giovedì 8 marzo 2012

La gentilezza di chi comanda

del Disagiato

La nostra responsabile, in libreria, ha un brutto vizio e questo vizio è quello di chiedere favori. Intendiamoci, io di favori in vita mia ne ho chiesti mille e altri mille ne chiederò ma...ci sono favori e favori. Lei, ad esempio, telefona in negozio da casa sua e chiede con gentilezza, e talvolta dolcezza, a chi risponde (a me o alle mie colleghe, quindi) se possiamo uscire dal negozio per andare a farle una ricarica telefonica da quindici euro. La prima volta che ha chiamato per questo motivo, ha risposto la mia collega Alessandra che subito dopo è venuta da me per dirmi che la nostra responsabile è pazza (non ha detto proprio pazza, ma una cosa che significa pazza). 

“Perché pazza?”, ho chiesto io. “Perché ha chiamato per chiederci se andiamo a farle una ricarica telefonica. Pazzesco, non trovi?”. E in effetti è una cosa pazzesca. Perché la nostra responsabile non alza il suo culo per farsi la ricarica del telefono? Secondo me perché in questi anni l’abbiamo viziata. Ma c’è dell’altro.

mercoledì 7 marzo 2012

il segnapagine del 7.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

A little less conversation, Requiem per un impermeabile: Ci si sono estinti gli esibizionisti. Li abbiamo estinti come il pettirosso nero del madagascar, come la foca proboscidata del guatemala, li abbiamo estinti senza spenderci una lacrima, senza rivolgere loro neanche un pensiero. Gli esibizionisti quelli dell'impermeabile, quelli che te lo facevano vedere nella stradina dietro il supermercato...
Alberto Cane, La Padania tratta da imbecilli i suoi lettori: Lo sapete tutti. Il leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, è indagato per corruzione. Sono ormai quattro (su cinque) arrestati o indagati i componenti di quel consiglio; e il quinto, anche se magari onestissimo, si sta toccando gli attributi, perché non si sa mai.
Alcuni aneddoti dal mio futuro, Meglio di Alberoni: L’amicizia non è quella cosa che pensi ad un altro, ma è pensare a te stesso che non puoi fare a meno di quell’altro lì. E non l’ho trovato stampato nell’incarto di un cioccolatino, è proprio roba mia. Giuro.
Lo Sciacqualingua, Complemento predicativo o di modo?: l’italiano, come tantissime altre lingue, possiede verbi copulativi e verbi che, pur essendo di norma predicativi (e cioè di senso compiuto), possono essere usati copulativamente. In espressioni come “andare fallito” o “andare lungo” il verbo “andare” svolge, per l’appunto, mansioni copulative.

calci

di lo Scorfano


Sono fuori a pranzo con un mio ex alunno e parliamo un po' di scuola e della sua università. Tra le tante cose che lui racconta e le poche che gli racconto io, due mi rimangono ben impresse, mentre torno a casa dopo averlo salutato.

La prima riguarda alcuni suoi amici, ragazzi che studiano con lui in un'università che non è molto vicina a dove abito io ora. Lui studia fisica, loro studiano lettere o filosofia. Lui mi dice: «Sono ragazzi in gamba, ma alcune cose non le capisco: a volte studiano solo tre giorni, per un intero esame, e poi prendono 30 e lode. E io davvero non capisco come si possa... Anche lei studiava così poco?» «No, io studiavo molto, moltissimo, pure troppo. Probabilmente ero un cretino, infatti.»

La seconda cosa che mi racconta, e che non riesco a togliermi dalla testa, è questa.

martedì 6 marzo 2012

il segnapagine del 6.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Phastidio, Il ritorno di antichi valori: Come ci informa Ansa, Fiat e Fiat Industrial puntano a tenersi stretto Sergio Marchionne, amministratore delegato della prima e presidente della seconda, con un piano di assegnazione di azioni gratuite nel prossimo triennio che – ai valori attuali dei due titoli – vale circa 50 milioni di euro.
La linea d'Hombre, Equitalia s'è desta: Son pronto alla morte, Equitalia chiamò. Ogni volta che dall’Agenzia delle Entrate mi fanno un accertamento fiscale, a me, impiegato e con ben poco da dichiarare e/o tentare di evadere, resto basito. 
Antonio Menna, Chi non si rassegna è ottuso: Mi dicono che un libro debba contenere una speranza, sempre. Altrimenti a che serve? Io penso che un libro possa anche, semplicemente, disperarti. Del resto, svuotarsi di inutili speranze è una bonifica. Una pulizia necessaria. Quante inutili speranze coltiviamo in questo chiacchiericcio ostinato sulla salvezza del sud?
Ludik, E si farà l'amore ognuno come gli va: Forse solo Dio, o chi per lui, può salvarci dalla nostra mania di dovere giudicare tutti, i vivi e i morti. E di dover accendere dibattiti inutili sulla vita delle persone, per poi spegnerli nel giro di pochi giorni, con scarsa memoria e zero risultati.

