sabato 17 marzo 2012

il segnapagine del 17.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Paolo Attivissimo, A proposito di Kony 2012: A prima vista sembra un trionfo per l'attivismo via Internet: ora tutti sanno chi è Joseph Kony e molti premono affinché qualcuno ponga fine alle sue crudeltà. Ma esaminando le attività e i rendiconti pubblici della Invisible Children, Inc., l'organizzazione che ha realizzato il video, emergono dei dati che legittimano qualche interrogativo.
Barabba, Nel mio mondo perfetto (14): Nel mio mondo perfetto, i sistemi operativi non si aggiornano più, il gran capo dei sistemi operativi rilascia una conferenza stampa mondiale in cui dice ecco qua, da questo momento in poi non c'è più bisogno di aggiornare il sistema operativo...
What is left?, Clini, gli Ogm e il leghismo di sinistra: Bisognerebbe cominciare, intanto, a sfatare alcuni miti: nelle colture biologiche non si usano agrofarmaci. Sarebbe bello, ma gli insetti purtroppo non sanno leggere, non dicono: questo campo è biologico, attacchiamo quello convenzionale. Si usano allora altri agrofarmaci, detti tradizionali. 
Diritto di cronaca, Arriva l'open Miur: Quasi si stenta a crederlo, ma il ministero dell’Istruzione è diventato all’improvviso uno dei ministeri più trendy in Occidente. Da ieri sono in rete buona parte delle informazioni presente nella sua banca dati. 

Il buon senso

del Disagiato

Allora, dobbiamo metterci d’accordo (e magari in queste ore qualcuno ci ha già provato) su una cosa che non dico che sia importante, però, insomma, è utile mettere in chiaro e via dicendo. Una persona che dichiara di aver fatto una cosa “tanto per fare”, è una persona non molto intelligente. Perché stai facendo le flessioni con una cannuccia in bocca? Così, tanto per fare. Ecco, a voi, questa, sembra una risposta intelligente? No, non è una risposta intelligente e se qualcuno non è d’accordo, beh, esca pure da questa stanza. Io mi riferisco alla risposta che Casini ieri ha dato al pubblico di Otto e Mezzo. Perché quella fotografia di gruppo, durante un vertice, su Twitter? Per rassicurare qualcuno? “L’intento era assolutamente nessuno…era solo uno scherzo, l’ho pubblicata su Twitter solo perché uso Twitter”, ha risposto Casini e la risposta puzza molto di più dell’espressione “tanto per fare”. Ecco, quella di Casini non è stata una buona risposta. È la risposta di una persona non adatta a fare politica e nemmeno a vendere libri o insalata (attività che richiedono un pizzico di criterio).


E poi, quando si sta facendo una cosa qualsiasi, è bene non distrarsi. Se sto per partecipare a un vertice importante (molto importante o poco importante, fate voi) è bene non pensare a Twitter e alle fotografie da pubblicare. Questa cosa di pubblicare fotografie e di parlare con i cittadini non si chiama comunicazione ma distrazione. 

venerdì 16 marzo 2012

il segnapagine del 16.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

ilNichilista, Del determinismo tecnologico di Michele Serra: Ma la riflessione di Serra, corretta nell’individuazione dei sintomi, sbaglia diagnosi. E la sbaglia perché viziata da un difetto all’origine: l’idea che sia il mezzo a generare necessariamente quel linguaggio di contrapposizione binaria, un po’ urlato e un po’ lapidario, che impedisce un confronto costruttivo.
Ufficio reclami, Ragionevoli contratti a progetto: Devo dire che sul co.co.pro. ho sempre avuto in mente una serie di aggettivi abbastanza nutrita, ma ragionevole non mi era ancora passato per l’anticamera del cervello.
Che cosa ci faccio io qui?, La Grecia della crisi scopre la solidarietà: Molti in questo periodo avranno menzionato il fatto che la parola crisi, peraltro di origine greca, può avere due significati: quello più negativo che conosciamo tutti e quello più etimologico di ‘giudizio’, inteso come momento in cui si mette sotto esame la nostra coscienza per emergere da una situazione difficile.
L'Orizzonte degli Eventi, Viva la pappa col pomodoro: Anche da queste piccole cose si può toccare con mano la crisi. Dalle fragranti e deliziose briosche di Maria Antonietta siamo passati alla squallida pasta al pomodoro della Fornero. Magari quella orrenda, scotta, senza olio e con il pomodoro in tracce che ti davano le monache a scuola.

