guardare un filmino davanti a una pizza e poi guardare il buio che prende a gomitate la luce e aspettare di ricominciare la settimana, dopo il riposo.

Ecco, ho pensato alle loro vite e al dispiacere che gli ha dato questa notizia. E io? E io invece cosa ho da perdere lavorando di domenica? Ho pensato al gusto amaro del mattino, ho pensato ai pranzi da solo davanti al televisore, su un tavolino piccolo, seduto sulla poltrona. Ho pensato ai piatti da pulire, da solo. Ho pensato al riposino, da solo, e al film da solo e poi alle ore passate in rete perché di là, nel mondo reale, sono solo e poi ho pensato all’amico che viene da solo, verso sera, a casa mia e alla cena in due e ai discorsi su quando (ma quando?) non saremo più soli e su quanto ci mancheranno quei momenti in due, tra amici più che trentenni un po’ sfigati e dolcemente delusi.

Ecco, ho pensato alla mia vita che ha questa forma e al fatto (sì, sì, ho pensato anche a questo) che di domenica si guadagna di più. E allora ho detto alla mia responsabile e alle mie colleghe ferite: “Io di domenica lavoro anche sempre, non mi importa”. E loro mi hanno guardato e hanno fatto un sorriso eloquente come a dire “che gusto ci provi a lavorare di domenica? A voler lavorare tutte le domeniche?”. Insomma, l’altro giorno è accaduto tutto questo e mi andava di raccontarvi come se la passano i commessi nel 2012, in tempo di crisi, governati da Mario Monti e da altri cosiddetti tecnici. Come se la passano? Se la passano che dipende dall’amore, che dipende da quanta gente sta in una cucina o su una poltrona e da quanti abbracci e baci accadono e avvengono nelle stanze di appartamenti in affitto o pagati con mutuo. Ecco come se la passano, i commessi, e Monti e le sue riforme c’entrano poco, pochissimo.

Adesso devo andare a lavorare. È domenica.

20 commenti:

  1. Non lavorare per troppe domeniche, altrimenti poi succede che ci prendi gusto e perdi tutto il tuo senso estetico.

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  2. Il mio senso estetico, se ma l'ho avuto, l'ho smarrito già nel mio primo giorno di lavoro.

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  3. Io, che ho la fortuna di stare a casa la domenica, evito come la peste di infilarmi in un negozio o un centro commerciale.

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  4. Lavoro anche io 3 domeniche su 4 ogni mese, da cinque anni a questa parte ormai (la mia è l'azienda che fa i mobili e li mette nei pacchi piatti). Non immagini quanto capisca tutto quello che scrivi sulla solitudine delle domeniche di libertà, desiderate, certo, ma spesso vuote delle cose di cui parli.

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  5. una domenica puoi pure venire trascinato dalla suocera o ti puoi stravaccare davanti alla tivù a vedere la tua squadra perdere in casa o puoi sostituire la badante di tua mamma che se ne va a spasso e magari pensare, cavolo almeno se stavo in libreria!

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  6. Questo post è molto bello.
    E mi ci sono ritrovato anche molto, nelle parti in cui parli delle domeniche da solo.
    Ma perché ti costa tanto immaginare le colleghe che fanno all'amore?

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  7. Mi costa perché, per me, sono esserini asessuati, i miei colleghi. Un po' come fossero parenti e quindi l'immaginazione si inceppa.

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    1. Dilla giusta va...

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    2. Io ho molta difficoltà a considerare le mie colleghe come esserini asessuati. :)

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  8. questo post è proprio bello, sì.

    io, in modo molto diverso, mi sento un po'come le tue colleghe, quando la domenica (magari una della due domeniche ogni mese e mezzo che il mio compagno è festivo) devo sedermi alla scrivania a fare cose di scuola e invece vorrei svaccarmi sul divano con lui o uscire a passeggiare insieme col cane.

    mi chiedo anche cosa pensi il proprietario d una piccola libreria, quello che non può permetetrsi di stare aperto tutte le domeniche.

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  9. In termini monetari non so se l'apertura domenicale converrà anche a un negozio di un centro commerciale. Magari adesso che siamo in un momento di sconti e svendite sì, ma in estate non so quanta gente avrà voglia di entrare in una libreria o un negozio di scarpe.

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    1. In estate per quanto ne so c'è molta gente che va nei centri commerciali di domenica, se non altro per godersi il freschino dell'aria condizionata e per non restare a casa con i figli, che un tempo si potevano mandar fuori a giocare, ma ora chi si fida più? così tutta la famiglia al centro commerciale, con tutto il tempo del mondo per guardare i libri, e le scarpe, e i giocattoli, e sognare di poter andare in vacanza... Quest'anno, con la crisi, intorno a Natale i centri commerciali qui erano più pieni del solito, e il supermercato ha esaurito subito i dolci e le delicatessen tipici delle feste: in vacanza e in viaggio e al ristorante la gente ora ci va meno, costa troppo, e allora con una frazione di quanto una volta spendevano fuori casa festeggiano alla grande in casa.