Il valore (magari religioso) della domenica

del Disagiato

Fuori dal centro commerciale, l’altro ieri, alcuni signori della Cgil distribuivano volantini per dire ad alta voce che i centri, la domenica, devono rimanere chiusi. Sono rimasto sorpreso, non lo nego, perché da queste parti i sindacati non si sono mai visti e solo più tardi scoprirò che erano lì, quei signori, per un’iniziativa ben più estesa e pubblicizzata. Ma va bene ugualmente, meglio di niente. Il volantino, come sta scritto nell'articolo dell'Avvenire, chiedeva ai cittadini di compiere opera di boicottaggio non acquistando alcun tipo di merce.

La protesta dei lavoratori italiani è rivolta, in modo particolare, a contrastare una norma contenuta nel decreto “Salva Italia” del governo Monti. Nello specifico, l’articolo 31 prevede la possibilità di tenere aperti negozi e supermercati 24 ore su 24 e sette giorni la settimana. Un provvedimento che, secondo Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil «non contribuirà ad aumentare né i consumi né l’occupazione nel settore».

Siccome i negozi sono in crisi, i titolari non possono permettersi di assumere altro personale per coprire i turni. Succede, quindi, che la maggior parte dei commessi deve lavorare anche di domenica. Durante la settima il povero commesso ha la possibilità di stare a casa? Io, in libreria, sì, ma da quello che so in altri negozi il giorno di riposo non è garantito per il motivo che vi dicevo prima e cioè che non c’è abbastanza personale per coprire i turni. Ecco perché i sindacati alzano la voce.

lunedì 5 marzo 2012

il segnapagine del 5.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato


Tarantula, Il terremoto racconta la rete: Quel che ho cercato di dire è che conoscere il ruolo e la storia di blog e Facebook dalla notte del terremoto in poi, suggerisce più di un dubbio su alcuni dei più tenaci luoghi comuni sul web e sui suoi frequentatori. Quelli che i titolisti senza fantasia chiamano “il popolo del web”: che non esiste se non nella loro testa.
In coma è meglio, Introduzione a un uso consapevole e appropriato dell'espressione "scrivere bene": Chi spiattella solo luoghi comuni (veri o falsi che siano) non esprime il proprio punto di vista, ma il punto di vista del tempo e del posto in cui vive. In pratica non è una persona, ma una pettinatura. 
Metilparaben, Una questione di pericolo: Il punto, credo, non sta né nel populismo né nell'ipocrisia, ma nel pericolo: Welby, in ragione dei fini che si prefiggeva, era semplicemente più pericoloso di Dalla. Tutto qua.
Claudio Giunta, Basta sedersi ad ascoltare: Ci sono artisti che non sbagliano un colpo. Ma di solito è perché fanno molto bene sempre la stessa cosa. Dalla possedeva quel tipo di creatività che non trova sfogo se non nella variazione. Per questo si appassionava a tante altre cose oltre che alla musica

i libri di ignazio

di lo Scorfano


Questo libro che ora tengo in mano è un libro vecchio, che ha più di quarant'anni; ed è un libro che ha attraversato il mare, pochi giorni fa, insieme ad altri libri in qualche modo suoi fratelli, dentro uno scatolone, per arrivare fino a qui, a questa stanza, su questa scrivania (che sono la mia stanza e la mia scrivania), a questa mano con cui lo tengo e lo sfoglio, che è la mia mano.