cose da fare

di lo Scorfano


Avrei soprattutto da salutare qualche persona, prima. Alcuni amici, che sono pochi ma preziosi, per esempio; che sono quei pochi incontri per cui davvero è valsa la pena di arrivare fino a qui, fino a oggi; e dovrei anche ringraziarli, molti di loro: grazie di tutto; e poi naturalmente anche la mamma e il papà, che sono sempre lì nella loro casa ligure, che aspettano. Ma avrei ovviamente da dare anche un ultimo bacio ai miei due nipotini (e quindi due baci, per l'esattezza), nati nell'era sbagliata; e alla loro madre, che è la mia sorella che una volta era piccola, insieme a me, e dormivamo nella stanza. E avrei da stringere qualche mano, anche, non per amicizia ma soltanto per rispetto: che non è comunque poco, in giorni come questi. E poi vorrei rivedere per un minuto ancora un luogo, che solo io so quale sia, un terrazzo, un punto di vista da cui ho visto il mondo, da ragazzo, per le mie prime volte. E poi basta, però: il tempo è poco.

giovedì 15 marzo 2012

il segnapagine del 15.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato


Phastidio, Un futuro assai poco sostenibile: Rutelli avrà modo di spiegare questi soldi, che con alta probabilità ci farà sapere la sua fondazione ha ricevuto “a sua insaputa”, visto che lui non si occupa di contabilità ma vola nei cieli rarefatti dell’alta politica.
Galatea, Nozze gay e sceneggiatori mancati: Quando mi imbatto in queste meravigliose perle nei commenti de Il Giornale, ovvero il cittadino preoccupato che i conviventi omosessuali possano avere la pensione di reversibilità del coniuge (come chi è regolarmente sposato) e per giustificare la sua omofobia la maschera da giustificato terrore...
Matteo Grimaldi, Mafalda per L'Aquila: L’appello è di dedicare quotidianamente uno spazio, anche piccolo, a quanto resta da fare e a quanto è stato fatto e si farà a L’Aquila. Una riflessione, un pensiero, una sensazione che sia una piccola luce su questa città, che rischia di piombare nel luogo dei pensieri tristi dimenticati.
Diritto di cronaca, Gite: sono superate, dice l'esperto: La verità è che le gite scolastiche rispondono ad un’esigenza che non è più così avvertita, quella di viaggiare. Quando furono istituite si rivolgevano a studenti che in gran parte non avevano mai lasciato la loro città o il loro paese. Ora tutti hanno visto tutto. O, almeno così credono.

buone fedi e supporti

di lo Scorfano


Entro in ritardo, e con pochissimo entusiasmo, nel merito del dibattito sulla Commedia dantesca e sulla necessità di leggerla (parzialmente) nelle scuole italiane, scatenato dalle considerazioni di Gherush92, organizzazione che riunisce un gruppo (non molto meglio identificabile) di «ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti», secondo i quali la lettura del poema dantesco andrebbe eliminata dalle indicazioni ministeriali in quanto si tratterebbe di un'opera razzista, omofoba, antiebraica e islamofoba.

Ecco, entro malvolentieri in questo dibattito perché immagino che le motivazioni di Gherush92 e dei suoi dirigenti siano perlopiù legate alla necessità (umana e comprensibile: la carne è debole così come il portafoglio, in genere) di farsi un po' di pubblicità a buon mercato.

mercoledì 14 marzo 2012

il segnapagine del 14.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato


Nonunacosaseria, Davvero, è andata così: Per motivi sui quali non mi dilungherò, ho avuto il privilegio di assistere a una prima riunione di candidati al consiglio comunale di una lista politica della mia città. Ci sono quelli che vorrebbero una brochure elettorale piegata in due anziché in tre e su carta opaca anziché lucida...
Chris Hedges, Perché gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico: Il superamento di test a scelta multipla celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. 
Minnelisapolis, Perché: perché stare su un bus con i tuoi alunni, con i tuoi ragazzi tu lo sai com’è. Sai che se è il ritorno, dormono, hanno le cuffiette dell’Ipod, mandano sms e come non stavano nella pelle all’andata ora non vedono l’ora di essere a casa, perché non c’è gita scolastica che non abbia il gusto del ritorno dai genitori per loro, ai noti corridoi, per noi.
Alberto Cane, Gettone di presenza: Nemmeno il casco si è tolto mercoledì scorso il consigliere Pdl al Comune di Genova Aldo Praticò. È entrato in commissione ed è uscito dopo un minuto. Tanto tempo è bastato per incassare 97 euro e 61 centesimi netti come gettone di presenza.

