Quando cinque anni fa cominciai a lavorare in libreria, cioè quel posto dove arrivano libri, bisogna sistemare libri, vendere libri e magari capirci qualcosa di libri, c’erano due mie colleghe che capito il mio andazzo interiore presero a sfottermi perché leggevo libri. “Cosa fai stasera, esci o stai a casa a leggere poesie?”, mi chiese una volta una delle due ridendo e guardando l’altra. Si divertivano un mondo a prendermi per il culo e così tanto che un giorno, all’ennesima loro battuta innocente, io mi offesi seriamente. A quel tempo forgiai su misura questa espressione un po’ sciocca: contraddizioni del capitalismo. Mi sembrava un’espressione buona per spiegare la cosa: il sistema capitalistico non ritiene necessario che il lavoratore conosca il materiale che lavora o che vende. Non serve leggere i poeti per vendere i poeti, insomma. E in effetti le cose stavano e stanno così: non serve aver letto Neruda per vendere un libro di Neruda.Adesso però trovo questa espressione molto sciocca e sgraziata, come ho già detto. È la reazione di chi tenta di schiacciare il ronzio della mosca anziché la mosca. Quello che penso adesso è che ci sono i librai che leggono e che fanno bene il loro mestiere e i librai che non leggono e che fanno male il loro mestiere. Ci sono i librai che sanno consigliare libri e i librai che se ne stanno muti e impilano volumi. Insomma, come in tutti i lavori, ci sono quelli che fanno ritornare il cliente e quelli che non fanno ritornare il cliente. Vero che la maggior parte dei clienti non ha bisogno del libraio che legge poesie, però, insomma, se il libraio legge poesie è facile che abbia in se, dentro il proprio petto, un po’ di educazione, sentimento e garbo. Molto di più del libraio che di sera guarda una trasmissione condotta da Alfonso Signorini. Se il libraio legge romanzi è facile che sia un po’ aperto di mente, affabile e gentile. Adriano era uno dei più bravi giocatori al mondo ma dal momento in cui ha cominciato a uscire di sera per andare in discoteca non lo è più stato. Sembrerà presuntuoso, ma ci sono i librai bravi e i librai non bravi. E i librai bravi sono bravi perché molte volte, la maggior parte delle volte, invece di uscire stanno a casa a leggere poesie. Fottendosene altamente dei colleghi che lo prenderanno per il culo.
