Questo libro che ora tengo in mano è un libro sull'antipedagogia. Racconta storie, nei suoi paragrafi, della scuola di molti decenni fa, quando ancora tutto era da rinnovare, quando la fiducia nel poterlo fare era tanta e diffusa, di una scuola che oggi non c'è più. Ce ne sono molti altri, nello scatolone che qualche giorno fa ha attraversato il mare, di libri come questo, che parlano di scuola, di didattica, di ragazzi e di professori, di come si potrebbe fare, di come non si dovrebbe fare, di come forse ci si è stancati di fare, di come nonostante tutto ancora proviamo a fare.

domenica 4 marzo 2012

il segnapagine del 4.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

E io che mi pensavo, Una cosa che mi è venuta in mente su Lucio Dalla...: Una cosa che mi ricordo di Lucio Dalla è che l’anno scorso eravamo a Reggio Emilia, alla festa dell’unità, o come si chiama adesso, sarà stato mezzanotte, eravam lì che guardavamo uno che suonava il pianobar e faceva anche un po’ ridere...
Giorgio Israel, Università e lavoro: Se ne potrebbe concludere che il male sta nella visione classica dell’università, come luogo di formazione e di cultura generale; e che il modello da adottare sia quello di una marcata specializzazione. Sono in molti a indicare questa come “la” soluzione, ma siamo certi che la ricetta non aggravi il male?
Gad Lerner, Il mio grazie a uno studente coraggioso: Lo studente del Berchet che da solo ha reagito contro un gruppo di nerboruti militanti di Forza Nuova, rifiutando più volte il loro volantino anti-immigrati, ricordando loro che per quella stessa logica aberrante di discriminazione etnica suo nonno fu deportato in campo di concentramento, merita tutta la nostra ammirazione.

Il silenzio e il mare

del Disagiato

Non so come siano incominciate le cose (in una videoteca pubblica, mi sembra) ma sta di fatto che qualche anno fa mi innamorai di un regista giapponese che si chiama Takeshi Kitano e che magari anche voi conoscete più o meno bene. Innamorato è un modo dire, naturalmente, ma neanche tanto, visto che in quel periodo di febbrile passione pur di vedere i film di Kitano spesi un po’ di soldi in benzina per andare in una videoteca fornitissima assai distante da casa mia (non avevo una connessione internet, allora). Il primo film di Kitano che vidi fu Sonatine (alla fine del film, ricordo, ero così commosso che sono uscito in balcone e ho urlato) e la cosa che mi impressionò fu la leggerezza con la quale il regista raccontava fatti non leggeri (la violenza, ad esempio). E poi mi piacquero i colori, le musiche e il modo in cui erano disposti gli oggetti e la macchina da presa mai troppo vicina agli attori e la macchina da presa mai troppo lontana. Qualità che apprezzai anche negli altri suoi film, naturalmente. E poi Kitano spesso mette il mare nella pellicola e quando il mare non c’è si vede benissimo che ai protagonisti manca qualcosa e cioè la calma del mare. Ieri ho rivisto Il silenzio sul mare (così l'abbiamo tradotto noi italiani) che parla di un sordo che si mette a fare surf per caso, dopo aver trovato vicino al cassonetto dei rifiuti una tavola. Nel film il protagonista non parla mai e neppure la ragazza che lo accompagna non parla mai e allora, solo dopo aver rivisto questo film, ho capito la cosa davvero strana e originale di tutti i film di Kitano: il silenzio dei protagonisti, che spesso sono innamorati. O meglio: a parlare sono sempre quelli che hanno torto. 

sabato 3 marzo 2012

il segnapagine del 3.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Fabristol, Le catene geneticamente modificate: Con orrore scopro che Luca Zaia è diventato un blogger per una rubrica del Corriere del Veneto e, dall’alto della sua esperienza accademica e decennale sulla genetica (ha circa cento pubblicazioni a suo attivo che pensate!) gli è stato dato l’onore di aprire questa rubrica parlando di OGM.
Marco Beccaria, Non ci sono più gli studenti di una volta?: come distinguere un buon sito da uno che contiene informazioni discutibili, come valutare l’autorevolezza di una fonte, come raccogliere da più fonti un’informazione completa sono questioni che, dopotutto, restano invariate al mutare del supporto tramite il quale il contenuto viene veicolato.
Il comizietto, Sugli ebook: Prima cosa da chiarire una volta per tutte: un ebook non è un libro, come non lo è un’iscrizione sulla pietra, come non lo è un rotolo manoscritto di pergamena. Un libro stampato ed un ebook sono due cose concettualmente e fisicamente diverse.

