venerdì 2 marzo 2012

Parlare chiaro, con competenza

del Disagiato

L’altra sera un economista di fama internazionale, Michele Boldrin, ha tappato la bocca, come nessuno ha mai fatto, a Roberto Cota. Quando Cota ha affermato "che la sanità americana è quella sanità dove se non hai la carta di credito non ti curano", Boldrin è intervenuto dicendo che è bene dire la verità e cioè dire che anche negli Stati Uniti esistono programmi assistenziali pubblici. Siccome non sono un economista e tantomeno un esperto di ospedali non insisto su questo argomento tanto distante e complicato. C’è in sala un dottore? C’è un esperto, di quelli veri, che nei commenti qui sotto ha voglia di dirci come stanno le cose negli Stati Uniti? Se sì, si faccia vanti, per favore. Volevo solo raccontarvi che mentre guardavo Ballarò, l’altra sera, ho fatto d’istinto un pensiero e cioè che ci vorrebbero in Italia mille Boldrin. Io, poi, non voglio per niente bene ai leghisti, quindi vedere Cota schiacciato dalla competenza di un italiano che vive in America ma che poi viene in Italia a spiegare la sanità non italiana ha dato al salotto di casa mia un’aria internazionale. Ero soddisfatto, non saprei dirla diversamente.

Però, ora, a mente lucida, ammetto che davanti alla televisione ero un po’ come mio padre, che ultimamente tifa in maniera scomposta per Di Pietro. Niente di male, solo che ho capito perché mio padre tifa per Di Pietro: perché dice le cose come stanno. Dire le cose come stanno significa, se ho capito bene, parlare chiaro, senza tanti fronzoli, avendo il coraggio di non utilizzare eufemismi e giri di parole, finendo per trionfare là dove ci sono i duelli televisivi. E siccome i dibattiti politici mio padre li segue in televisione, Di Pietro è diventato quello che “dice le cose come stanno” (Beppe Grillo non ha forse questa qualità?).

Però io sono anche dell’opinione che la televisione contribuisca molto a far fare bella figura a Boldrin (o a Di Pietro) e non a Cota (o a Ignazio La Russa, ad esempio). Con “televisione intendo dire il montaggio, le pause, le carrellate, i primi piani, i primissimi piani, gli interventi di altri attori, i piani continuati e anche gli spettatori in sala. Quando Cota ha cominciato a dire “la sanità americana è quella sanità dove se non hai la carta di credito…”, la telecamera ha inquadrato Floris mentre diceva serio e sorridente: “Se vedesse la faccia di Boldrin”.

Detto questo, in sala il pubblico ha cominciato ad agitarsi e così io a casa mia e, immagino, a casa loro pure mio padre sul divano e anche mia madre di là in camera da letto (mio padre e mia madre guardano lo stesso programma in stanze diverse e ogni tanto, soprattutto quando c’è Di Pietro in televisione, si urlano cose del tipo: “Hai sentito cosa significa parlare chiaro?!”). Dopo questa breve introduzione e qualche risata da parte del pubblico, Boldrin ha spiegato che negli Stati Uniti le cose non vanno così male come si dice. Troppe banalità, troppi luoghi comuni sulla sanità americana.

Marguerite Yourcenar diceva dei paesaggi riprodotti da Piranesi che “i calcoli sono esatti ma le proporzioni sbagliate” (M. Yourcenar, Con Beneficio d’inventario, La mente nera di Piranesi, Bompiani) per dire che nelle sue incisioni si vedeva quello che non si doveva vedere, che le prospettive inventate davano come risultato la sproporzione tra la statura umana e il monumento innalzato dall’uomo. L’accostamento è un po’ forzato ma anche la televisione riproduce la realtà sballandone le proporzioni, le prospettive: i calcoli sono esatti ma le proporzioni sbagliate.

