del Disagiato

Bompiani ha detto alla casa
editrice Adelphi (entrambe appartengono al gruppo Rcs) che poteva ripubblicare tutti i titoli di Leonardo Sciascia, e
così Adelphi ha fatto, lasciando però, per molto tempo, i lettori orfani di
molti titoli dello scrittore siciliano (ma il percorso di ripubblicazione è
quasi terminato). In tutti questi casi, piccoli o grandi autori che siano, il
passaggio da una casa editrice ad un’altra prevede una, come dire, rivisitazione: nuova traduzione, nuova prefazione - a volte anche aggiunta di una
postfazione - e inserimento di nuove note o apparati critici. Insomma, il libro riappare dopo essere
stato riverniciato, curato, e questo, se il lavoro editoriale viene fatto come si deve, fa bene alle opere e ai suo lettori. Fa bene alla
letteratura, mi viene da dire.
Poi ci sono libri che seguono un altro percorso. Alcuni
titoli spariscono per riapparire in nuovi "formati" della stessa casa editrice. It
di Stephen King, ad esempio, fino a un paio di settimane fa era un libro esclusivamente della
Sperling & Kupfer, ora, invece, è un libro che esce per un nuovo marchio di
libri tascabili, Pickwick. Molti titoli appartenenti a Sperling e Piemme,
entrambe Mondadori, sono riapparsi (e riappariranno) sotto questo nuovo marchio, che è sempre della ditta Sprling Piemme. Si chiaro che
qui non stiamo parlando di una nuova collana. I libri Pickwik riappaiono con
piccole modifiche in copertina. Perché, quindi, una casa editrice fa sparire e
riapparire una parte del suo catalogo come succede in questo caso o come accade,
per fare un altro esempio, con la collana Mondadori Numeri Primi? Una casa
editrice fa questo per rilanciare se stessa e, naturalmente, i propri titoli. Lo
fa anche per frazionare il proprio catalogo e aver così la possibilità di moltiplicare
le opportunità di promozione che, secondo la cosiddetta legge Levi, dovrebbero essere
limitate. Qui le ragioni sono meramente ed esclusivamente commerciali.
Correzioni: In verità i traduttori di John Fante non sono cambiati da un'edizione all'altra. Non era mia intenzione scrivere la storia editoriale di Fante, ma è giusto dire che in Italia i suoi libri sono stati pubblicati anche dalla casa editrice Marcos y Marcos. Scusate, quindi, la leggerezza. Ringrazio chi mi ha segnalato le omissioni e gli errori.
Correzioni: In verità i traduttori di John Fante non sono cambiati da un'edizione all'altra. Non era mia intenzione scrivere la storia editoriale di Fante, ma è giusto dire che in Italia i suoi libri sono stati pubblicati anche dalla casa editrice Marcos y Marcos. Scusate, quindi, la leggerezza. Ringrazio chi mi ha segnalato le omissioni e gli errori.