venerdì 2 marzo 2012

il segnapagine del 2.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

La vie en beige, Gli oneri del successoChiunque conosca la tv sa bene che si promuove sempre sé stessi, non un prodotto specifico. La presenza di un artista a un programma così seguito fa sì che il suo rating generale si alzi, in modo tale che tutte le sue azioni ne beneficino, non solo quelle di cui si discute.
Rangle, DifficileUn po' di esperienza me la son fatta però ed ho capito che ogni volta che provo a spiegare qualcosa scrivo di merda e che le cose migliori mi vengono quando scrivo per me, che quando scrivo con l'obiettivo di farmi capire divento "difficile" o noioso, noioso perlopiù.
Diciottobrumaio, Il comunista e il cane: Ecco, lo schiavo ha sempre in testa che ci debba essere un padrone, che al massimo possa scegliere tra l’uno o l’altro. E, in effetti, da quando è nato, da quando “mondo è mondo” è sempre andata così. Anche i cani pensano allo stesso modo.

Parlare chiaro, con competenza

del Disagiato

L’altra sera un economista di fama internazionale, Michele Boldrin, ha tappato la bocca, come nessuno ha mai fatto, a Roberto Cota. Quando Cota ha affermato "che la sanità americana è quella sanità dove se non hai la carta di credito non ti curano", Boldrin è intervenuto dicendo che è bene dire la verità e cioè dire che anche negli Stati Uniti esistono programmi assistenziali pubblici. Siccome non sono un economista e tantomeno un esperto di ospedali non insisto su questo argomento tanto distante e complicato. C’è in sala un dottore? C’è un esperto, di quelli veri, che nei commenti qui sotto ha voglia di dirci come stanno le cose negli Stati Uniti? Se sì, si faccia vanti, per favore. Volevo solo raccontarvi che mentre guardavo Ballarò, l’altra sera, ho fatto d’istinto un pensiero e cioè che ci vorrebbero in Italia mille Boldrin. Io, poi, non voglio per niente bene ai leghisti, quindi vedere Cota schiacciato dalla competenza di un italiano che vive in America ma che poi viene in Italia a spiegare la sanità non italiana ha dato al salotto di casa mia un’aria internazionale. Ero soddisfatto, non saprei dirla diversamente.

Però, ora, a mente lucida, ammetto che davanti alla televisione ero un po’ come mio padre, che ultimamente tifa in maniera scomposta per Di Pietro. Niente di male, solo che ho capito perché mio padre tifa per Di Pietro: perché dice le cose come stanno. Dire le cose come stanno significa, se ho capito bene, parlare chiaro, senza tanti fronzoli, avendo il coraggio di non utilizzare eufemismi e giri di parole, finendo per trionfare là dove ci sono i duelli televisivi. E siccome i dibattiti politici mio padre li segue in televisione, Di Pietro è diventato quello che “dice le cose come stanno” (Beppe Grillo non ha forse questa qualità?).

giovedì 1 marzo 2012

il segnapagine dell'1.III.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Scacciamennule, Rivoluzione liberale?: Le parole non sono altro che convenzioni, simboli a cui noi convenzionalmente associamo concetti più o meno concreti. Le convenzioni possono cambiare, per cui una parola può assumere diversi significati in ambiti diversi e in tempi diversi. 
Baskerville, Alcune verità: Siamo tutti umani e perfettibili, ognuno fatto di passioni, idee e per lo più di acqua, destinati, prima o poi a evaporare. In genere prima le passioni, poi le idee e infine l’acqua.
Roberta Milano, Diritti e doveri: Torna la protesta dei Balneari. La questione è complessa, hanno alcune ragioni. Sono una categoria decisamente importante per il nostro turismo, non sminuisco affatto. Ma finché non vedrò cambiare quel numerino qui sotto, ammetto, non riuscirò a perorare la loro causa.
Un tal Lucas, Precisione svizzera: Le chanteur devait donner quatre autres concerts en Suisse, à Berne, à Bâle et à Genève dimanche, ainsi qu’à Lugano. Pour le concert genevois, également organisé par Opus One, les billets seront remboursés là où ils ont été achetés jusqu’au 4 avril.

Oggi è stato anche il giorno della morte di Lucio Dalla e come tale, io credo, lo ricorderemo. Anche perché c'era qualcosa, in Lucio Dalla, che ce lo faceva stupidamente ritenere immune da infarti e crisi cardiache, qualcosa di incomprensibilmente infantile e di apparentemente troppo giocoso per avere a che fare con il lutto. E invece è morto, anche lui. E tra le tante canzoni trovate oggi sul web, mi piace pensare che la più eloquente sia quella postata da Mantellini. Forse perché infantile e perplessa, nello stesso tempo; forse perché "tutta la vita", alla fine, non è mai così tanta.