la notizia

di lo Scorfano


È successo (ecco la notizia) che oggi, come tutti gli altri giorni di tutte le settimane del resto dell'anno scolastico, sono andato in laboratorio di chimica a fare lezione (con la gentile complicità del collega di chimica, a dire il vero: senza la quale tutto il mio progetto salterebbe e non se ne parlerebbe nemmeno più, di fare lezione lì). Ma insomma (ecco la notizia) oggi io, che sono il prof di italiano e latino, sono andato a fare lezione nel laboratorio di chimica, perché solo in quel laboratorio abbiamo una Lim, che è una lavagna multimediale e che è quello che mi serve quando faccio lezione di geografia.

Perché (come vi avevo già raccontato l'anno scorso) per fare geografia a me serve una connessione all'internet; perché mi servono le immagini e il web è pieno di immagini; e Google mi trova tutte le immagini che voglio, quando le voglio; e in più c'è anche Google maps, che mi fa andare in giro nei posti che sto spiegando proprio come se fossi nei posti che sto spiegando: e allora io prendo i miei alunni e li porto un po' in giro per le strade di Parigi (visto che è di Parigi che stiamo parlando, in questi giorni: è questa la notizia), e li porto a vedere rue Sufflot, che mi piace tanto, e l'isola di Saint-Louis in mezzo al fiume, e i giardini del Lussemburgo, e il Beaubourg, e naturalmente Place des Vosges, che è una delle piazze più belle del mondo, e tutto questo, insomma, posso farlo solo perché nel laboratorio di chimica e c'è la Lim, e c'è la connessione, e c'è Google maps. E mi pare che funzioni, e lo faccio da un paio di anni ormai (anche se nessuno lo sa e a nessuno importa niente che io lo faccia, ovviamente).

martedì 13 marzo 2012

il segnapagine del 13.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Piovono rane, Lo psicodarwinismo del ministro Fornero: Al contrario di molti altri oppositori del governo Monti, io sono convinto che il ministro Fornero non agisca per conto di nessuna lobby occulta e di nessun potere economico. Agisce, palesemente, per conto di se stessa.
Phastidio, Amerikani d’Italia, fate un respiro profondo: Superfluo però segnalare che questa presa di posizione ha già scatenato la muta di piccoli e grandi fan, quel sottoprodotto tipicamente da social network che ama fare il liberista con i guai e le tasse altrui. Quindi, cari amerikani d’Italia, rilassatevi: il paese è comunque ben avviato verso un processo di vietnamizzazione: indietro non si torna.
La bionda prof, Insegnante coach?: Agli insegnanti oggi viene chiesto di essere tante cose: docenti, quindi esperti nelle loro materie; educatori, quindi capaci di educare e trasmettere valori; un po’ psicologi e quindi empatici nei confronti degli alunni, attenti ai loro problemi dell’infanzia, della preadolescenza e dell’adolescenza; entusiasti e carismatici, quindi un po’ intrattenitori e animatori...

falliti incontri

di lo Scorfano


Oggi finisco in aula magna, con la mia classe prima, a sentire una «lezione» su un argomento del tutto marginale rispetto al nostro curriculum scolastico, ma che dovrebbe avere molto a che fare con la loro (e forse anche mia) coscienza civica, ambientale, ecologica e cose del genere. Finisco quindi in aula magna a sentire un signore che ci parlerà di una di queste cose e, di buon umore, mi siedo vicino ai miei primini, per evitare che parlino troppo e si facciano notare da quel signore coscienzioso.