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  10. Io invece sono contento, in generale, dell'apertura dei servizi e dei negozi la domenica. Avere la libreria aperta di domenica per me a volte significa avere la possibilità di sfuggire alle mie domeniche opprimenti.

    E non capisco perché quelle belle e dolci immagini che hai creato, Disagiato, debbano per forza applicarsi alla domenica. Far l'amore il martedì è men bello?

    Mi viene da accalorarmi perché, per qualche strana ragione, io non sono mai riuscito ad adattarmi ai ritmi di vita della gente normale: non mi interessano particolarmente le festività se non per le vacanze che portano, a parte forse il Natale, mi piacerebbe andare in palestra di domenica (cosa qui da me praticamente impossibile), non mi interessa la gita fuori porta fatta quando la fanno tutti quanti (odio Pasquetta). Non mi interessa il pranzo domenicale in cui uno si deve sfondare di roba da mangiare.
    Non mi interessa la vacanza ad agosto (però da insegnante, qua è meglio che me ne stia zitto...).
    Men che meno mi interessa capodanno...

    Qualcuno lavorerà domenica e la sua giornata speciale sarà il mercoledì, o il giovedì o che so io. Amen.

    Veramente non riesco a capire quelli che perdono il ben dell'intelletto per la domenica, o per le feste comandate, o per il pranzo che deve esser in certo modo, o per l'orario che deve essere per forza quello e non un altro. Tutto ciò è solo tradizione, e non bisogno reale.

    Forse sono un grinch.

    Uqbal

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    1. Per far l'amore occorre non esser troppo stanchi e assediati dal sonno, e avere anche il tempo magari d'una passeggiata, di un cinema, chessò, di parlare insieme: di tempo insomma. Far l'amore è anche questo, mica solo una botta e poi via a russare. Inoltre: pensa che bello se la domenica libera di uno non coincide con quella dei suoi amici, o del suo compagno o compagna. E i bambini? Quando si gioca e si sta coi bambini se il tempo libero è così poco e magari lo si occupa a pulir casa, fare la spesa, stirare?
      L'idea dei negozi aperti la domenica non so se sia buona. Può darsi che sia comodo buttarsi nei centri commerciali perché non si sa immaginare niente di meglio o perché il resto della settimana non ci si riesce. Può darsi che serva a incrementare un po' i consumi, il che pare sia utile . Non so. E ,non sapendo, non avrei comunque niente da ridire, se solo servisse ad assumere più personale. Così invece non è.

      A.S.

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    2. A.S.

      Ma se la passeggiata i due se la fanno di martedì perché entrambi hanno dato la disponibilità a lavorare di domenica?

      Se quelli che lavorano in ufficio riposano la domenica e i negozianti riposano il mercoledi, o quando li pare a loro, in modo tale che tutti ci si venga incontro?

      Dobbiamo per forza farne un dramma? Non può mai cambiare nulla?

      Uqbal

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  11. nonostante tutto frank dice:16 gennaio 2012 18:16

    però tesoro... ad una certa età, bisogna anche smetterla di essere così tristi! eccheccazzo! ho letto da qualche parte che quel sapientone di einstein diceva: se uno non modifica mai nulla, è stupido che pretenda che cambi qualcosa! insomma muoviti o di certo non saranno gli altri a muoversi per te... che ti aspetti? che un bel giorno una ragazza proprio come la vuoi tu: a suo modo bella, intelligente, sensibile, comprensiva, spigliata, e perchè no, certe volte anche sexy... venga li da te in libreria e ti dica che si è innamorata di te, che erano mesi che ti spiava, che non aveva mai trovato il coraggio di dirtelo, e che vuole uscire con te? ok... poco probabile ma può accadere... insomma hai capito...

    impara a perdonarti, ripetere sempre gli stessi errori non è considerabile una forma di coerenza...

    se sbagli, perdonati, prova seriamente a cambiare, a darti delle regole, e se una volta sgarri, perdonati, imparerai a non sbagliare... ama te stesso prima degli altri... se tu ti ami, sicuramente troverai qualcuno che la pensa come te...

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  12. Ci si abitua a lavorare la Domenica... Provi un po' di piacere a essere di riposo magari il lunedi quando tutti sono tristi e vanno a lavorare.. E la busta paga si incrementa... di poco ma si incrementa...
    E andrà a finire che ti sposi una commessa proprio come è successo a me :-)

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    1. E ci fai anche un pupo, con la commessa ;)

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  13. @Uqbal: hai detto tutto quello che avrei voluto dire io, ma meglio :-) Siamo in Europa, comportiamoci da europei e smettiamola di essere attaccati al pranzo da mammà la domenica, godetevi la città coni suoi ritmi il giovedì che, poi, è anche meglio!

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  14. Io vivo da sola, sono sola... ma ti garantisco che preferisco decidere di starmene da sola sul divano o uscire a fare una passeggiata piuttosto che DOVER lavorare di domenica... la vita dura talmente poco, oggi ci sei doamni chi lo sa,che bisogna godersela appieno, poca o tanta vita sociale che una persona possa avere.. ritagliarsi degli spazi propri.. a lavorare per 800euro al mese ci vadano monti e compagni ─ classe1976

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)