(E aggiungo anche, su Lucio Dalla, questo post di Gaia, che è uscito 3 minuti dopo che avevo preparato il segnapagine, ma mi pare troppo intenso per lasciarlo fuori: E la luna è una palla ed il cielo un biliardo.)

sotto quale stella

di lo Scorfano

Di tutto quello che mi poteva venire in mente, mi viene in mente solo questa. E allora metto questa, dopo tanti anni.



uno scontrino, come altri

di lo Scorfano


Mi piacerebbe prendermela un po' con la giunta regionale di Formigoni, se non altro per l'antipatia che mi suscita il presidente della mia regione e per il disgusto che mi suscitano alcuni consiglieri della maggioranza che lo sostiene. Mi piacerebbe, ma questa volta io mi sento abbastanza d'accordo con quello che hanno deciso di fare e di prevedere.

Da oggi infatti, 1 marzo 2012, ogni volta che io, lombardo benché di adozione, andrò all'ospedale per un esame o una cura o un ricovero, ne uscirò con una sorta di scontrino virtuale, su cui sarà indicata l'entità del rimborso che mediamente la Regione versa alle strutture che hanno erogato la prestazione medica di cui ho goduto. Insomma, saprò quanto sono costato alla collettività, in termini di assistenza medica; e saprò quindi quale fine hanno fatto i denari che mensilmente io verso alla regione per le prestazioni sanitarie che essa fornisce. E voi, quando andrete a farvi un esame medico, saprete altrettanto: quanto siete costati a me, così come io sono costato a voi.

mercoledì 29 febbraio 2012

il segnapagine del 29.II.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Varie non eventuali, Busta paga con lode: Hanno scoperto l'acqua calda: se gli insegnanti sono ben pagati, la scuola funziona meglio e i ragazzi imparano di più. Elementare, Watson! Proviamo a vedere perché.
Il mondo visto da un pennuto, Il paese dell'eterno ritorno dei morti viventi: La cosa che trovo più allucinante del dibattito Veltroni-Vendola, che non ho seguito  ma di cui mi arrivano echi tramite Facebook e Twitter, originato da un paio di interviste del primo, non e’ tanto l’ennesima inutile zuffa priva di significato per il 99% della popolazione italiana...
Claudio Giunta, Quello che torna a galla: La canzone d’amore non era sparita, tutt’altro. Ma si era fatta meno astrattamente romantica e si era avvicinata alla realtà, all’amore come è e non all’amore come lo sognano i poeti: nel 1981 vince Per Elisa, una canzone non d’amore ma di risentimento in cui una donna rimprovera un uomo per averla tradita con un’Elisa «che poi non è nemmeno bella».
Gramellini, Pietà l'è morta: Non ho alcuna simpatia per i violenti, i fanatici e i provocatori che hanno rubato la scena al popolo pacifico dei No Tav. Ma di fronte a un essere umano che lotta contro la morte e al dolore della sua famiglia, il registro della pietà continua a sembrarmi preferibile a quello dello sberleffo.

Per stare comodi

del Disagiato

Ma quali sono i motivi che mi spingono a pagare le tasse? A dire il vero sono obbligato a pagarle, visto che qualcuno prende una bella manciata di denaro dalla mia busta paga. Però le pagherei ugualmente, credetemi, così come pago di mia spontanea volontà il canone tv e il bollo della macchina. Anche se a dire il vero anche il canone tv ho cominciato a pagarlo, tanto tempo fa, dopo qualche lettera da parte dell’agenzia delle entrate, lettere che mi consigliavano di recarmi in posta con il bollettino in mano. Perché i bravi cittadini fanno così, pagano le tasse, anche quelle che sembrano un po’  forzate, inutili. E allora dopo tre o quattro lettere insistenti, qualche anno fa ho pagato il canone e da quel momento ho cominciato a ripetere la cosa come dentro un’abitudine da non abbandonare, senza farmi ripetere le cose più volte, senza arrivare alle minacce umilianti. E allora stai a vedere che le tasse le pago per questo motivo un po’ strano (o almeno a me pare strano) e cioè per non avere scocciature.