Il signore comincia quasi subito a parlare. Ma parla poco, e fa invece passare sul megaschermo un video che sta su YouTube e che dovrebbe subito illuminarci sulla sua teoria; solo che lui non è capace ad alzare il volume del video su YouTube e quindi noi non sentiamo quasi niente, e i ragazzi cominciano a ridere un sacco, finché qualcuno dalle prime file si alza e va sul palco e prende in mano il mouse e alza il volume del video su YouTube, e sono intanto passati 3 minuti e mezzo in cui il video è stato incomprensibile. Poi il signore mette su un altro video, di nuovo preso da YouTube. Ma è un video in danese, lingua a noi tutti ignota. Lui se ne rende conto, e infatti dice al microfono: «Strano, ieri c'erano i sottotitoli...» Io penso che boh, saranno scappati i sottotitoli, nel frattempo.

lunedì 12 marzo 2012

il segnapagine del 12.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato


Pane Liquido, una fotografia: Secondo, me questa, è la foto che più rappresenta la tragedia avvenuta in Giappone l’11 marzo 2011. Morirono 20.000 persone. tantissimi bambini. ma, misteriosamente, si parla, a parte rare eccezioni,  solo di centrali nucleari e ricostruzione. sembra che queste vittime non meritino di essere ricordate.
Dis.amb.iguando, Perché Carfagna batte Costamagna 5 a 0: Il duello fra Luisella Costamagna e Mara Carfagna andato in onda nella prima puntata di «Robinson», il nuovo programma su Rai 3 il venerdì sera, è già rimbalzato qualche centinaio di migliaia di volte su internet. 
Leonardo, Le "nozze gay" che dividono il Pd: Chi scrive è abbastanza convinto che al matrimonio omosessuale ci si arriverà. Se l’Italia riuscirà a restare agganciata alle economie e alle società più avanzate, non c’è motivo perché quello che è successo in Spagna non avvenga anche da noi. Non è tanto un problema di “se”, quanto un problema di “quando”.

La condizione umana

del Disagiato

Marzia è la collega con la quale vado più d’accordo. Certo, ogni tanto anche lei dà di quelle risposte che verrebbe voglia di chiarire un attimo le cose ma io, che ho guardato parecchie partite di calcio, ho capito benissimo che la sua si chiama “foga agonistica”. E poi, per colpa della gente maleducata e dei libri stupidi da mettere sullo scaffale, pure io ogni tanto sono troppo nervoso per non sbroccare e consegnare al pubblico e ai colleghi cattive risposte. Però Marzia, non contando questi rari momenti di nervosismo, è gentile, disponibile, lucida, pacata e riflessiva. Se un cliente la raggiunge e le parla con prepotenza, lei sorride a se stessa e poi mette avanti la gentilezza e l’autocontrollo. Ad esempio, se un cliente va da lei e le dice “Ehi tu, dimmi subito dove si trova l’ultimo libro di Gramellini”, lei si ferma, fissa il cliente per un secondo o due e poi dice una cosa che io non sono mai riuscito a dire in questi casi: “Vado subito a prenderlo”. Ecco, Marzia è così: pacata. Non come me o l’altra mia collega Alessandra che andiamo subito fuori strada.

Poi lei, Marzia, è molto gentile anche con noi e questo è quello che conta. Avete mai avuto colleghi stronzi che vi rendono la vita un inferno? Ecco, avere una collega così gentile ti fa venir voglia di andare in libreria e vendere libri e parlare con i clienti e allestire una vetrina. Tanto gli angoli spigolosi della fatica verranno smussati dall’assenza di tensioni e discussioni. Una gentilezza, la sua, mai ostentata e mai esibita, una gentilezza che nulla vuole in cambio e soprattutto, ecco il capolavoro, una gentilezza democratica e cioè visibile sia ai colleghi (a parte i rari momenti di cui vi parlavo prima e che capitano a tutti) sia ai superiori.

domenica 11 marzo 2012

il segnapagine dell'11.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

SacherFire, Come l'anagrafe aiuta il matrimonio gay: C'erano già state delle consultazioni e i trend erano chiari: a poco a poco i favorevoli al matrimonio gay diventavano sempre di più in tutte le categorie che gli statistici tenevano sotto osservazione. Ecco, ora ci siamo. La svolta c'è stata. 
Tinni, Speck fuori forno: forse ciascuno sta su questa terra per pulire un centimetro, toh, al massimo un mezzo metro di strada, con una scopa di saggina, lungo un viale eterno ed infinito che porta chissà dove. E uno ha la massima libertà di pulirlo come gli pare, questo pezzetto di viale...

priorità

di lo Scorfano


E però, insomma, dovete anche ascoltarmi un po' di più, secondo me. Perché a volte io ho l'impressione che quando venite a sentirmi parlare dei vostri figli non mi ascoltiate davvero, non come secondo me dovreste, non come vorrei che faceste, non come io credo sarebbe assolutamente il caso che voi ascoltaste.