Lo scopo è quello di convincerci di qualcosa, così come Piranesi falsava le geometrie, sempre secondo la Yourcenar, per “stagliare maestosamente” le sue case o chiese o fontane. L’altro giorno Boldrin aveva ragione a dire che sulla sanità americana si dicono un sacco di luoghi comuni ma è anche vero che la sanità americana non è da applauso. Siccome mi è venuto il dubbio che gli americani in fatto di sanità siano così virtuosi, ho fatto qualche banale ricerca in rete e ho letto che sì, che esistono programmi di assistenza pubblica, ma che questi programmi hanno mille limiti. Potete, ad esempio, farvi un’idea leggendo questo documento di qualche anno fa.

Magari Cota parlava sorretto da un luogo comune, però non ha fatto quella figuraccia come sembrava e non si meritava, e non si merita, i commenti sarcastici e le prese per il culo che ho letto in vari blog e giornali della rete (“capirai, è come mettere a parlare un chirurgo e un macellaio a parlare di medicina”, dice un commentatore sul Post). La televisione modella i suoi protagonisti e spesso anche noi che stiamo a guardare. E soprattutto fa vincere quelli che parlano chiaro e perdere quelli che non parlano chiaro. Vincono i buoni e perdono i cattivi, prevalgono i forti sui più deboli. E adesso mi fermo qui con i luoghi comuni.

10 commenti:

  1. Sai che c'è?
    Che Rai3 è Rai3, Rai2 Rai2 e Rai1 Rai1.
    Se le sono spartite all'inizio e nel tempo non è cambiato molto.
    Certo, dalla TV di stato si potrebbe aspettarsi di più...

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  2. Una mia collega si trovava negli Stati Uniti per lavoro, quindi dotata di regolare assicurazione sanitaria pagata dall'Ente pubblico di ricerca per il quale lavorava. Ha avuto un problema di salute ed ha dovuto operarsi urgentemente, un'operazione di routine ma ne andava della sua vita.
    Qualche mese fa le è arrivato a casa un conto da trentamila dollari o euro, non ricordo con esattezza, che la sua assicurazione si rifiutava di coprire. E stiamo parlando dell'assicurazione sanitaria di un prestigioso ente di ricerca noto in tutto il mondo.
    Per quel che può valere...non ha valore statistico, è solo un esempio. Però insomma, non che io voglia dar ragione a Cota, ma...quello, insomma, no?

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  3. Bel post. La superficialità dei dibattiti televisivi è assoluta. Giornalisti poco attenti, portano avanti una tesi (non è importante se questa sia imposta da una parte politica) e fanno di tutto per omettere, ridicolizzare o travisare quanto potrebbe contrastarla.

    T.

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  4. Secondo me, Boldrin e gli altri di NfA sulla sanità americana hanno una visione un po' distorta. Stranamente, perché vivono negli USA; non tanto stranamente, perché hanno stipendi da high-class, con tutti i benefit e le assicurazioni di rito.

    La santià americana è carissima, e se potessimo mettere a confronto gli scontrini emessi dalla regione Lombardia con le parcelle sanitarie USA, la Lombardia sarebbe un modello di super efficenza. Per non parlare del costo delle medicine: è ben noto che al confine con il Canada esiste un mercato nero piuttosto florido di medicinali comprati a basso prezzo in Canada e rivenduti a caro prezzo (ma sempre inferiore al prezzo di listino) negli USA. Infine, diversi economisti USA hanno addirittura elogiato il sistema sanitario cubano per la sua efficienza e il suo basso costo.

    Tra l'altro, nel loro libro sulla proprietà intellettuale che ho finito di leggere recentemente, Boldrin e Levine sembrano essere al corrente di questi problemi (ne parlano en passant nel capitolo sulle aziende farmaceutiche).

    Ma naturalmente, Boldrin è anche un istrione e nello specifico credo volesse semplicemente contestare l'idea che non esista alcuna assistenza pubblica negli USA (esiste), evitando di dire che in realtà funziona male, probabilmente per ragioni strumentali anti-Lega.

    Insomma, sulla sanità io Boldrin non lo starei a sentire più di tanto.

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  5. Boldrin mi ha fatto antipatia dall'inizio alla fine, quella sua aria da saputello è qualcosa di cui possiamo fare tranquillamente a meno... in generale Ballarò mi fa venire il nervoso, urlano troppo

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  6. Caro Disagiato,

    non guardo Ballarò ma immagino lo stile televisivo che tu hai descritto bene. Esiste, non intuisco bene sotto quale guida o supervisione (il presentatore-conduttore? Il regista? L'editore?) ma la supervisione esiste.