Anche la tassa dei rifiuti, a pensarci bene, potrei pagarla in due o più rate, spalmare la cifra lungo i mesi dell’anno ma tutte le volte succede che vado in posta con l’idea di pagarne una, di rata, e finisce che per non dovermi rimettere le scarpe, uscire di casa, fare la fila, parlare con chi sta dietro lo sportello pago tutto e subito. Perché non so voi, ma più passano i mesi e più faccio fatica a parlare.

martedì 28 febbraio 2012

il segnapagine del 28.II.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Come diventare il mio cane, L'occhio di Dio: Non credo a Buffon quando dice di non aver visto che il pallone era entrato. Posso capire la concitazione, la velocità degli eventi e tutto quanto, ma, insomma, sei dentro la porta di un metro abbondante, sei un portiere con, si presume, un eccellente senso della posizione...
Leonardo, Addio mia biblioteca: Io ho avuto gran fortuna nella vita, ma forse non me la meritavo. Ho avuto una biblioteca meravigliosa a pochi passi da casa, e adesso sto qui a guardare mentre va in malora. Lo stesso Comune che ha deciso di aprirla, investendoci cinque milioni appena cinque anni fa, sta per lasciare a casa i 17 dipendenti che l’hanno fatta funzionare fin qui. 
Andrea Sarubbi, Free Rossella: Se Rossella Urru fosse stata rapita in un’isola in mezzo all’oceano, tutto sarebbe più facile: il governo italiano si metterebbe in contatto con quello locale, e i servizi segreti di entrambi i Paesi comincerebbero a lavorare insieme. Prima o poi – più prima che poi – se ne verrebbe a capo.

l'eccezione

di lo Scorfano


Ci sono regole, o anche solo consuetudini, abitudini, comportamenti dati e acquisiti che si suppone non debbano essere differenti da come sono. E poi ci sono eccezioni: che devono essere rare e occasionali, altrimenti diventano regole anch'esse e quindi non erano eccezioni, ma soltanto i dettagli incompresi (da noi) di una regola più grande. E infatti io, da sempre, temo che non ci siano eccezioni ma solo regole più grandi, che noi facciamo troppa fatica a interpretare, e che quindi ci sfuggono, e che quindi chiamiamo eccezioni soltanto per comodità.

Ma non è questo il discorso che volevo fare oggi, comunque. Oggi volevo dire che ci sono regole e consuetudini, atteggiamenti che chiamiamo «normali» e sulla cui ripetitività tutto sommato ci appoggiamo con sollievo. Per esempio è normale (una consuetudine, quasi una regola) che io entri in una classe, che dica «Buongiorno», che compili il registro, che chieda se quanto detto la volta precedente è chiaro, che poi aggiunga: «Avete qualche domanda da fare?» e che infine io faccia lezione, per come avevo pensato di farla. Ma, oltre a questa normalità, esiste anche l'eccezione. E ogni tanto , non so perché, capita che mi venga voglia di entrare in classe, non compilare niente e chiedere ai miei alunni se stanno bene, se sono felici, come va, cosa pensano, se hanno cambiato idea rispetto a qualcosa. E allora succede che io lo chieda, qualche volta: «state bene?»; «siete contenti?»; «come state, ragazzi?»

lunedì 27 febbraio 2012

il segnapagine del 27.II.2012

dello Scorfano e del Disagiato

Il grande marziano, Mario Monti e il miraggio dell'equità: Ripensavo alla seguente citazione di Enrico Berlinguer: "Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi." 
Aciribiceci, Meglio se ti stai muto: È chiaro che la tecnica di questi film, quelli premiati e quelli nominati, è a livelli altissimi, che le immagini sono di una piacevolezza e di una seduzione irresistibile, così come gli attori, che sono quasi sempre fenomeni. Ma cosa recitano? È possibile recitare per il puro piacere estetico degli occhi?
Kein Pfusch, Il nodo del lavoro: Il mondo ideale degli industriali invece e' diverso. Esso e' fatto di aziende che producono pochissimi beni di lusso e li vendono a pochi ricchi, in tutto il mondo, mentre i lavoratori sono pagati pochissimo e sempre a rischio licenziamento.
Quantum Beat, La regolazione fine dell'Universo: Anche gli scienziati ogni tanto provano a rispondere alle classiche domande sull’origine e sul senso della vita, quelle tipo: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Esistono altre forme di vita nell’Universo?