E quindi, per esempio, quando io esordisco dicendo: «Vostro figlio [o vostra figlia] è davvero un ragazzo gentile , educato, molto piacevole, rispettoso sia con i compagni sia con me...» Ecco, questa frase voi dovreste tenerla da conto e averla come preziosa, secondo me. Perché io mica la dico a tutti, tanto per cominciare.

sabato 10 marzo 2012

il segnapagine del 10.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Radio Free Mouth, L'orologio di Svidrigailov: In "Delitto e castigo" di Fedor M. Dostoevskij c'è un personaggio che si chiama Arkadi Ivànovic Svidrigailov. Durante un suo colloquio con Raskòlnikov, accenna a un orologio che aveva in sala da pranzo, e che doveva caricare ogni settimana, e così aveva fatto per ben sette anni.
Crescere creativamente, Come si faceva quando non c'erano le app: C'è stato un tempo, e c'è ancora in qualche luogo della terra, in cui non c'erano le app. App sta per applicazione,  una volta installata sullo smartphone, a metà tra un giochino e un programma, ci insegna a fare qualcosa o semplicemente a pianificare, calcolare, trovare e geolocalizzare.
Tempo reale, Liberate i marò indiani: Mi domando: se due soldati indiani a bordo di un mercantile avessero ammazzato due pescatori italiani al largo delle coste del Tirreno, quelli che oggi strepitano per la liberazione dei nostri fucilieri di Marina farebbero casino, titoli e volantinaggio per chiederne la riconsegna immediata alle autorità Indiane? L’India non è il Far West.

Ricordati che sei fragile

del Disagiato

In rete uno ci va anche per imparare e informarsi. Mia madre, da poco, ha cominciato a muovere i suoi primi passi sul (o nel) web e quando l’altro giorno la guardavo un po’ impacciata davanti allo schermo, con il mouse che si muoveva a scatti, lei mi ha detto: “Mi sembra che ci siano più cose qui che in televisione”. E in effetti ci sono più cose qui che là: “In rete ci sono moltissime idee”, ho confermato con il tono di quello che la sa lunga. Lo sapete anche voi, ecchevelodicoaffare, ma là dove ci stanno tanti blog (tantissimi a dir la verità), tanti giornali, tanti siti, tante zone dove si può fare comunella e via dicendo, si impara ad ascoltare le opinioni e a volte anche a dirle. Di una vicenda ecco il suono di mille bocche e poi mille angolazioni, inquadrature, sfumature e “però” e “a ben vedere” e “secondo me”. 

Ci si impiglia, appunto. Questi i motivi che hanno portato mia madre e mio padre davanti a uno schermo: per saperne di più o per rimanere impigliati nella rete e sentirsi coinvolti da qualcosa. E io ci sto tante ore, con il mouse in mano, per gli stessi apprezzabili motivi, anche se la cosa che mi secca di più è quella che leggendo tante parole e virgole e numeri mi viene da concentrarmi poco su una cosa soltanto e finisce che so tutto ma solo quello (“tu che sai tutto ma solo quello” me lo diceva sempre il mio professore di italiano, alle superiori).

venerdì 9 marzo 2012

il segnapagine del 9.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Alberto Cane, Mosca, caccia senza tregua alle Pussy Riot: Le stanno cercando nei licei, nelle sale da ballo, nei piano bar di Mosca. Ma l'impresa è ardua perché i loro identikit son del tutto vaghi. Giovanissime, musiciste, attrici, amano il linguaggio scurrile. Si fanno chiamare "Pussy Riot" (eh, eh) e sono già famose dalla Siberia agli Urali e ai Carpazi per merito dei filmati su youtube. 
La versione di Bisax, Il popolo della riverginità: Hai passato anni a ingoiare tranquillamente ministri che rispondevano ai giornalisti con rutti e scorregge, o mostrando il dito medio, hai sostenuto un governo che spergiurava che Rubyrubacuori fosse la nipote di Mubarak, hai finto di non sentire quando il tuo presidente del consiglio dichiarava che Vittorio Mangano è stato un eroe...
Aciribiceci, Decalogo luddista: La modernità, gli e-book, mia zia? Va bene. Qua di seguito c’è un elenco in dieci punti. Dieci innovazioni parzialmente o totalmente fallimentari. Dieci migliorie che si sono rivelate solo pseudo migliorie. Alcune inutili, altre fastidiose, altre ancora che sarebbe necessario perfezionare.
Andrea Cortellessa, Ma dobbiamo continuare: Era superstizioso, Elio. I suoi amici lo sapevano bene, ed evitavano di sfidare la sua collera leggendaria. C’è anche chi fra loro – come a ironicamente sancire un discepolato “segreto” – ha mutuato una sua superstizione a rovescio: impostando la sua opera proprio su quel numero, otto, che Elio chissà perché evitava come la morte.