    Oltre Di Pietro anche Beppe Grillo, soprattutto Beppe Grillo dice e scrive le cose come stanno con parole semplici, documentate (cosa importante la documentazione, non credi anche tu?) ed aperte al dibattito (online).

    Perchè Di Pietro è conosciuto dai tuoi genitori e Beppe Grillo no? Semplice: il primo va in TV spesso, invitato privilegiato, il secondo non viene mai invitato e viene conosciuto soltanto dagli utenti di Internet tramite il suo blog personale.

    Non sarebbe neanche da ignorare il fatto che delle pagine web sul blog di Beppe Grillo a volte i giornali quotidiani estrapolano e scelgono periodi e frasi "ad arte", ho notato personalmente che lo fanno in modo particolare per attaccarlo e per denigrarlo agli occhi di quegli italiani ancora sprovvisti di connessione Internet (per verificare di persona l'oggetto del discutere direttamente sul sito web di Grillo) oppure perchè ancora sprovveduti (saranno ancora parecchi, che ne pensi?).

    E questo quando in Italia, retaggio dei recenti governi trascorsi e non ancora digeriti, la carta stampata è ancora soggetta e "indirizzata" (!) dal finanziamento pubblico dell'editoria.

    Guai a strillare contro corrente o come non vuole il governo: si rischierebbe il taglio di questi finanziamenti pubblici (vedi il caso del "Manifesto"). Che poi a ben vedere non sono del governo di turno ma di noi cittadini italiani. Sono le nostre tasse.

    Marco

    P.S.
    Mi fa piacere ricordare una bella eccezione alla regola del finanziamento pubblico dei giornali, l'eccezione del giornale "Il Fatto Quotidiano". Bravi i giornalisti che ci lavorano e che a suo tempo hanno scelto la loro libertà di pensiero e di espressione.

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  7. nonostante tutto frank ha detto:2 marzo 2012 21:36

    senti tesoro... sarà come dici tu e tutto... però abbiamo avuto berlusconi per vent'anni... e cota è un coglione... non mi sembra che ste carrellate stiano funzionando molto bene... deve continuare così c'è bisogno di cambiamento! e secondo me la lega e il pdl sono composti da deficienti ed è giusto prenderli per il culo... e poi non hanno fatto un cazzo per 20 anni! io voglio il federalismo e il ponte sullo stretto, dove cazzo sono?

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  8. nonostante tutto frank ha detto:2 marzo 2012 21:39

    la lega vuole la secessione padania - terronia? che si muova! questi non fanno niente! neanche le cazzate che dicono di voler fare... e cota lo ha detto solo per sentito dire e ha la cravatta verde...

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  9. ci andavo spesso in Usa , sempre con l'assicurazione sanitaria .
    c'è una assistenza di base pubblica dove non paghi se sei nullatenente, cioè non ti lasciano morire se la tua appendicite sta per andare in peritonite , ma il conto te lo presentano lo stesso . Se sei americano conta la tua incapienza , se sei straniero penso che ti mandino il conto a casa.dai mie contatti con americani mi dicono che l'assicurazione sanitaria costa mensilmente 300-400$ mensili, meno delle nostre deduzioni che abbiamo sugli stipendi.Il costo dalto dello specialista è dovuto alla facilità di ottenere risarcimenti dal professionista . Anzeige

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  10. Io nell'USA ho un pezzo di famiglia - dai tempi dei padri pellegrini. E, beh, molto banalmente, non si può parlare della sanità senza inserirla in un sistema più ampio (che non è il nostro; e non lo è per ragioni storiche, sociali ed economiche, non per caso). E questo sistema può o meno piacere (a me no, per esempio, a mia zia, americana, nemmeno; a mio zio, americano, sì). Ma va capito prima di fare esempi che se no sono rimasti alla coca-cola, al chewing gum e alla carne in scatola di guerresca memoria. Questo voleva dire Boldrin. Questo non sa Cota (e molti altri con lui) in Italia.

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(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)