La crisi delle sinistre

del Disagiato

Solo poche righe per dire che ieri ho letto un articolo di Francesco Piccolo in cui si dice che il Pd ha nella sua pancia tante contraddizioni e che queste contraddizioni spesso vengono a galla prima, dopo e durante le primarie. Ad esempio, dice Piccolo, dalle sedi di partito vediamo che escono sia riformisti che tradizionalisti. Come si fa ad avere una direzione politica nonostante gli attriti? E poi: il principale partito di sinistra italiano non ha ancora chiarito ai cittadini le sue intenzioni. Anzi, le primarie, che dovrebbero essere uno strumento democratico (per raggiungere una buona democrazia), dimostrano di essere solo un ostacolo in mezzo ad altri ostacoli, una complicazione in mezzo ad altre complicazioni. Sia chiaro che sto riassumendo in modo frettoloso e rozzo e quindi, se ancora non l’avete fatto, provate a leggerlo anche voi questo articolo.

Mi andava solo di dire che quando oggi, via Rotta a Sud Ovest, ho letto un articolo sulla crisi della sinistra spagnola, mi è venuto da ritornare con il pensiero a Francesco Piccolo e ai problemi della nostra sinistra. Forse, mi sono detto, non è in crisi la sinistra italiana ma la sinistra in generale, forse il problema non sta nelle persone che dovrebbero sostenere certe idee di sinistra ma nelle idee stesse di sinistra. Magari la gente certe cose che vengono dette di sinistra non le vuole più. Vuole altre cose.

feticisti dell'era digitale

di lo Scorfano


I miei alunni sono feticisti. Anzi no, mi devo correggere: i miei alunni di quarta, quasi diciottenni, sono feticisti. O forse, ancora meglio, dovrei dire che alcuni miei alunni di quarta sono feticisti, e cioè quelli che ieri hanno parlato e si sono opposti con inattesa e scandalizzata energia ai miei comportamenti disdicevoli, mentre gli altri tacevano. Però chi tace acconsente, si sa; e i tacenti acconsentivano chiaramente, secondo me, ai loro coetanei; per cui, mi tocca ammetterlo, i miei alunni di quarta sono feticisti. E mai vocabolo fu usato in modo più appropriato.

Ma ricomincio con ordine, abbiate pazienza. Da un po' di tempo in qua, infatti, io faccio letteralmente a pezzi i libri. (Per ora solo quelli scolastici, ma in futuro non so, tutto è possibile.)

giovedì 8 marzo 2012

il segnapagine dell'8.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Laflauta, Non fatemi gli auguri: Non fatemi gli auguri. Non regalatemi mimose. Non invitatemi a spogliarelli. Non chiedetemi di uscire nella bolgia delle reunion fra donne, nelle quali comportarsi da invasate o peggio, ritrovarsi a mangiare una pizza, festeggiare, festeggiare che cosa mi è ignoto, e alla fine annoiarsi, e parlare (ovviamente) di uomini. 
ilNichilista, Twitter, il nuovo iPad e la distopia: C’è qualcosa di profondamente distopico nel flusso incessante di tweet che ha accompagnato la presentazione del nuovo iPad. Quelle parole tutte uguali, ridondanti. Le stesse specifiche ripetute ancora e ancora.
Michela Murgia, Riprenditi tre parole: È a forza di chiamarlo “festa della donna” che si è cominciato a credere che nel nascere femmine ci fosse motivo di brindisi, finendo per dimenticare che se quella giornata esiste è casomai per la ragione opposta: ricordare a tutti che per molte donne essere donna ancora oggi significa tutto tranne che una festa.
Paolo Maria Giacomini, Su Twitter Tried&Tested: Quando stai scrivendo un messaggio su Twitter c'è un contatore che ti dice quanti caratteri ti restano prima della fine. E un po' di ansia te la mette. Diciamocelo. Su Twitter quando hai terminato di scrivere un messaggio il punto alla fine non ci sta mai dentro. È regola che succeda. Ed anche sfiga.